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Belluno
15 maggio | 18:00

Belluno vola a Napoli e punta su startup e innovazione: siglato l’accordo tra Dolomiti Innovation Valley e Campania New Steel per attrarre giovani nei territori

Confindustria Belluno Dolomiti ha firmato a Napoli un accordo di collaborazione con Campania New Steel, un incubatore partecipato dall’Università Federico II e da Città della Scienza per aiutare le startup innovative a inserirsi nel mercato. L’obiettivo è stimolare lo sviluppo di un’economia della conoscenza che possa attrarre in montagna sempre più giovani

BELLUNO. “Puntiamo nell’immediato a scambi di informazioni e conoscenze, ma prevediamo anche possibili collaborazioni tra alcune delle startup incubate da Campania New Steel e le imprese bellunesi. In particolare nell’ambito dell’applicazione di sistemi di intelligenza artificiale, la robotica e delle energie rinnovabili”.

 

Così Michele Da Rold, vice presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, commenta l’accordo siglato nella giornata di giovedì 14 maggio a Napoli tra la Dolomiti Innovation Valley e Campania New Steel - un incubatore, promosso e partecipato dall’Università Federico II e da Città della Scienza, per connettere startup e spin off innovativi con opportunità di sviluppo tecnologico e di business. In pratica, Campania NewSteel consente alle startup di inserirsi in un ecosistema di qualità, facilita l’accesso al mercato e ai fondi, moltiplica relazioni e opportunità, favorisce il loro sviluppo internazionale e sostiene la creazione e lo sviluppo di realtà impegnate in determinati settori strategici.

 

Per questo Confindustria Belluno Dolomiti è andata a Napoli, con l’obiettivo di promuovere attività congiunte di trasferimento tecnologico, sviluppare iniziative sul fronte dell'innovazione, sostenere la nascita e la crescita di startup e favorire lo scambio di competenze e relazioni. Il tutto sul solco del progetto di rilancio del mondo lavorativo bellunese già da tempo portato avanti dall’associazione, come aveva spiegato il vicepresidente Gianluca Vigne a Il Dolomiti: “Dobbiamo creare non solo bravi tecnici e addetti all’industria, ma anche manager, dirigenti e nuovi imprenditori perché l'altro grande problema è che i giovani non fondano nuove imprese, perciò vanno aiutati” (qui l’intervista completa).

 

Su questa scia si pone anche il sistema di Academy create in collaborazione con grandi aziende a Napoli. Il direttore della Apple Academy Giorgio Ventre ha infatti spiegato come il nuovo polo dell’Università, a San Giovanni a Teduccio, stia diventando un motore di attrazione di studenti e talenti a livello nazionale e internazionale. “È un aspetto cui guardiamo con attenzione - prosegue Da Rold - e che dobbiamo studiare bene, perché riesce ad accelerare la cooperazione tra mondo accademico e sistema industriale, anche con effetti immediati nella creazione di competenze qualificate e di inserimento lavorativo per i giovani”.

 

Inoltre, nell’incontro organizzato da Campania New Steel per esplorare le sfide e le opportunità per i territori emergenti, è emerso come Belluno e Napoli condividano problematiche comuni come lo spopolamento giovanile e la necessità di andare da modelli di sviluppo legati all'economia tradizionale ad altri proiettati sull’economia della conoscenza. Da qui l’importanza di creare università e Its (Istituto tecnico superiore) per stimolare l'innovazione, trattenere talenti e cambiare la narrazione dei territori, superando stereotipi limitanti.

 

Necessità oltretutto ribadite solo pochi giorni fa a Belluno da Mauro Varotto in occasione del lancio del podcast Future4Mountains. Il docente dell'Università di Padova aveva infatti delineato il profilo dei nuovi abitanti della montagna e la necessità di ripensare il lavoro, oltre le logiche tradizionali cui i territori sono relegati. Ma anche e soprattutto la necessità di uscire dall’immagine della montagna come territorio incontaminato da un lato e luogo esclusivamente di villeggiatura dall’altro (qui l’articolo).

 

Cruciale in tutto ciò è quindi puntare su startup, politiche attive e corpi intermedi che possono guidare questo cambiamento, sollecitando nuove relazioni e scambi tra aree come Belluno e Napoli, che sono complementari e possono accelerare l’accesso a risorse umane e competenze tecniche che oggi non hanno sufficiente concentrazione se non nelle grandi aree metropolitane.

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