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Bolzano
24 giugno | 16:09

Detenuto evade dall’ospedale, il Sappe accusa: “Ricovero simulato per fuggire". Si riaccende il dibattito sulla sicurezza: "Un errore abolire la sanità penitenziaria"

Per il Sappe la vicenda conferma la necessità di una profonda riflessione sull'organizzazione dell'assistenza sanitaria ai detenuti: "Occorrono soluzioni nuove che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute dei detenuti e adeguati livelli di sicurezza, evitando di sottrarre ogni giorno preziose risorse operative al sistema penitenziario"

BOLZANO. “Sono in corso gli accertamenti del caso, ma l'episodio appare emblematico dei rischi derivanti dai cosiddetti ricoveri a vista e dalle frequenti traduzioni di detenuti presso strutture sanitarie esterne”.  Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, interviene dopo l'evasione avvenuta questa notte dall'ospedale di Bolzano (Qui l'articolo), dove un detenuto di nazionalità kosovara era stato ricoverato dopo aver dichiarato di avere ingerito del detersivo.

 

“Tutto lascia pensare ad una simulazione di malessere finalizzata ad ottenere il trasferimento fuori dal carcere” hanno affermato il segretario generale Donato Capece e il segretario per il Triveneto Giovanni Vona

 

Secondo quanto ricostruito dal Sappe, il detenuto è riuscito ad allontanarsi dall'ospedale intorno alle tre del mattino, facendo perdere le proprie tracce. “Ora la priorità assoluta è la cattura dell'evaso e confidiamo nel massimo impegno di tutte le Forze dell'ordine per assicurarlo nuovamente alla giustizia”, proseguono i sindacalisti.

 

Il Sappe evidenzia tuttavia come l'episodio riproponga con forza il tema delle gravissime difficoltà operative che la Polizia Penitenziaria affronta quotidianamente negli istituti italiani. "Continua infatti il ricorso sistematico a visite mediche, ricoveri e accertamenti sanitari presso ospedali e strutture esterne al carcere, con il conseguente massiccio impiego di personale di scorta. Personale che viene sottratto ai servizi ordinari degli istituti, già alle prese con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una situazione detentiva sempre più complessa".

 

Per il Sappe la vicenda conferma la necessità di una profonda riflessione sull'organizzazione dell'assistenza sanitaria ai detenuti. “Ribadiamo una posizione che sosteniamo da anni: è stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare integralmente la gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali. Occorrono soluzioni nuove che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute dei detenuti e adeguati livelli di sicurezza, evitando di sottrarre ogni giorno preziose risorse operative al sistema penitenziario”.

 

Capece e Vona tornano inoltre a sollecitare l'espulsione dei detenuti stranieri presenti nelle carceri italiane, soprattutto quando ricorrono i presupposti di legge. “La questione assume oggi una rilevanza ancora maggiore alla luce dell'approvazione, da parte del Parlamento europeo nella seduta plenaria del 17 giugno scorso a Strasburgo, del nuovo regolamento europeo sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi privi del diritto di soggiorno nell'Unione Europea”.

 

Il sindacato sottolinea che il nuovo quadro normativo introduce strumenti più incisivi per rendere effettive le espulsioni. 

 

“Occorre – spiegano i sindacalisti - utilizzare tutti gli strumenti giuridici disponibili per alleggerire la pressione sul sistema penitenziario italiano, incrementare i livelli di sicurezza e assicurare che i detenuti stranieri possano scontare la pena nei Paesi di origine o essere rimpatriati quando ne ricorrono le condizioni. L'evasione di Bolzano rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme che non può essere ignorato”.

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