In Italia 54 persone uccise da cani in 17 anni e nel 56% dei casi era l'animale di casa. Lo studio che analizza gli attacchi mortali: dalle razze coinvolte all'identikit delle vittime
Lo studio si intitola ''Attacchi mortali da cani in Italia 2009 - 2025'' e fa per la prima volta luce sui casi terribili di vittime causate dai nostri ''amici a quattro zampe''. I tipi di cani più coinvolti sono i molossoidi e tra questi spiccano il Cane Corso e i Rottweiler. Le vittime: spesso sono o bambini sotto i 4 anni o adulti di età più avanzata. Ma ecco analisi e tabelle

TRENTO. I tipi di cani che hanno mietuto più vittime in Italia? I molossoidi, 22 persone uccise in 17 anni, dal 2009 al 2025 seguite dai Terrier di tipo Bull con 15 vittime. Tra i molossoidi la razza coinvolta di più in attacchi mortali è stata quella del Cane Corso (16 persone uccise) seguita dal Rottweiler (12 vittime). Nel 56% dei casi la persona è stata uccisa dal suo cane mentre nel 44% dei casi dal cane di un altro proprietario. In ogni caso nel 92,6% delle aggressioni mortali si trattava di cani di proprietà di un essere umano e solo in 4 casi l'attacco è stato perpetrato da un cane randagio. Sono questi alcuni dei dati che emergono dallo studio ''Attacchi mortali da cani in Italia 2009-2025'' che è riuscito a ricostruire le dinamiche degli attacchi compiuti dai cani in Italia agli esseri umani e concentrandosi, in particolare, su quelli fatali.

In 17 anni sono 54 le persone uccise da cani in Italia con una media di 3,17 morti all'anno. Lo studio cerca di fare luce su un fenomeno importante, soprattutto alla luce del fatto che i cani sono presenze sempre più diffuse e importanti nelle vite di tutti noi (in Italia vivono circa 8,8 milioni di cani). E' bene, quindi, sapere, avere dati che aiutano a informare, e permettono di sviluppare consapevolezza tra le persone. ''L'analisi dell'età delle vittime - si legge nello studio - ha rivelato una distribuzione marcatamente disomogenea tra i sei gruppi di età. Gli individui di età superiore ai 64 anni hanno rappresentato la categoria più colpita, con 23 decessi (42,6%), seguiti dagli adulti di età compresa tra 40 e 64 anni, che hanno rappresentato 14 casi (25,9%). I bambini in età prescolare (0-4 anni) hanno costituito il terzo gruppo più colpito, con 12 vittime (22,2%). Al contrario, i bambini in età scolare (5-12 anni) e gli adolescenti (13-17 anni) hanno registrato solo 1 decesso ciascuno (1,9%), mentre i giovani adulti di età compresa tra 18 e 39 anni hanno rappresentato 3 casi (5,6%)''.

Tra i 54 decessi documentati tra il 2009 e il 2025, 32 erano maschi (59,3%) e 22 femmine (40,7%). ''Questi risultati suggeriscono che gli attacchi mortali da parte di cani colpiscono entrambi i sessi con frequenza comparabile - spiega lo studio - senza evidenza di una forte predilezione basata sul sesso''. Quindi l'analisi sulle razze e sui tipi di cani. ''Poiché diversi attacchi hanno coinvolto più di un cane, il numero di singoli cani coinvolti ( n = 83) è stato superiore al numero di eventi. Per evitare ambiguità, tutti i numeri in questa sezione distinguono tra eventi (casi) e singoli cani''. ''Tra i 54 eventi, sono state identificate quattro principali categorie di tipi di cane: cani di tipo molossoide, terrier di tipo bull, altre razze di razza pura e cani meticci. I cani di tipo molossoide sono stati coinvolti in 22 eventi (40,7%), rappresentando 33 singoli cani. Le razze più frequentemente rappresentate in questa categoria sono state Cane Corso e Rottweiler, seguite da casi isolati di Dogue de Bordeaux, Mastino Italiano, Dogo Argentino e Alano,

''I terrier di tipo Bull sono stati coinvolti in 15 eventi (27,8%), per un totale di 25 cani. Diversi incidenti - riporta ancora lo studio - in questo gruppo hanno coinvolto due o più cani che hanno agito insieme''. ''Altre razze di razza pura sono state coinvolte in 8 eventi (14,8%), che hanno coinvolto 25 cani. Tra questi, Pastori Tedeschi, Pastori Belga Malinois, Pastori Maremmani Abruzzesi e Cani Lupo Cecoslovacchi. In molti di questi eventi, sono stati coinvolti più cani della stessa razza. In 9 casi (16,7%) sono stati coinvolti cani meticci. Per questa categoria, il numero di singoli cani non è stato sempre determinabile in modo affidabile, poiché molte fonti giornalistiche hanno descritto gli aggressori semplicemente come un "branco di cani randagi" senza specificare il numero esatto di animali. Nel complesso, almeno 83 cani identificabili hanno preso parte ai 54 eventi mortali, oltre a un numero imprecisato di cani meticci''.
Tra le conclusioni dello studio c'è che ''i dati sottolineano che gli attacchi mortali non sono eventi casuali, ma seguono dinamiche ricorrenti, che coinvolgono particolare razze di molossoidi e di bull-type, cani di proprietà e vittime vulnerabili come bambini in età prescolare e anziani. La predominanza di incidenti in contesti privati, in particolare all'interno del nucleo familiare della vittima, evidenzia i limiti delle attuali strategie di prevenzione e l'urgente necessità di riforme strutturali''. Tra queste l'urgente necessità di un registro nazionale che tenga conto di ogni aggressione, mortale e non e permetta di elaborare strategie più ficcanti e decisive. Lo studio è firmato da Fabrizio Iarussi, Francesco Sessa, Serena Piccirillo, Martina Francaviglia, Alessandra Recchia, Antonella Colella, Matteo Bolcato, Monica Salerno, Angelo Peli, Cristoforo Pomara. Gli istituti coinvolti: Dipartimento di Medicina di Precisione e Rigenerativa e Area Ionica, Sezione di Cliniche Veterinarie e Produzioni Animali, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento di Tecnologie Mediche, Chirurgiche e Avanzate “GF Ingrassia”, Università di Catania, Dipartimento di Medicina, Università Internazionale della Salute e delle Scienze Mediche San Camillo, Roma, Dipartimento di Studi sulla Qualità della Vita, Università di Bologna.












