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Belluno
02 luglio | 19:11

Edim-Bosch, ecco il piano di acquisizione di Tecnomeccanica: si punta alla mobilità elettrica. I sindacati: “Buon passo avanti: ora si garantisca l’occupazione”

Tecnomeccanica ha presentato il piano di acquisizione di Edim-Bosch, nell’attesa del via libera formale dal tribunale di Milano. Il sito di Quero sarà centro nevralgico per l'alto tonnellaggio e la componentistica strutturale legata alla mobilità elettrica: soddisfatti i sindacati, che chiedono però certezze sul mantenimento dei livelli occupazionali

SETTEVILLE. “La tenuta del sistema industriale non si costruisce inseguendo la compressione dei diritti o del costo del lavoro, ma investendo sull'alta specializzazione e sulla centralità dei lavoratori. La scelta aziendale di invertire la rotta dimostra la correttezza della nostra visione: l'eccellenza e la qualità del lavoro italiano sono gli unici asset competitivi in grado di vincere la sfida sui mercati globali, compresi quelli emergenti”.

 

Così Mauro Zuglian (Fim Belluno Treviso) commenta il piano di acquisizione di Edim-Bosch da parte di Tecnomeccanica. Piano i cui dettagli sono stati rivelati in un incontro tenutosi nella giornata di giovedì 2 luglio a Monza-Brianza. Come reso noto a fine maggio, infatti, la direzione di Edim aveva formalizzato la conclusione delle trattative per la cessione societaria a favore di Tecnomeccanica Spa e i sindacati avevano chiesto un vertice con la nuova proprietà per entrare nel merito del piano industriale, delle prospettive produttive e occupazionali e delle garanzie relative al passaggio dei lavoratori (qui).

 

Ora i dettagli sono resi noti. Il nuovo piano industriale punta a valorizzare la complementarietà tra i territori del gruppo e il polo di Quero è stato individuato come centro nevralgico per l'alto tonnellaggio e la componentistica strutturale legata alla mobilità elettrica. Quello di Villasanta (Monza-Brianza), invece, sarà hub di riferimento per il medio tonnellaggio.

 

Tecnomeccanica punta quindi a un consolidamento industriale nei prossimi anni, con una transizione verso l’e-mobility che per la Fim Cisl, presente all’incontro con i vertici aziendali e le Rsu, può realizzarsi alla sola condizione di salvaguardare i livelli occupazionali. Mentre infatti il definitivo passaggio di proprietà attende il via libera formale del Tribunale di Milano, il sindacato ha già chiarito la propria linea. “L'investimento sul riposizionamento tecnologico - fa sapere - è un passo avanti concreto, a patto che ogni accordo futuro sia vincolato a blindare il perimetro occupazionale storico”.

 

“La fattibilità della riorganizzazione - sottolinea Zuglian - è strettamente vincolata a un utilizzo concordato e strategico degli ammortizzatori sociali. Considerata la complessità del passaggio ai nuovi programmi ad alta tecnologia e i tempi necessari per il revamping (ammodernamento) degli impianti, le reti di sicurezza dovranno avere l'esclusiva finalità di conservare il reddito e le competenze, escludendo impatti traumatici sull'occupazione”.

 

Respinta quindi ogni possibile gestione unilaterale dei fermi produttivi: gli ammortizzatori sociali dovranno portare i lavoratori verso la piena attività, con percorsi vincolanti di riqualificazione professionalizzante. “Solo così - specifica Zuglian - il piano di incremento graduale della forza lavoro, prospettato dalla direzione nel corso dei prossimi due anni parallelamente all'entrata a regime delle commesse, potrà tradursi in reale stabilità. Dare tranquillità e certezze alle famiglie significa riconoscere il valore sociale dell'impresa”.

 

“La riconversione delle linee produttive e l'ammodernamento degli impianti - conclude - devono non solo essere orientati alla produttività e al consolidamento dei rapporti con i grandi committenti, ma anche garantire ambienti di lavoro moderni, sicuri e salubri, sotto la vigilanza costante delle norme di salute, sicurezza e ambiente. Il percorso tracciato per i prossimi anni dimostra che la transizione industriale può essere governata anziché subita”.

 

La Fim promette quindi una presenza costante ai futuri tavoli di confronto per verificare il rispetto dei passaggi generazionali, dei piani di formazione continui e degli investimenti strutturali.

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