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Trento
10 aprile | 17:30

Rissa e spari a Trento, Ianeselli ai cittadini: “Sono arrabbiato quanto voi. Scriverò al ministro dell’Interno”. Il centrodestra: “Anni di inerzia”, per il Pd “la sicurezza è priorità”

Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "Qualcuno oggi mi ha accusato di pensare che Trento non abbia alcun problema di sicurezza. Non è così" e ha ribadito la necessità di una presenza costante delle forze dell’ordine nei luoghi più sensibili, come parchi e stazioni. Massimo Piffer, presidente dell’Associazione commercianti al dettaglio del Trentino: "Siamo molto preoccupati"

Foto Ianeselli - Imagoeconomica

TRENTO. Rabbia e paura, sono i sentimenti dopo il gravissimo episodio  avvenuto questa mattina in via Santa Croce a Trento dove nel corso di una rissa sono stati uditi anche dei colpi d'arma da fuoco e un tabacchino della zona è stato devastato (QUI L'ARTICOLO).   

 

Sul posto si è recato anche il sindaco, che ha voluto incontrare residenti e commercianti della zona, visibilmente scossi per quanto accaduto. “Ho incontrato persone comprensibilmente sconvolte, ho sentito di colpi di pistola, ho visto molta rabbia”, ha dichiarato Franco Ianeselli. Il primo cittadino non ha nascosto il proprio stato d’animo. “Io sono arrabbiato quanto voi e non certo da ora”. E ha voluto respingere le critiche ricevute nelle ultime ore: “Qualcuno oggi mi ha accusato di pensare che Trento non abbia alcun problema di sicurezza. Non è così”. 

 

Già in passato Ianeselli aveva richiesto un presidio dell’esercito nella zona della stazione. Una richiesta che è stata poi negata dal ministero dell’Interno. “A prescindere dai pensieri che mi vengono attribuiti, ritengo che l’episodio di questa mattina sia gravissimo” chiarisce Ianeselli che ha voluto ringraziare i carabinieri e i poliziotti che hanno subito bloccato i responsabili delle violenze. 

 

“Oggi rischiamo che l'indignazione si trasformi in rassegnazione. Ritengo intollerabile che a Trento – prosegue il sindaco - accada di camminare per strada tra gente che si vuole ammazzare o di ritrovarsi un negozio distrutto o di temere per la propria incolumità in pieno giorno”.

 

Il sindaco ha annunciato che scriverà al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, chiedendo un intervento deciso sul tema della sicurezza: “È evidente che qualcosa non va a livello generale se tutte le città italiane, a prescindere da chi governa, si trovano a fronteggiare problemi simili”. 

 

Secondo Ianeselli, “per stroncare lo spaccio occorre colpire i canali di approvvigionamento prima che la droga arrivi nelle piazze”. E ha ribadito la necessità di una presenza costante delle forze dell’ordine nei luoghi più sensibili, come parchi e stazioni.

 

“La droga – spiega - deve essere percepita come un’emergenza, anche sul versante della domanda. Non mi pare sia così. Come se rovinarsi la vita sniffando o ingoiando o iniettandosi ogni tipo di sostanza fosse una scelta privata. E invece no. Ci riguarda tutti”.

 

Un appello che arriva in una giornata segnata dalla paura, ma anche dalla richiesta, sempre più forte, di sicurezza e risposte concrete. Ad intervenire sulla vicenda nelle scorse ore è stato il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Daniele Demattè, che in una nota ha parlato di “attività commerciali devastate e titolari brutalmente malmenati”, descrivendo l’accaduto come “una ferita aperta per tutta la comunità”.

Tuttavia, secondo le prime ricostruzioni disponibili e le informazioni raccolte sul posto, non risulterebbero al momento conferme di aggressioni gravi ai danni dei titolari dell'esercizio coinvolto

 

Demattè spiega che "la misura è ormai colma e il fondo è stato ampiamente superato, poiché quello che stiamo vivendo oggi è il tragico risultato di anni di immobilismo da parte di chi guida la città”. Per il consigliere di Fratelli d'Italia serve “avere il coraggio di intervenire partendo proprio dal basso, affrontando e risolvendo una volta per tutte le criticità legate al degrado diffuso, all'abusivismo e alla microcriminalità, perché è da queste basi che si costruisce la sicurezza urbana” chiudendo il proprio intervento puntando il dito contro “questo centrosinistra alla guida della città” con il quale “un cambio di passo è purtroppo del tutto impossibile”.

 

A parlare di “un episodio grave, che non può essere sottovalutato” in un comunicato congiunto sono anche Alessandro Dal Ri, segretario provinciale del Pd Trentino e il coordinatore cittadino Italo Gilmozzi.

 

“Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento alle forze dell’ordine per la rapidità e l’efficacia dell’intervento, che ha consentito di riportare la situazione sotto controllo in tempi brevi. Allo stesso modo – spiegano Dal Ri e Gilmozzi - rinnoviamo il nostro pieno sostegno al Sindaco e all’amministrazione comunale. È giusta e condivisibile la scelta del Sindaco di rivolgersi al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere un rafforzamento dell’attenzione e degli strumenti a disposizione del territorio”.

 

Per gli esponenti del Partito Democratico, “la sicurezza dei cittadini rappresenta una priorità assoluta e richiede un lavoro costante, fondato sul coordinamento tra istituzioni, sulla presenza sul territorio e su interventi mirati. È in questa direzione che il Comune di Trento, insieme agli altri livelli istituzionali, continua a operare con serietà e senso di responsabilità”.

 

Sul fronte delle categorie è netto il commento di Massimo Piffer, presidente dell’Associazione commercianti al dettaglio del Trentino, che stamattina ha portato la propria solidarietà e quella di Confcommercio Trentino ai titolari dell’esercizio commerciale di via Santa Croce. “Siamo molto preoccupati per la frequenza e l’intensità di questi episodi. Come Confcommercio Trentino siamo sempre stati attenti a questi fenomeni che producono danni enormi all’economia e alla comunità. Dobbiamo intervenire al più presto per scongiurare ulteriori derive” ha affermato Piffer. 

 

Il rappresentante dell'Associazione commercianti al dettaglio ha spiegato di avere fiducia nelle forze dell'ordine. “Oggi vediamo che questi episodi di inaudita gravità si verificano anche al di fuori delle zone tradizionalmente considerate come problematiche e questo è un segnale che non va sottovalutato. Invitiamo – continua Piffer - tutte le istituzioni a fare uno sforzo ulteriore per segnare un giro di vite deciso contro questi episodi di delinquenza. La città è nostra, della nostra comunità, dei negozi, degli esercenti, di chi lavora, studia, vive e la fa prosperare: non possiamo essere ostaggio di queste dinamiche”. Un appello è verso un impegno corale e condiviso, chiude Piffer “ per espellere quanto prima i germi di questa deriva che ci preoccupa molto”.

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