Dramma all'interno del carcere: un detenuto si è tolto la vita
E' successo nella notte tra mercoledì e giovedì al carcere di Bolzano. L'uomo si è tolto la vita all'interno della propria cella, inutili i tentativi di salvarlo messi in atto dal personale della polizia penitenziaria

BOLZANO. Dramma in carcere a Bolzano. Un detenuto italiano di 68 anni, originario della Puglia, si è tolto la vita nella notte tra mercoledì e giovedì all'interno della propria cella nel carcere del capoluogo altoatesino.
Secondo quanto riportato dal Sappe, il personale della polizia penitenziaria, accortosi dell'accaduto, è intervenuto immediatamente attivando tutte le procedure di emergenza e prestando i primi soccorsi, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è purtroppo rivelato vano.
“Esprimiamo innanzitutto vicinanza umana ai familiari della persona deceduta e al personale di polizia penitenziaria che ha operato con tempestività e professionalità nel tentativo di evitarne il tragico epilogo” ha dichiarato David Stenghel, vicesegretario regionale del Sappe Veneto, in servizio al carcere di Trento.
“Ogni suicidio rappresenta una sconfitta per l'intero sistema penitenziario e costituisce un evento altamente traumatico anche per gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria che, oltre a intervenire in situazioni di estrema emergenza, devono poi convivere con il peso psicologico di quanto accaduto. A Bolzano, inoltre, continua a pesare una cronica carenza di organico che rende ancora più difficile garantire vigilanza, assistenza e sicurezza all'interno dell'istituto”.
Per questo motivo, un'efficace organizzazione dei programmi di prevenzione del rischio suicidario e procedure operative tempestive costituiscono strumenti fondamentali non solo per la tutela delle persone detenute, ma anche per la salvaguardia dell'equilibrio operativo e psicologico dell'intera comunità penitenziaria.
“Da anni sosteniamo che la prevenzione del suicidio in carcere richiede un impegno costante, multidisciplinare e risorse adeguate” ha affermato anche Donato Capece, segretario generale del Sappe.
Capece ricorda i numeri che testimoniano l'impegno quotidiano degli appartenenti al corpo: “Dal 1992 ad oggi le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato oltre 25.000 tentativi di suicidio nelle carceri italiane e impedito che quasi 190.000 episodi di autolesionismo producessero conseguenze ancora più gravi. Sono dati impressionanti che raccontano meglio di qualsiasi parola quanto sia incessante l'attività svolta dal Corpo per la tutela della vita e della sicurezza all'interno degli istituti penitenziari”.
Infine l'appello alle istituzioni. “Occorre rafforzare gli organici della polizia penitenziaria, anche nella casa circondariale di Bolzano, e investire concretamente nei programmi di prevenzione del disagio psichico, nell'assistenza sanitaria e nel supporto psicologico sia ai detenuti sia al personale. Servono interventi concreti, perché ogni tragedia lascia ferite profonde nell'intero istituto penitenziario e in chi vi opera con professionalità e senso dello Stato”.












