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Bolzano
24 luglio | 17:56

Crolla il Tribunale, niente udienze per due mesi: "Molti avvocati non guadagneranno nulla. Piccoli studi e giovani professionisti potrebbero trovarsi in seria difficoltà"

Crisafulli: "Non è una richiesta di privilegi. È la richiesta che il peso di una vicenda che ha colpito l’intera comunità non venga scaricato esclusivamente su chi esercita una libera professione e che, ogni giorno, contribuisce, insieme a magistrati e personale amministrativo, a rendere possibile il funzionamento della giustizia"

BOLZANO. Tribunale off – limits dopo il crollo, una ricerca spasmodica di una nuova sede e delle giornate che non sono semplici per la giustizia Bolzanina e per l'amministrazione provinciale.

 

Dopo il crollo della struttura, avvenuto giovedì 16 luglio, ora si cercano soluzioni strutturali, formali, organizzative.

 

Mentre l'assessore provinciale al patrimonio Christian Bianchi dichiara di aver individuato la perfetta location per la nuova sede del palazzo di Giustizia, a Roma è stato approvato il decreto legge contenente "misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell'immobile degli uffici giudiziari di Bolzano".

 

Il decreto “dispone il rinvio d’ufficio delle udienze fissate tra il 16 luglio e il 30 settembre 2026 e la sospensione, nel medesimo periodo, del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali pendenti, compresi il corso della prescrizione e i termini di durata delle misure cautelari”.

 

In poche parole, niente udienze per due mesi o poco più.

 

E' l'avvocato Luca Crisafulli, già membro della commissione dei sei e dei dodici, ad evidenziare, in questo senso un problema non di poco conto. La sua domanda è semplice: “Egli avvocati?”.

 

"Magistrati, personale amministrativo e dipendenti pubblici continueranno, giustamente, a percepire il loro stipendio. Gli avvocati, invece, sono gli unici professionisti del sistema giustizia che vivono esclusivamente del proprio lavoro. Per moltissimi professionisti rinviare le udienze vuol dire rinviare le parcelle. Ci saranno un sacco di piccoli studi o di studi di giovani colleghi che hanno appena iniziato l'attività, che si troveranno in serissima difficoltà”.

 

Eppure, secondo Crisafulli, la soluzione ci sarebbe.

 

“Durante il Covid – spiega ancora Crisafulli – ci si era organizzati, almeno per il civile, con le udienze da remoto in videochiamata o con la trattazione scritta, dove la discussione a voce spariva per lasciare spazio solo allo scambio telematico di note tra legali e giudice. Un sistema nato per l'emergenza che permise di non fermare del tutto le cause. Oggi, con una sede inagibile, perché non spingere di nuovo su queste soluzioni digitali per salvare il lavoro di tutti ed evitare la paralisi totale?”.

 

“Non tutti gli studi sono uguali – conclude Crisafulli – non tutti potranno permettersi questo stop forzato. Deve essere previsto un “piano B”.  Se la sospensione dei processi è inevitabile, è doveroso accompagnarla con misure straordinarie di sostegno. Penso, ad esempio, alla sospensione del versamento dei contributi a Cassa Forense, alla proroga degli adempimenti fiscali e a ogni altro intervento utile a tutelare il reddito dei professionisti maggiormente esposti. Non è una richiesta di privilegi. È la richiesta che il peso di una vicenda che ha colpito l’intera comunità non venga scaricato esclusivamente su chi esercita una libera professione e che, ogni giorno, contribuisce, insieme a magistrati e personale amministrativo, a rendere possibile il funzionamento della giustizia".

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