Liste d'attesa, il Trentino ultimo in Italia su prime visite. Il Pd contro Tonina: "Situazione disastrosa, inutile arrampicarsi sugli specchi. Così è difficile difendere l'Autonomia"
Liste d'attesa, i consiglieri provinciali del Pd Paolo Zanella e Francesca Parolari contro l'assessore alla salute Tonina: "Qualcosa di inaudito per la Provincia di Trento: se l’Autonomia invece di servire per fare meglio con meno diventa lo strumento per fare peggio con di più, risulta complicato difenderla"

TRENTO. "Inutile arrampicarsi sugli specchi assessore Tonina, i cittadini attendono risposte concrete", questa la dura presa di posizione dei consiglieri provinciali del Pd Paolo Zanella e Francesca Parolari che commentano i dati del primo rapporto Agenas sul monitoraggio delle liste d'attesa che "confermano il trend registrato già con i dati del primo quadrimestre". Una situazione "disastrosa", rimarcano, "che denunciamo ormai da sette mesi, quando avvenne l'aggiornamento del software del Cup".
Riassumendo la questione (QUI ARTICOLO), il recente monitoraggio Agenas ha evidenziato come il Trentino sia sceso all'ultimo posto in Italia fra le regioni e province autonome per il rispetto dei tempi di attesa delle prime visite specialistiche, con il 54,7% delle prestazioni erogate entro i termini di garanzia, in calo rispetto al 63,1% del primo semestre 2025.
Interpellato da il Dolomiti, l'assessore provinciale alla salute Mario Tonina ha attribuito il peggioramento soprattutto ai problemi informatici legati all'introduzione del nuovo Cup e al processo di transizione digitale, sottolineando al contempo gli interventi messi in campo dalla Provincia per ridurre le liste d'attesa, tra cui il rafforzamento della collaborazione con le strutture private, maggiori risorse economiche e la riduzione dei pazienti in attesa da circa 25 mila a circa 11 mila, evidenziando tuttavia che tali risultati non si riflettono ancora sugli indicatori rilevati da Agenas.
E proprio sui dati affondano il colpo Zanella e Parolari. "Oggi è certificato nero su bianco: per il rispetto dei tempi di attesa previsti per le prime visite – dichiarano i due consiglieri – siamo ultimi in Italia, peggiorati di dieci punti percentuali rispetto a un anno fa. Qualcosa di inaudito per la Provincia Autonoma di Trento. Se l’Autonomia invece di servire per fare meglio con meno diventa lo strumento per fare peggio con di più, risulta complicato difenderla".
I consiglieri provinciali del Pd rimarcano come "a suo tempo" proprio sulle liste d'attesa, e "intuendo che i problemi al Cup avrebbero inciso ben più pesantemente di quanto si desse a vedere, mentre per Tonina sarebbe stato tutto risolto in un mese", fossero arrivati a chiedere le dimissioni dell’assessore o quanto meno dei vertici di Asuit, e "che qualcuno si assumesse uno straccio di responsabilità".
Poi l'osservazione: "Ma nulla, oggi davanti al disastro ancora tutti lì, nessuno che ammetta la gravità della situazione. Perché no, non basta assessore Tonina dire a parole che ci si assume la responsabilità se poi non c’è alcuna conseguenza fattiva".
Questi dati, prosegue la nota diffusa, "oltre a descrivere un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno e meno accessibile, sono anche un danno d’immagine per la nostra sanità e il nostro Trentino".
Infine la risposta diretta alle ultime dichiarazioni dell'assessore Tonina.
"Sentirsi dire dall’assessore che però le prestazioni nel contenitore sono in riduzione – specificano – è una ben magra consolazione, se quelle prestazioni sono assegnate per la metà dei casi fuori dei tempi massimi di attesa. Se poi sono mesi che un gruppo di lavoro speciale sta tentando di risolvere i problemi alla radice, alla luce degli esiti forse va constatato che questo gruppo non funziona oppure che i problemi informatici e organizzativi sono così pesanti che risolverli è impresa ardua".
"Ma chi li ha causati e chi non è in grado di risolverli – chiosano – a un certo punto ne risponderà alla cittadinanza? Che intanto per farsi curare paga, sempre se può permetterselo".












