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FVG
19 maggio | 18:48

Il morso della zecca può causare allergia alla carne rossa: ''Orticaria, prurito, gonfiore, nausea, diarrea. In molti potrebbero avere questa sindrome senza saperlo''

A causa del morso di una zecca, è effettivamente possibile sviluppare un’allergia alla carne rossa.  La dottoressa Alice Rotelli condivide sulla sua pagina Facebook dedicata alla divulgazione scientifica informazioni e curiosità a riguardo: “Orticaria, prurito, gonfiore, nausea e diarrea e non solo. I sintomi sono diversi e in molti potrebbero avere questa sindrome senza saperlo. Quindi, occhio alle zecche, se non volete diventare vegani” 

di Margherita Tomadini

PORDENONE. “Quando questo artropode ci morde, induce una sensibilizzazione al nostro sistema immunitario ad una molecola zuccherina chiamata galattosio-α-1,3-galattosio (alfa-gal), presente nella carne dei mammiferi non primati e veicolata all'uomo proprio tramite la saliva della zecca stessa. In Europa, i casi rilevati sono stati associati in particolare alla zecca “Ixodes ricinus”. In seguito a questa sensibilizzazione indotta dalla zecca quindi, mangiare carne rossa può diventare un problema, provocando una risposta allergica nella persona morsa, che compare però molte ore dopo aver mangiato''. Così scrive la dottoressa Alice Rotelli, medica chirurga specialista in chirurgia vascolare che collabora con diverse strutture sul territorio del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto nella sua pagina Facebook, dove prosegue senza sosta il suo progetto di divulgazione scientifica e di contrasto alle fake news in tema sanitario.

 

Il tema in oggetto è di quelli che a prima vista potrebbero sembrare qualcosa di incredibile e invece l'interessante approfondimento proposto da Rotelli dedicato proprio a questa sindrome è di grande interesse. Secondo quanto è emerso da diversi studi che sono stati condotti e che l’esperta ha sintetizzato e riportato nel suo post, non si tratta affatto di uno scherzo ma, purtroppo, è vero e le persone affette da ciò potrebbero essere più di quanto si crede. 

 

La reazione allergica è quindi, secondo le parole della dottoressa, dovuta alla sensibilizzazione all'alfa-gal, molecola di zucchero presente nella carne di mammiferi come manzo, maiale, cervo, agnello e selvaggina. Alcune reazioni però spesso possono derivare anche dall’ingerimento di prodotti derivati da questi animali ovvero latticini e gelatine (quest’ultime ottenute spesso da collagene proveniente dalla pelle e/o dagli zoccoli dei grandi mammiferi). I tempi per la comparsa dei sintomi? Dalle 3 alle 8 ore, a differenza delle altre allergie alimentari classiche che danno sintomi quasi immediati", spiega ancora Rotelli.

 

"I sintomi, in base ai dati raccolti, sono diversi: si può sviluppare orticaria, prurito, gonfiore, nausea e diarrea, dolori addominali, difficoltà respiratorie, calo della pressione e addirittura shock anafilattico". 

 

 

L'esperta poi prosegue dicendo che, date le sue caratteristiche non ancora ben identificate, non si tratta di una sindrome facilmente diagnosticabile: le prime segnalazioni risalgono ad una ventina di anni fa e il numero di pazienti affetti è in continuo aumento. Pertanto, è anche probabile che molte persone, compresi alcuni operatori sanitari, non ne siano a conoscenza, rendendo diagnosi e studi ancora più complicati. Secondo i dati raccolti dalla Cdc infatti, (Centers for Disease Control and Prevention) tra il 2010 e il 2022, negli Stati Uniti sono stati identificati oltre 110.000 casi sospetti, ma per il numero effettivo potrebbe essere molto più alto: si stima una cifra di addirittura 450.000 casi.  

 

“Non tutte le persone punte da zecche sviluppano la sindrome e il motivo per cui alcune persone diventano sensibili alla molecola e altre invece no, non è ancora chiaro – conclude sempre la ricercatrice Rotelli -. Quindi, occhio alle zecche, se non volete diventare vegani!”.

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