Maggior risorse alla sanità pubblica e più trasparenza sugli appalti: Cgil in piazza per lanciare la raccolta firme. Casanova: “Non possiamo rassegnarci”
Durante l’assemblea Cgil che si è svolta al centro Giovanni XXIII, Cgil Belluno ha lanciato la raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare a tutela della salute pubblica e per una maggiore trasparenza negli appalti. Il Dolomiti ha raccolto il commento della segretaria Denise Casanova, che spiega perché è importante insistere su questi fronti

BELLUNO. “Sono leggi che finiranno nel cassetto? No, se le facciamo vivere e le portiamo all’attenzione di tutte le forze politiche. Possiamo infatti far sì che siano prese in considerazione e, in ogni caso, bisogna sempre tentare qualcosa per migliorare l’esistente senza mai rassegnarsi”.
Così Denise Casanova, segretaria Cgil Belluno, spiega la logica sottostante le due leggi di iniziativa popolare per le quali il sindacato lancia la raccolta firme nelle giornate del 15 e 16 maggio. L’occasione è l'assemblea generale delle assemblee generali, svoltasi al centro Giovanni XXIII nella mattinata di venerdì 15, per presentare due leggi che riguardano temi quanto mai al centro del dibattito sul fronte sociale e lavorativo: sanità pubblica e appalti.
“In un momento difficile per lavoratori e pensionati - prosegue Casanova - a causa di una congiuntura estremamente complessa tra costi energetici elevati e salari e pensioni non adeguati, queste leggi possono dare un aiuto concreto a coloro che noi rappresentiamo”.
Cgil e le Camere del lavoro di tutte le province sono infatti impegnate per l’avvio della raccolta firme. Partiamo allora dagli appalti. “Gli appalti - spiega - sono gli ultimi e quelli con maggior bisogno di tutele. Serve una presa di responsabilità su come sono assunti questi lavoratori: deve esserne responsabile il committente, vanno frenati i subappalti a cascata e serve più trasparenza per le assunzioni. Ci sono inoltre lavori che potrebbero essere fatti non in appalto, ma direttamente dall’azienda madre, perché sono precisamente lo stesso lavoro e oggi sono magari fatti con false partite Iva”.
La proposta vuole quindi riconoscere a chi lavora in appalto e subappalto le stesse tutele dei lavoratori dipendenti dell’impresa madre, se svolgono attività centrali o tipiche del committente; difendere livelli occupazionali e diritti di chi lavora nelle imprese committenti e la qualità delle produzioni riducendo la convenienza meramente economica ad esternalizzare il loro lavoro; aumentare la responsabilità sociale del committente (pubblico e privato) per il rispetto di contratti e professionalità; combattere il lavoro nero vietando il ricorso a subappalto nei settori a maggior rischio e dare più diritti di informazione ai lavoratori dentro le aziende committenti.
“Questo serve anche e soprattutto - aggiunge Casanova - per quel tema, vergognoso per un Paese civile, che sono le morti sul lavoro, che spesso e volentieri si verificano con i lavoratori senza le stesse tutele degli altri. Un incidente sul lavoro non è mai una tragica fatalità, ma è una precisa responsabilità politica perché il mantra è sempre quello di fare più in fretta per aumentare il profitto, ma questo significa avere lavoratori meno pagati e meno formati”.
Anche sul fronte sanitario i problemi sono quelli ormai noti. “La sanità pubblica - spiega Casanova - è un tesoro che non ci rendiamo conto di avere. Lo abbiamo visto con la pandemia: significa avere qualcuno che ti salva la vita. Con questa legge chiediamo quindi di finanziare correttamente il servizio sanitario pubblico arrivando al 7.5% del Pil, e teniamo presente che nei Paesi dell’area Ocse è ben superiore se pensiamo al 10% della Germania. Oggi purtroppo già 6 milioni di italiani non si curano perché non hanno i soldi per farlo e le liste d’attesa sono enormi, mentre la spesa privata è arrivata a 43 milioni di euro. Inoltre, finanziare il servizio sanitario significa valorizzare le professionalità sanitarie: chiamavamo eroi gli infermieri durante il Covid, ma oggi ce ne siamo dimenticati”.
La proposta di legge si concentra quindi sugli interventi ritenuti primari e si prefigge un cambiamento culturale che riporti la salute fra le priorità dell’agenda politica. “Sono questioni concrete - conclude Casanova - su cui dobbiamo tutti impegnarci". Per questo, Cgil sarà nelle piazze di Agordo, Feltre, Belluno e Pieve d'Alpago per la raccolta delle firme a sostegno delle iniziative sabato 16 maggio dalle 9 alle 13.












