Contenuto sponsorizzato
FVG
09 maggio | 21:27

"E' il sogno di ogni archeologo". Alla ricerca dell'antica 'Egida', misteriosa città dell'Istria citata da Plinio il Vecchio: il progetto tra Italia e Slovenia

Il contesto è quello più ampio del grande sito archeologico di Elleri, che attraversa il confine ed è molto importante per la zona, che vanta già una serie di scavi anche sul versante italiano

TRIESTE. Un po' come fu per il grande archeologo tedesco Schliemann, che nell'Ottocento si fece ispirare dai poemi omerici che lo indussero alla scoperta del sito divenuto celebre e che egli sostenne trattarsi della mitica città di Troia, oggi proprio sul confine tra Italia e Slovenia Masha Sakara, archeologa e ricercatrice di Capodistria, coordina degli scavi di un progetto Interreg tra i due paesi che, chissà, potrebbero portare alla scoperta di “Aegida” (o “Egida”), un'antica città non ancora ritrovata che compare nel lascito più famoso di Plinio il Vecchio, il trattato naturalistico “Naturalis Historia”, riferendosi all'Istria e al nord Adriatico.

I lavori consistono in una serie di sbancamenti che hanno preso il via in questi giorni sulla sponda slovena della cima del colle di Santa Barbara, adiacente al comune di Muggia (Trieste), nel più ampio contesto del grande sito archeologico di Elleri, che attraversa il confine ed è molto importante per la zona, che vanta già una serie di scavi anche sul versante italiano. Secondo l'archeologa, se da un lato è bene rimanere molto cauti riguardo la corrispondenza di questo sito con la città perduta di Egida descritta dal filosofo e militare romano, dall'altro è anche vero che i primi reperti scoperti hanno già sorpreso gli addetti ai lavori.

“Oggi abbiamo scoperto diversi reperti – ha raccontato l'archeologa Masha Sakara a il Dolomiti – tra cui frammenti ceramici di tazze o scodelle, decorate con la tecnica della 'falsa cordicella', che sappiamo risalire grossomodo all'ottavo secolo avanti Cristo, mescolati tuttavia a diverse calighe romane (borchie in ferro presenti anche sulle calzature dei legionari), che evidentemente avevano lavorato questo terreno e i sedimenti di più epoche si sono mescolati. C'era molta vita in questo punto, siamo infatti sull'acropoli di un grande insediamento proto-urbano, in massima parte ancora sepolto e sconosciuto. Una piccola 'capitale' che poteva controllare sia l'odierna baia di Capodistria che quella di Muggia, da qui la nostra suggestione che possa trattarsi della città di Egida, il cui ritrovamento è un po' il sogno di ogni archeologo capodistriano”.

Una suggestione che certamente continuerà ad appassionare gli studiosi locali, ma che rappresenta anche un'opportunità per valorizzare un grande abitato protostorico che oggi interessa due paesi, Italia e Slovenia, facendo assumere al sito una valenza internazionale che si auspica possa presto vedere un intervento in forze congiunte dei due stati su un'area ancora in massima parte da scoprire, e che ha le carte in regola per diventare, date le grandi dimensioni, uno dei maggiori centri culturali nel campo storico-archeologico di tutta l'area.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 10 maggio | 13:19
Il tragico incidente stradale è avvenuto la scorsa notte, attorno alle 3, tra sabato 9 e domenica 10 maggio, in val d'Ultimo, nei pressi [...]
Sport
| 10 maggio | 12:43
A 23 chilometri dall'arrivo, con l'asfalto bagnato e il gruppo che viaggiava a quasi 70 chilometri all'ora in un tratto di discesa, il plotone è [...]
Cronaca
| 09 maggio | 16:22
Il giovane, fermato nella serata di ieri, sarebbe un altoatesino della Val Pusteria: per lui è scattato ritiro della patente e del mezzo – oltre [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato