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Trento
14 luglio | 20:24

VIDEO. Nella notte appare un lupo ma scatta il dissuasore e lui fugge, il Parco: “La sperimentazione funziona ma ogni pascolo ha bisogno del suo piano di prevenzione”

Il video di un lupo messo in fuga nei pressi di una malga mostra le potenzialità dei dissuasori acustico-luminosi nel favorire una coesistenza sostenibile tra la pratica dell’alpeggio e la conservazione dei grandi carnivori. “I Dal si attivano quando rilevano la presenza di un animale e scoraggiano l’avvicinamento dei predatori. Le sperimentazioni del progetto stanno dando i loro frutti”, spiega l’Ente Parco Naturale Adamello Brenta

di Margherita Tomadini

TRENTO. Un lupo si avvicina a un pascolo, i dissuasori acustico-luminosi entrano in funzione e l’animale, spaventato dagli stimoli emessi, cambia direzione e si allontana. È quanto documentato nel video condiviso nelle ultime ore sui social dal Parco Naturale Adamello Brenta.

 

Le immagini puntano i riflettori su una tecnologia che potrebbe rappresentare un importante strumento per difendere malghe e pascoli dai grandi carnivori, contribuendo a rendere possibile una convivenza sostenibile con le attività di allevamento in montagna. 

 

I Dal, acronimo di dissuasori acustico-luminosi, sono sistemi di prevenzione progettati per limitare i danni causati dai predatori al bestiame durante l’alpeggio: essenzialmente quando i sensori rilevano la presenza di un animale, i dispositivi si attivano emettendo stimoli sonori e luminosi con l’obiettivo di scoraggiarne l’avvicinamento.

 

Il ritorno dei grandi carnivori sull’Arco alpino ha reso sempre più necessaria l’individuazione di strategie efficaci per mitigare il conflitto tra la conservazione delle specie e l’allevamento montano. In questo contesto si va ad inserire dunque il progetto sperimentale promosso dal Parco Naturale Adamello Brenta durante la stagione di monticazione del 2025 nei pascoli di Malga Plan e Malga Zerli, aree nelle quali in passato erano state segnalate delle predazioni.

 

Nei due pascoli "sotto analisi" sono stati installati i dissuasori acustico-luminosi in grado di rilevare la presenza e il movimento degli animali e i primi riscontri sembrano indicare una risposta immediata da parte del lupo:“Nei casi in cui il Dal si è attivato è stato osservato un allontanamento immediato del lupo in direzione opposta rispetto all’area di pascolo, configurando un’effettiva azione dissuasiva. In prossimità dei dispositivi attivi non è stato possibile valutare la risposta dell’orso, perché non si sono verificati passaggi, però la coerenza della risposta comportamentale del lupo suggerisce un incremento temporaneo del rischio percepito da parte dell’animale”, comunica l’Ente Parco ne “I Fogli dell’Orso”.

 

Il VIDEO diffuso poi sulle piattaforme social del Parco è stato registrato nella notte dell’11 luglio in una malga nei pressi di Tione: le immagini mostrano il lupo allontanarsi rapidamente in direzione opposta rispetto al pascolo dopo l’attivazione del dispositivo, documentando un comportamento compatibile con l’azione dissuasiva prevista dal progetto. 

 

L’idea alla base del funzionamento dei dispositivi è che la loro attivazione venga interpretata dai grandi carnivori come un segnale riconducibile alla presenza umana e, di conseguenza, a una possibile situazione di pericolo: dalle osservazioni è emerso che l’efficacia dei dispositivi può però dipendere da diversi elementi, tra cui la corretta installazione, l’orientamento dei sensori e l’integrazione con altre misure di protezione.

 

Il progetto punta anche ad approfondire le condizioni necessarie per rendere compatibili la presenza dei grandi carnivori e le attività di allevamento: “Nel caso dei grandi carnivori, le osservazioni sono diminuite nel periodo estivo, suggerendo un possibile effetto dei dissuasori. Tuttavia, la limitata disponibilità di dati, legata anche al basso numero di osservazioni, non consente di trarre conclusioni definitive” spiega sempre l'Ente. 

 

I risultati raccolti finora sono indubbiamente incoraggianti, ma il numero limitato di osservazioni non permette ancora di formulare conclusioni definitive: saranno necessari ulteriori studi per valutare l’efficacia dei Dal in contesti diversi e nel lungo periodo. 

 

Questi strumenti, una volta confermata la loro utilità, potrebbero rappresentare una componente fondamentale nelle strategie di prevenzione, da affiancare alle recinzioni elettrificate, a un’adeguata gestione del pascolo e all’impiego dei cani da guardiania. Una soluzione unica applicabile a tutte le realtà non c'è, è necessario adottare varie strumentazioni: “Ogni pascolo necessita di essere protetto in modo differente in rapporto alla sua estensione, al numero di animali, al tipo di animali e in base a una serie di parametri ambientali e gestionali che lo rendono unico. Ogni pascolo, quindi, deve avere un progetto di prevenzione dei danni che sia adeguato al contesto”, dichiara il Parco sempre sulla rivista scientifica “I Fogli dell’Orso”.

 

La sperimentazione proseguirà con l’obiettivo di raccogliere nuovi dati e verificare il funzionamento dei dispositivi in altre aree: “Sarà fondamentale ampliare lo studio ad altre malghe per approfondire l’efficacia di questi dispositivi con ulteriori dati. La continuità del progetto potrà favorirne una più ampia diffusione, contribuendo a promuovere una coesistenza sostenibile tra la pratica dell’alpeggio e la conservazione dei grandi carnivori”, conclude l’Ente Parco.

 

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