Dopo il crollo è a rischio il colonnato del Tribunale. Si lavora senza sosta per rimuovere i detriti instabili e per alleggerire la pressione sulla struttura
Nel frattempo archivi sotto i teloni e perizie sulla statica dell'edificio sventrato. E la giustizia bolzanina cerca una nuova casa

BOLZANO. Dopo il crollo di giovedì (QUI IL VIDEO DELL'ACCADUTO) ora, i riflettori sono tutti puntati sulla facciata del Palazzo di Giustizia del capoluogo altoatesino, dove le otto storiche colonne sono al momento sorvegliate speciali. Le macerie retrostanti spingono infatti sul colonnato e per evitare il peggio, le squadre di soccorso e i tecnici hanno lavorato e stanno lavorando senza sosta per rimuovere i detriti instabili, alleggerendo così la pressione sulla struttura.
C’è poi la corsa contro il meteo: sopra i tetti sono stati stesi enormi teloni impermeabili per blindare i piani inferiori dalle infiltrazioni d’acqua, una mossa indispensabile anche per proteggere il preziosissimo patrimonio documentale dell'archivio storico.
Nel frattempo la Procura ha aperto un'indagine per crollo colposo, per ora a carico di ignoti, concentrandosi sui lavori di manutenzione che la ditta Merotto Bau stava eseguendo al piano terra e al primo piano prima del disastro. Gli investigatori stanno passando al setaccio i video delle telecamere di sicurezza interna per isolare il momento esatto del cedimento e capire cosa sia andato storto durante la sostituzione dei sostegni portanti. Due esperti di statica, nominati nelle ultime ore, avranno invece il compito di stabilire se e quali porzioni dell'edificio possano ancora essere considerate agibili.
La vera spina nel fianco per la macchina giudiziaria è però la mancanza di spazi. Visto che la ricostruzione del Tribunale richiederà anni, la Provincia ha urgente bisogno di un piano alternativo a lungo termine. L'assessore ai lavori pubblici Christian Bianchi ha fissato a martedì la scadenza per esaminare le offerte del mercato immobiliare: si cerca un palazzo in affitto per sei anni in grado di contenere fino a duecento persone. Se i privati non dovessero rispondere all'appello, l'amministrazione sta già studiando come riorganizzare i propri spazi, a partire da alcuni uffici liberi in corso Libertà e nel palazzo dei tributi.














