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Bolzano
08 giugno | 19:03

"Serve un Cpr subito". Dopo la maxirissa si riaccende il dibattito politico intorno alla sicurezza in città

Nonostante il raddoppio delle espulsioni nei primi cinque mesi del 2026, la mancanza di un centro a chilometro zero rallenta la macchina della giustizia. Il Carroccio incalza: "Priorità assoluta per i nostri quartieri"

BOLZANO. Dopo gli ultimi episodi di violenza in centro storico di Bolzano e la maxi-rissa tra giovanissimi andata in scena lo scorso 5 giugno (QUI il link all'articolo che contiene anche il video dell'accaduto) si riaccende il dibattito politico intorno al tema della sicurezza. 

 

Di fronte all'esasperazione di residenti e commercianti, convinti che la situazione stia sfuggendo di mano nonostante le rassicurazioni istituzionali, l'amministrazione comunale, prende atto: il primo cittadino Claudio Corrarati ha preso l'iniziativa scrivendo direttamente al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e sollecitando un incontro urgente con il governatore Arno Kompatscher per chiedere ufficialmente l'istituzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in Alto Adige.

 

La richiesta di una struttura locale nasce dalla necessità di risolvere un paradosso burocratico e logistico che attualmente rallenta l'efficacia della macchina della giustizia. Oggi, infatti, i soggetti fermati sul territorio bolzanino e destinati all'espulsione devono essere trasferiti in centri molto distanti, a volte fino a Bari, con un notevole dispendio di tempo, risorse e personale per lo Stato. L'idea del Comune è invece quella di realizzare un CPR provinciale di medie dimensioni, strutturato dentro moduli abitativi evoluti e protetti, da posizionare in un'area demaniale individuata nei pressi dell'aeroporto, una zona ritenuta strategica perché vicina ai collegamenti ma isolata dal centro abitato. Un passo ritenuto necessario anche alla luce dell'attività delle forze dell'ordine: nei primi cinque mesi del 2026, i provvedimenti di allontanamento eseguiti a Bolzano sono già raddoppiati rispetto allo scorso anno, ma senza un centro di supporto sul territorio rischiano di scontrarsi con i tempi della burocrazia.

 

A ribadire la necessità di un CPR in provincia è la Lega. Il segretario provinciale del Carroccio, Paolo Zenorini, ha espresso una forte convergenza sulla necessità di aprire subito la struttura, definendolo una priorità assoluta dell'agenda politica locale per restituire legalità e dignità ai quartieri cittadini. Secondo Zenorini, infatti, lo straordinario sforzo quotidiano di Polizia e Carabinieri rischia di rimanere solo sulla carta se mancano gli strumenti concreti per rendere effettivi i rimpatri. Mentre sul fronte interno il Comune prova a muoversi con la prevenzione, attivando i primi addetti al controllo di vicinato e promuovendo eventi culturali per ripopolare i parchi cittadini, la partita decisiva per la gestione dell'ordine pubblico si sposta ora sul tavolo della Prefettura, dove il prossimo vertice servirà a capire se il progetto del centro rimpatri all'aeroporto potrà sbloccarsi in tempi brevi.

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