"Una bomba pronta a esplodere": la tragica situazione del carcere, tra celle stracolme e caldo insopportabile. E ora la Camera Penale regala i ventilatori
Sono 110 i detenuti per 88 posti in una struttura ormai fatiscente e tra le più sovraffollate del paese. E intanto gli agenti, sempre troppo pochi, non hanno nemmeno gli spogliatoi adeguati per cambiarsi

BOLZANO. Una bomba pronta a esplodere, tra caldo soffocante, sovraffollamento e tragedie annunciate.
Un problema arcinoto, che si trascina da anni senza soluzione alcuna. Tanto che ora, per rendere la vita in cella almeno sopportabile, sarà la Camera Penale a regalare dei ventilatori.
È questa la tragica immagine che racconta lo stato del carcere di via Dante a Bolzano, emersa ieri durante la visita di una delegazione di avvocati della Camera penale di Bolzano, guidata dal presidente Alessandro Tonon e accompagnata da Marco Galateo, vicepresidente della Provincia di Bolzano, e dall'assessore provinciale alle Infrastrutture Christian Bianchi.
Una situazione che è già stata raccontata, un allarme che è noto, e delle condizioni che però peggiorano di anno in anno e di stagione in stagione.
In oltre tre ore trascorse all'interno della struttura, la delegazione ha parlato con detenuti e agenti della polizia penitenziaria, toccando con mano un sovraffollamento che va ben oltre i limiti previsti: le celle dovrebbero ospitare al massimo 88 persone, ma ne accolgono attualmente 110. Un dato che colloca Bolzano tra le situazioni più critiche a livello nazionale, secondo l'ultimo rapporto di metà anno di Antigone, che parla per l'istituto di via Dante di un tasso di affollamento tra i più alti d'Italia.
A peggiorare ulteriormente le condizioni contribuisce il caldo estivo, in un edificio privo di qualunque impianto di climatizzazione. Le celle, secondo quanto raccontato dalla delegazione, hanno l'angolo cottura praticamente a ridosso del bagno, pareti segnate da umidità e spazi ridottissimi, con letti a castello e cassette di plastica impilate per riporre gli effetti personali. Difficoltà che non riguardano solo i detenuti: anche gli agenti della polizia penitenziaria lavorano senza spogliatoi adeguati e senza alloggi dignitosi.
Proprio in risposta al caldo asfissiante, come detto, la Camera Penale di Bolzano ha deciso di intervenire in prima persona, annunciando l'acquisto di ventilatori da destinare a ogni singola cella. Un piccolo aiuto immediato, più simbolico che risolutivo, in attesa di interventi strutturali che a Bolzano si attendono ormai da troppo tempo.
Lo scorso 2 luglio, proprio nel carcere di Bolzano, un detenuto di 68 anni originario della Puglia si è tolto la vita nella notte, nonostante i tentativi di rianimazione degli agenti della polizia penitenziaria: il primo caso di suicidio nell'istituto da quando il direttore Giovangiuseppe Monti ha preso l'incarico, tre anni fa. Un episodio che si inserisce in un quadro nazionale altrettanto drammatico: nei primi sette mesi del 2026 sono stati 38 i suicidi registrati nelle carceri italiane, secondo i dati diffusi da Antigone, a cui si aggiungono i numerosi episodi di autolesionismo segnalati negli istituti di tutto il Paese.
Non manca però un aspetto su cui la delegazione ha voluto porre l'accento in senso positivo: il vicepresidente della Provincia Galateo ha sottolineato il lavoro portato avanti sul fronte della rieducazione, garantito da quattro educatori con il supporto di alcune realtà del territorio. Un impegno costante, per quanto inevitabilmente limitato dalle condizioni generali della struttura in cui si trova a operare.
Le carceri restano comunque materia esclusa dall'autonomia provinciale, e proprio su questo punto Bianchi ha rimarcato come una situazione di questo tipo non sarebbe mai stata tollerata se fosse rientrata nelle competenze dirette della Provincia. Sia Bianchi sia Galateo hanno ribadito l'impegno a sollecitare Roma affinché vengano accelerati i tempi per la realizzazione della nuova struttura carceraria: un progetto di cui si discute da oltre vent'anni e che solo a inizio 2026, con la legge di bilancio, ha ottenuto la base giuridica necessaria per rientrare nelle competenze del Commissario straordinario del Governo per l'edilizia penitenziaria.













