Fratelli d'Italia in minoranza a Trento attacca la convenzione con Pergine dove è in maggioranza? "Imbarazzante cortocircuito politico"
Negli scorsi giorni Daniele Demattè in minoranza per FdI a Trento ha attaccato il Comune per la convenzione con Pergine Valsugana (dove Fratelli d'Italia è in maggioranza) per quanto riguarda l'impegno del comandante della polizia locale. Dopo la smentita dal capoluogo, la presa di posizione delle opposizioni perginesi: "Situazione imbarazzante, un accordo fondamentale per la sicurezza sul territorio"

PERGINE VALSUGANA. "Una situazione paradossale. Un autorevole esponente di Fratelli d'Italia attacca frontalmente una convenzione vitale per la sicurezza del nostro territorio e chiede la revoca". Queste le parole di Morgan Betti (Impegno per Pergine), Roberto Oss Emer (Civica per Oss Emer), Daniela Casagrande e Carlo Pintarelli (entrambi di Civica per Pergine). "Peccato che il partito stesso siede tra i banchi della maggioranza a Pergine Valsugana, cioè amministra e si avvale quotidianamente dei frutti di quell'accordo".
Le opposizioni perginesi mettono nel mirino quello che sembra un cortocircuito politico sulla convenzione che corre sull'asse Trento e Pergine Valsugana.
Una questione accesa da Daniele Demattè, consigliere comunale in quota Fratelli d'Italia nel capoluogo: la polizia locale di Trento è "spuntata" e "il corpo manca di una guida presente al cento per cento". Un'affermazione pesante che ha chiamato in causa, in un video sui social network e in un'interrogazione, il sindaco Franco Ianeselli, la convenzione stipulata qualche anno fa (nel 2023) tra i Comuni di Trento e Pergine Valsugana e, conseguentemente, il comandante del corpo di polizia locale Trento Monte Bondone Alberto Adami (Qui articolo).
La replica del Comune di Trento non si è fatta attendere per smentire la versione di Demattè: "La convenzione è stata modificata: i numeri del comandante della locale sono perfetti, con 270 ore di straordinario non retribuite" (Qui articolo).
A fine marzo 2024 la convenzione originaria è stata modificata e, chiarisce il Comune di Trento, al vicecomandante di Pergine sono state assegnate le funzioni operative e gestionali, mentre al comandante di Trento sono rimaste le funzioni dirigenziali e di coordinamento.
I dati ufficiali citati dall'amministrazione del capoluogo riportano oltre 230 ore di straordinario nel 2023, oltre 260 nel 2024 e oltre 270 nel 2025. "Il supporto, la disponibilità e la professionalità forniti al corpo dal comandante Adami - aggiungono Betti, Oss Emer, Casagrande e Pintarelli - sono state doti apprezzate dalla comunità e dall’Amministrazione precedente".
E qui si apre un'altra parentesi. L'attacco a Trento e la messa in dubbio della convenzione arriva da Fratelli d'Italia, partito di minoranza nel capoluogo ma in maggioranza a Pergine Valsugana. Le opposizioni perginesi sembrano guardare a questa situazione un po' con imbarazzo, ma soprattutto con preoccupazione in materia sicurezza. Da qui l'interrogazione alla Giunta comunale.
"Qual è la posizione ufficiale dell'amministrazione di Pergine Valsugana in merito alle dichiarazioni del consigliere di Fratelli d'Italia Daniele Demattè, il quale definisce la convenzione in essere un problema da cui liberarsi? Se il sindaco ha avuto modo di confrontarsi con la propria maggioranza, e in particolare con il gruppo in quota Fratelli d'Italia, per chiarire questo imbarazzante cortocircuito politico in cui il loro stesso partito lavora a Trento per smantellare i servizi di Pergine".
Si chiede inoltre se i sindaco può chiarire "a tutto il Consiglio quali siano i reali termini attuali della convenzione modificata nel marzo 2024 per quanto concerne gli oneri a carico del Comune di Pergine Valsugana. Se l'Amministrazione ritiene solida e funzionale l'attuale catena di comando del corpo di polizia locale Alta Valsugana, o se le tensioni politiche innescate sull'asse Trento-Pergine non rischino di minare la serenità e l'efficienza del corpo stesso, a discapito della sicurezza dei cittadini di Pergine", concludono Betti, Oss Emer, Casagrande e Pintarelli.












