''Erano cinesi, lei indossava le ballerine e lui delle scarpette: pensavo non avrebbero vissuto la baita per davvero ma sbagliavo. Con quella lettera mi hanno commosso''
Moreno Tomaselli, che a quota 1.800 affitta una baita a turisti, era convinto che l’ultima coppia da lui ospitata fosse totalmente ‘fuori luogo’. A farlo ricredere, però, una lettera lasciata dai due: “Mi hanno mostrato di sapere vivere la montagna come davvero dovrebbe essere vissuta. Una gioia e una grande emozione ospitare una coppia come loro. Mi ha commosso non poco, soprattutto il proverbio alla fine”

BELLUNO. "E poi mi arriva in baita una coppia di sposini cinesi. Li guardo e li catalogo 'fuori luogo'. 'Non vivranno l'essenza della baita, non vivranno la baita come vorrei fosse vissuta dagli ospiti a cui la offro', mi ero detto. Quanto sbagliavo". Inizia così una riflessione pubblicata negli scorsi giorni sui social da Moreno Tomaselli, che nel territorio di Falcade (nel Bellunese) affitta una baita di montagna a turisti con la volontà di fare vivere la vera essenza delle Dolomiti a chi non le conosce.
La "Baita del Toma" (così i più conoscono la piccola struttura posta a quota 1.800 sotto il Passo Valles) di recente ha ospitato una coppia proveniente dalla Cina che, a primo impatto, di montagna sembrava saperne poco o nulla, come spiega a Il Dolomiti lo stesso Tomaselli: "Si sono presentati in scarpette e ballerine: così ho pensato che fosse quasi un peccato che usassero la mia baita - prosegue -. Ciò che desidero più d'ogni altra cosa è che chi ci pernotta assapori l'esperienza delle terre alte appieno. Difficile farlo se non si è nemmeno attrezzati".
Come confessato, però, dallo stesso Tomaselli si sbagliava: “Prima di andarsene i due, e in particolare Susan, mi hanno lasciato una lettera in cinese (poi tradotta), che non soltanto mi ha profondamente commosso, ma mi ha anche fatto ricredere. Il proverbio cinese con cui si conclude la recensione è davvero significativo”.
RIPORTIAMO DI SEGUITO IL TESTO DELLA LETTERA DI SUSAN TRADOTTA
Caro Toma,
Spero che questa lettera ti porti pace e gioia; leggere queste parole è come se ci incontrassimo di persona.
Penso che tutto debba iniziare da prima di questo viaggio. Mentre cercavo un alloggio nelle Dolomiti, ho visto questa baita e posso dire che è stato amore a prima vista guardando le foto. Da quel momento non vedevo l'ora di arrivare qui, immaginando i paesaggi che avrei visto e le storie che avrei vissuto.
Come sai, io e mio marito veniamo dalla Cina. Anche noi abbiamo una casa con un giardino, ma si trova in città. Il ritmo frenetico del lavoro quotidiano spesso non mi lascia nemmeno il tempo di fermarmi, alzare lo sguardo e ammirare il paesaggio, facendomi sentire spesso esausta. Mi sono chiesta molte volte: qual è il vero significato della vita? È forse solo questo rincorrersi giorno dopo giorno, in una routine sempre uguale?
Finché non sono arrivata qui. Qui l'estate è lunga, il sole sembra non tramontare mai e il tempo scorre più lentamente. In questi giorni trascorsi nella baita non abbiamo avuto un vero e proprio itinerario da sguire; a parte una spesa al supermercato, abbiamo passato tutto il tempo qui dentro. Il primo giorno siamo arrivati di sera e ti siamo immensamente grati per averci aspettati e accolti fino a tardi. La stanchezza del viaggio ci ha spinto a fare una doccia e andare a letto presto.
Ma la mattina dopo, mi sono svegliata all'alba. Ho aperto la porta della baita e sono rimasta profondamente incantata da ciò che avevo davanti agli occhi: prati infiniti, boschi, la prima luce del cielo azzurro, le cime delle montagne in lontananza, il suono dell'acqua, il dolce tintinnio dei campanacci delle pecore e la brezza che mi accarezzava le guance e i capelli con una punta di freschezza. Tutto era così bello da sembrare irreale, come in un sogno o dentro un mondo incantato.
Con il graduale sorgere del sole, è iniziata anche la nostra vera esperienza nella baita: tagliare la legna, accendere il fuoco, preparare il caffè e, seguendo le tue istruzioni, usare il carburante per scaldare l'acqua. Per noi era tutto così nuovo e divertente. Successivamente siamo andati al supermercato a comprare gli ingredienti per poi tornare a fare un barbecue. Solo mettendomi a cucinare mi sono resa conto che, sebbene la baita non sia grande, è fornita di tutto il necessario per la vita quotidiana: da ogni tipo di utensile da cucina a innumerevoli spezie, e persino una piccola cantinetta per i vini che sembra un mini-frigo. Abbiamo fatto il barbecue davanti alla baita, ci siamo persi nei nostri pensieri, abbiamo chiacchierato e semplicemente non abbiamo fatto nulla, limitandoci a guardare il paesaggio.
Così, in questi giorni, la domanda su cui riflettevo spesso prima di arrivare qui sembra aver trovato una risposta. Penso che il senso della vita, per me in questo momento, sia lavorare sodo per poter andare in posti sempre più belli e diversi, sperimentare vite differenti e creare ricordi meravigliosi e profondi. Finché un giorno, quando sarò vecchia e non potrò più camminare, potrò ancora ricordare questo posto con mio marito, ricordare tutto ciò che è successo qui.
Invidio davvero la tua bellissima baita da favola e invidio le persone che vivono in un posto così pittoresco. Ricorderò per sempre l'estate trascorsa in questa baita. Infine, per concludere, vorrei lasciarti con un antico pensiero cinese: “Anche se lontani ai confini del mondo, i nostri cuori sono vicini”.
Abbi cura di te,
Susan
"Insomma - conclude Moreno - nonostante i due si fossero presentati nel cuore delle Dolomiti come degli apparenti sprovveduti, mi hanno mostrato di sapere vivere la montagna come davvero dovrebbe essere vissuta. Una gioia e una grande emozione ospitare una coppia come loro".












