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Belluno
07 luglio | 06:47

Belluno oltre le Olimpiadi: il bilancio di un progetto per il rilancio del territorio. “Volevamo usare i Giochi per raccontare la montagna in chiave non solo turistica”

A distanza di alcuni mesi dalla chiusura dei Giochi olimpici, Comune di Belluno e Confindustria Belluno Dolomiti fanno un bilancio del progetto “Olimpiadi. Medaglia d'oro ad un territorio", sviluppato grazie a un bando Cariverona. Due i punti principali: le attività del capoluogo e il progetto di diffusione dei contenuti a cui anche Il Dolomiti ha collaborato

BELLUNO. “Abbiamo promosso un nuovo storytelling del territorio, costruendo un ecosistema dell’informazione locale e una partnership con Ansa che ci ha consentito di promuovere le nostre eccellenze a livello nazionale e internazionale. E siccome parliamo sempre di legacy ma finora se ne vede poca, abbiamo l’ambizione che Dolomind continui a lavorare per un territorio più attrattivo”.

 

Con queste parole Andrea Ferrazzi, direttore di Confindustria Belluno Dolomiti, commenta il bilancio del progetto “Olimpiadi. Medaglia d'oro ad un territorio", con il Comune di Belluno ente capofila di una rete di soggetti per sviluppare iniziative e attività a tema olimpico.

 

Due le “anime”: le attività del Comune e Dolomind - La fabbrica di contenuti. “Siamo alla conclusione di un importante progetto - commenta il sindaco Oscar De Pellegrin - nato da un bando di Fondazione Cariverona pensato per affermare direttamente nel territorio una volta di più i valori dello sport. Oggi rimane tra enti pubblici, associazioni, e i tanti che hanno voluto partecipare con le loro competenze un lavoro di rete e un progetto di comunità che ha portato i giovani a conoscere lo spirito olimpico e paralimpico e dato voce a ciò che il territorio può offrire”.

 

A elencare la parte curata dall'amministrazione è Monica Mazzoccoli, assessora allo sport, che ricorda il calendario di eventi sviluppato coinvolgendo scuole e numerose associazioni ed enti locali: gli open day olimpici anche fuori il perimetro comunale, la rassegna cinematografica con storie di Olimpiadi, l’arrivo della fiamma olimpica, le conferenze sulla storia degli impianti sportivi della città e l’installazione degli spectaculars, per i quali si attende il via libera del Coni per poterli tenere nel capoluogo. “Avevamo l’ambizione che i Giochi diventassero un evento epocale per tutta la provincia - afferma - perciò abbiamo cercato una narrazione condivisa, portandone i valori in scuole e piazze e promuovendo racconti di sport e inclusione”.

 

Dall’altro lato, però, soprattutto la volontà di sfruttare la vetrina olimpica per far conoscere il territorio come un luogo in cui abitare. “Quando è uscito il bando - prosegue Ferrazzi - abbiamo messo a terra un’idea che avevamo da tempo, cioè approfittare dell’evento per raccontare il territorio in ottica non meramente turistica. Volevamo e vogliamo mettere in luce aspetti che a volte anche noi bellunesi noi conosciamo, in ottica di attrarre nuovi residenti. Se leggiamo le notizie più recenti come l’allarme Cisl sul personale degli enti statali (qui) o il tema dei medici gettonisti, è chiaro che la provincia sta rischiando di perdere tutti i suoi servizi di base, con ricadute anche per le imprese. Raccontiamo quindi il territorio per portare qui nuove competenze e sopperire almeno in parte a questo deficit di popolazione”.

 

A questa narrazione ha contribuito anche Il Dolomiti, con la partecipazione alla trasmissione “Il tedoforo” (qui un esempio). Un progetto di marketing territoriale che ha prodotto la nascita della redazione giornalistica Dolomind, la produzione - al 31 maggio - di 501 articoli, 39 infografiche, 27 newsletter, 46 puntate de Il Tedoforo, 13 mini documentari sull’innovazione con Dolomiti production, un accordo strategico con Ansa per il rilancio dei contenuti a livello nazionale e internazionale e uno con Radio24 per produrre alcune trasmissioni di punta del loro palinsesto da Belluno.

 

“Un progetto con una lunga genesi - commenta Stefano Campolo, direttore Dolomind - che abbiamo concretizzato grazie a Cariverona e Comune di Belluno. Abbiamo pensato che il metodo giornalistico fosse la chiave principale per raccontare l’innovazione del territorio a livello economico, sociale e culturale. Per questo abbiamo attivato una piccola redazione e iniziato a produrre notizie creando un ecosistema di informazione locale e facendo accordi con gruppi editoriali e testate fuori dal mondo bellunese. L’idea rimane di una piattaforma aperta a tutti, amministrazioni locali, Dolomitibus, associazioni di categoria, cui abbiamo chiesto storie da diffondere dentro e fuori i confronti provinciali”.

 

Molto infine si è puntato sui giovani, sia tramite “Future4Mountains” (la puntata con Varotto) con Will Media, che torna mercoledì 8 luglio, sia con una convenzione con i licei Tiziano e Galilei per attività di alternanza scuola lavoro. “Da un lato - conclude Campolo - vorremmo che Belluno diventasse il cuore della riflessione sul vivere in montagna, tanto che il primo appuntamento del podcast ha coinvolto molte persone in maggioranza giovani. Dall’altro, abbiamo quattro ragazzi in formazione fino a metà settembre e speriamo che almeno due si innamorino del lavoro giornalistico e proseguano con noi o le redazioni locali”.

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