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Trento
22 giugno | 18:35

Ambrosi attacca Ianeselli sul Cpr: "Prima chiede più sicurezza al Governo, poi quando l'esecutivo vuole provvedere, si mette di traverso. Dichiarazioni contradditorie"

La deputata di Fratelli d'Italia annuncia, poi, che si rivolgerà direttamente al ministro dell'interno Piantedosi per chiedere specifiche sul Cpr che verrà realizzato a Trento e, più in generale, sui "numeri" riguardanti i Centri di Permanenza realizzati sino a questo momento. "Chiedero quali ulteriori iniziative il Governo intende promuovere per rafforzare l’efficacia del sistema dei rimpatri, garantendo al contempo il rispetto della dignità della persona, della legalità, della sicurezza urbana e dell’ordine pubblico"

TRENTO. Il Cpr a Trento? "Assolutamente necessario, eppure c'è chi tende a metterlo in discussione".

 

I destinatari dell' "attacco" della deputata trentina di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi sono il sindaco di Trento Franco Ianeselli e la "collega" d'Aula del Partito Democratico Sara Ferrari che, recentemente, hanno visitato il Cpr di Gradisca d'Isonzo, accompagnati dal sindaco del comune friulano Alessandro Pagotto.

 

Secondo Ambrosi le dichiarazioni del primo cittadino sono contradditorie: "Chiede al Governo più sicurezza, ma poi quando il governo vuole provvedere con i Cpr si mette di traverso per bloccare tutto".

 

"Negli ultimi mesi si è sviluppato un ampio dibattito pubblico in merito all'eventuale realizzazione di un CPR nel territorio della Provincia autonoma di Trento - dichiara la deputata di Fratelli d'Italia in una nota ufficiale -, una realizzazione assolutamente necessaria in termini di sicurezza eppure c'è chi tende a metterla in discussione a seguito di una visita effettuata presso il CPR di Gradisca d’Isonzo. Parliamo precisamente del Sindaco di Trento Franco Ianeselli e della deputata Pd Sara Ferrari. Si, proprio quel Sindaco di Trento che a parole chiede al Governo più sicurezza ma poi quando il governo vuol provvedere con i CPR si mette di traverso per bloccare tutto. Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, e contro facili strumentalizzazioni della sinistra, il sindaco di Gradisca d’Isonzo, anch’egli di centrosinistra, ha infatti ricondotto il proprio giudizio negativo sull’esperienza del CPR locale a circostanze specifiche maturate nel corso degli anni in zona, e non certo a una critica ideologica e generalizzata al provvedimento in quanto tale".

 

La deputata di Fratelli d'Italia annuncia, poi, che si rivolgerà direttamente al ministro dell'interno Piantedosi per chiedere specifiche sul Cpr che verrà realizzato a Trento e, più in generale, sui "numeri" riguardanti i Centri di Permanenza realizzati sino a questo momento. Insomma: resta il parere favorevole ma servono chiarimenti.

 

"Ho comunque chiesto in un'interrogazione al ministero dell'Interno se il Ministero abbia effettuato, o intenda effettuare, approfondimenti specifici in merito alle esigenze del territorio della Provincia autonoma di Trento - aggiunge Alessia Ambrosi - con riferimento ai fenomeni dell’immigrazione irregolare, dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione e delle necessità operative delle Forze dell’ordine connesse alla posizione strategica del territorio lungo l’asse del Brennero, se, nell’ambito delle valutazioni relative al territorio trentino, il ministero intenda tenere conto anche dei fenomeni connessi alla criminalità transnazionale, al traffico di sostanze stupefacenti, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla particolare esposizione del corridoio del Brennero quale direttrice strategica di collegamento tra Italia e Nord Europa, quali siano i dati aggiornati relativi al numero di persone trattenute nei CPR italiani negli ultimi cinque anni, al numero dei rimpatri effettivamente eseguiti e al contributo fornito da tali strutture all’attuazione delle politiche di contrasto all’immigrazione irregolare, se il Ministero ritenga che eventuali criticità riscontrate presso singole strutture debbano essere ricondotte a specifiche modalità organizzative e gestionali ovvero possano essere considerate rappresentative dell’intero sistema dei CPR previsto dall’ordinamento nazionale, se il Ministero ritenga che valutazioni concernenti strumenti di competenza statale, destinati a garantire l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione e il contrasto all’immigrazione irregolare, debbano essere fondate su dati oggettivi, fabbisogni territoriali e corretto inquadramento delle competenze istituzionali, evitando conclusioni generalizzate o preventive tratte da realtà territoriali non comparabili, quali ulteriori iniziative il Governo intenda promuovere per rafforzare l’efficacia del sistema dei rimpatri, garantendo al contempo il rispetto della dignità della persona, della legalità, della sicurezza urbana e dell’ordine pubblico e se il Ministero ritenga che la valutazione circa l’eventuale realizzazione di un CPR in un determinato territorio debba essere effettuata sulla base di dati oggettivi, analisi di sicurezza, esigenze operative e fabbisogni territoriali specifici, piuttosto che sulla trasposizione automatica di esperienze maturate in contesti territoriali differenti".

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