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I laureati più giovani d'Italia, nella città dove una stanza può costare fino a 800 euro. Ma adesso arrivano gli studentati a prezzi "calmierati"

La città cerca di combattere il caro casa che colpisce inevitabilmente anche gli studenti universitari

BOLZANO. I laureati più giovani d'Italia, un'università che svetta in tutte le classifiche per eccellenza, ma un mondo accademico che a causa di diverse problematiche sembra essere distante anni luce dalla città e dal suo tessuto sociale. 

 

Ma forse il vento sta cambiando e per la Liberà Università di Bolzano inizierà una nuova era con il superamento di quello che per anni è stato un ostacolo e un tallone d’Achille del sistema accademico locale: l’emergenza abitativa, con la cronica carenza di alloggi e con il costo proibitivo degli affitti, che nel mercato privato possono sfiorare gli 800 euro per una stanza. In alcuni contesti anche di più.

 

Per rispondere a questa problema che fino ad oggi ha pesato enormemente sulla vita universitaria, il capoluogo sta disegnando un futuro dove le infrastrutture per l'accoglienza diventano il motore per una nuova identità urbana, sociale e culturale. 

 

O almeno ci prova. 

 

Il primo segnale tangibile arriverà tra poche settimane in piazza Adriano. Qui, sul sedime dell'ex Fiat, è pronta la consegna di un nuovo studentato da oltre duecento posti letto.

 

L'operazione, frutto della sinergia tra Provincia e gruppo Habitat, vede in pole position per la gestione l'organizzazione dell'Ordine Teutonico (Deutsch Haus), già nota per l'esperienza maturata in via Weggenstein.

 

La vera novità per gli studenti, tuttavia, riguarda il portafoglio: la Giunta provinciale è intenzionata a intervenire direttamente per calmierare i prezzi di almeno un terzo dei posti letto, offrendo un supporto che è fondamentale per le fasce economicamente più deboli.

 

Ma la sfida architettonica e sociale più ambiziosa si sposta a Bolzano Sud, al Noi Techpark. Il distretto dell’innovazione si prepara a ospitare uno studentato ancora più vasto, da oltre trecento posti, che farà da perno a un nuovo polo accademico.

 

Dopo l'insediamento di Ingegneria, è infatti previsto il trasferimento al Noi della facoltà di Agraria, una delle più affollate dell’ateneo.

 

L'obiettivo è creare un campus sul modello anglosassone, dove la didattica si fonde con spazi verdi, aree per il tempo libero e una stretta connessione con il mondo delle start-up, trasformando quella che era una zona industriale slegata dalla città in un’addizione culturale e sociale.

 

Tutto questo mentre la Lub continua a collezionare successi e grandi numeri. Secondo gli ultimi dati del consorzio Almalaurea, rielaborati da Skuola.net, l'ateneo bolzanino è tra i primi in Italia per la "velocità" dei suoi studenti: la media al conseguimento della laurea triennale è di soli 24 anni (contro i 24,5 nazionali), con quasi la metà degli iscritti che riesce a terminare gli studi prima dei 23 anni.

 

Un primato che vede Bolzano superare persino Trento per brevità del percorso di studi (3,5 anni contro 3,7).

 

A favorire queste performance è un modello didattico "su misura". Come sottolineano i responsabili del Movimento Universitario Altoatesino (Mua), le classi piccole e il rapporto diretto con i docenti permettono agli studenti di non essere semplici numeri, mantenendo alta la concentrazione grazie a prove in itinere e lavori di gruppo.

 

Con l'83,8% dei laureati che vanta già esperienze lavorative alle spalle e una competenza linguistica in tedesco e inglese vicina al 100%, Bolzano si conferma una fucina di talenti precoce che ora, con i nuovi studentati, si sforza di offrire soluzioni abitative per le tasche di tutti.

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