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Belluno
06 luglio | 06:49

Carenza di personale statale, l’allarme di Cisl: “Il blocco delle attività non è un rischio remoto. Il Ministero intervenga e riconosca Belluno come sede disagiata”

Carenza di personale statale, la situazione più critica è quella della Questura,dove potrebbero mancare quasi 7 dipendenti su 10, ma anche negli altri enti statali la situazione appare grave. Per questo, Cisl Fp Belluno Treviso ha incontrato il questore affinché solleciti un intervento del Ministero dell’interno. Nel frattempo dal senatore De Carlo arrivano rassicurazioni sul tribunale

BELLUNO. “Una situazione che non può più essere considerata emergenziale, ma strutturale, e che rischia di portare l’intero sistema al collasso. Gli uffici stanno continuando a garantire i servizi solo grazie al senso di responsabilità dei lavoratori, che si trovano a svolgere mansioni equivalenti a quelle di tre persone con carichi insostenibili e crescenti responsabilità amministrative, nonché in condizioni di notevole stress fisico e psicologico”.

 

Così Angelo Costanza della Cisl Fp Belluno Treviso denuncia la situazione degli enti statali nel Bellunese. Il rischio di un progressivo blocco delle attività - secondo il sindacato - pare infatti tutt'altro che remoto. Il tema è la grave carenza di personale negli uffici periferici dello Stato della provincia di Belluno. Cisl Fp lancia infatti l’allarme sulle scoperture di organico comprese tra il 40 e l’80% in numerosi uffici centralizzati, tra cui Prefettura, Questura, Uffici giudiziari, Motorizzazione civile, Inps ed ex Provveditorato agli studi. D’altronde, era stata proprio Cisl alcuni mesi fa a sottolineare come, nel 2040, mancheranno in generale 23 mila lavoratori nel territorio (qui i dati).

 

Sul fronte statale, la situazione più critica riguarda la Questura, dove manca il 51% del personale civile necessario. Un dato destinato ad aggravarsi, perché entro la fine dell'anno, a causa dei pensionamenti, il dato potrebbe salire al 68%. Su una dotazione organica di 31 dipendenti, quindi, ne resteranno solo 10 in servizio, senza adeguato ricambio né il tempo necessario per trasferire competenze ed esperienza. In Prefettura, invece, la scopertura passerà dal 62% al 64%, che tradotto significa 20 dipendenti operativi su 56 previsti.

 

Per questo, il sindacato fa sapere di aver incontrato il questore Roberto Della Rocca, cui ha ribadito la necessità di interventi immediati del Ministero dell’interno con nuove assunzioni, concorsi e procedure di mobilità che consentano di coprire i posti vacanti. Inoltre, sarebbe importante favorire il trasferimento volontario verso strutture in grave difficoltà di personale da altre amministrazioni pubbliche del territorio. “Provvedimenti necessari - sottolinea Cisl - ma non risolutori: il vero nodo è rendere Belluno una sede attrattiva”.

 

Torna quindi il tema territoriale. Altra realtà che ha recentemente sollevato timori è infatti il Tribunale (qui), per il quale giusto ieri il senatore Luca De Carlo ha però rassicurato contro il rischio chiusura. “Mi sono attivato per avere tutti i chiarimenti del caso - ribadisce - dal sottosegretario alla giustizia Alberto Balboni. Partiamo dal fatto che il personale degli Upp (Uffici per il processo) inizialmente doveva essere precario: è stata una scelta di questo governo stabilizzarlo, con uno straordinario impegno economico. A questa prima tranche, con oltre 9mila stabilizzazioni in Italia di cui poco meno di 7mila agli Upp, seguirà un secondo scaglione di oltre 1.300. Inoltre, la Legge sulla montagna prevede norme di facilitazione per il trasferimento di personale nei tribunali di montagna come Belluno”.

 

Punto sul quale torna anche Fp Cisl, che ricorda come la specificità della provincia richieda risposte mirate e misure straordinarie visti distanze, spopolamento, carenza di servizi, difficoltà negli spostamenti e costo elevato degli alloggi. “Non è un caso - è la conclusione - che molti neoassunti chiedano il trasferimento non appena ne abbiano la possibilità”.

 

“Per questo - conclude Costanza - chiediamo che il ministero riconosca Belluno come sede disagiata, come già stabilito da due leggi regionali. A questo dovrebbe affiancarsi un’indennità specifica legata al disagio e all’elevata responsabilità operativa, al fine di incentivare la permanenza del personale e garantire continuità ai servizi. Difendere gli uffici dello Stato significa garantire ai cittadini il diritto ad avere istituzioni presenti, efficienti e vicine al territorio”.

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