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Trento
30 marzo | 17:43

Tumore al cervello pediatrico, ecco l'avatar Unitn per studiarlo e verificare l’efficacia delle cure senza farlo sui bambini malati: "Nuove prospettive per ricerca e terapie"

Si tratta del modello più avanzato finora disponibile e può essere utilizzato per testare nuovi farmaci, arriva dall’Università di Trento in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: "È come studiare in un avatar del tumore ciò che avviene in vivo con tutti i vantaggi di poter verificare l’efficacia delle terapie senza doverlo fare direttamente sui bambini e sulle bambine malate"

TRENTO. Un “avatar” in miniatura del tumore cerebrale pediatrico, capace di replicarne fedelmente comportamento e caratteristiche, apre nuove prospettive nella ricerca oncologica e nello sviluppo di terapie mirate. A segnare il passo è uno studio pubblicato su Nature Protocols, nato dalla collaborazione tra l’Università di Trento e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che introduce il modello più avanzato finora disponibile che può essere usato per testare nuovi farmaci.

 

Un risultato che si inserisce nel solco di un'evoluzione della ricerca oncologica: questa, spiega l'università, è passata dai modelli bidimensionali, come colture su plastica, a sistemi tridimensionali più complessi come gli organoidi, che permettono di osservare la malattia in un ambiente più realistico. Il modello sviluppato a Trento, in tal senso, rappresenta un ulteriore salto di qualità nello screening farmacologico.

 

come studiare in un avatar del tumore ciò che avviene in vivo con tutti i vantaggi di poter verificare l’efficacia delle terapie senza doverlo fare direttamente sui bambini e sulle bambine malate" spiega Luca Tiberi, professore del Cibio dell’Università di Trento e coordinatore del lavoro, che specifica come "il risultato apre nuove prospettive sia nella ricerca sia nello sviluppo di terapie".

Entrando nel merito, gli organoidi sono modelli tridimensionali in miniatura di organi umani coltivati in laboratorio: quelli derivati da pazienti  per la ricerca oncologica, definiti tumoroidi, vengono generati a partire da biopsie e possono essere utilizzati come modelli per comprendere le diverse risposte farmacologiche. Questi, riproducendo fedelmente l’ambiente biologico umano, mantengono le caratteristiche molecolari del tumore originario e rappresentano uno strumento predittivo per la ricerca farmacologica.

 

Nello specifico, la ricerca coordinata da Tiberi si concentra su ependimoma e medulloblastoma, che sono tra i tumori cerebrali pediatrici maligni più comuni e aggressivi.

 

"I tumoroidi derivati dalle biopsie - spiega il professor Tiberi - conservano la complessità fenotipica e strutturale della malattia, che si perde nelle colture bidimensionali, e mantengono una maggiore eterogeneità cellulare rispetto agli organoidi ottenuti da cellule staminali. Nell’organoide possiamo testare diverse combinazioni di farmaci e ampliare lo screening e il grosso del lavoro viene svolto qui al Dipartimento Cibio da un gruppo affiatato di giovani dottorande che danno tutta la loro dedizione e il loro tempo per far progredire la ricerca".

 

Fondamentale, come anticipato, il contributo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che segue i piccoli pazienti e ha fornito i campioni biologici, partecipando anche alla caratterizzazione degli organoidi. "Questi modelli - spiega la dottoressa Evelina Miele dell’unità operativa complessa di Oncoematologia dell'ospedale - permettono di comprendere meglio la malattia e di studiarne la risposta ai trattamenti in modo sempre più accurato".

 

"Questo protocollo fornisce - aggiunge Tiberi - una piattaforma solida e riproducibile per modellizzare in vitro i tumori cerebrali pediatrici e favorirà una più ampia diffusione dei tumoroidi nella ricerca preclinica".

 

La ricerca, comunica l'università di Trento, prosegue anche su un altro fronte: lo sviluppo di modelli per testare nuovi farmaci contro tumori cerebrali pediatrici meno aggressivi come i gliomi di basso grado.

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