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Trento
29 maggio | 20:56

Il Pd: "Record della vergogna in sanità: Trentino ultimo in Italia nel rispetto dei tempi di attesa per le prime visite". Tonina: "Influisce il blocco informatico, siamo in ripresa"

I dati di Agenas sul rispetto dei tempi di attesa colloca il Trentino in ultima posiziona. I consiglieri del Pd, Paolo Zanella e Francesca Parolari, attaccano la Provincia: "Così si mette a rischio l'autonomia, non si riesce a fare meglio delle Regioni ordinarie". La replica dell'assessore Mario Tonina

TRENTO. "Il Trentino ha raggiunto un nuovo record, peccato che sia il record della vergogna". A dirlo Paolo Zanella e Francesca Parolari, consiglieri del Partito Democratico, che attaccano la Provincia: "Il dato peggiore in Italia per il rispetto dei tempi delle prime visite". L'assessore Mario Tonina non nasconde i numeri, che "sono però imputabili al cambio del cambio di gestione e, soprattutto, al blocco informatico".

 

Si parte dai numeri ripresi negli scorsi giorni dai dem e cioè che le visite urgenti rispettate nei tempi crollano fino a poco più di un caso su tre secondo i dati pubblicati in base ai codici di priorità dei mesi di marzo e aprile 2026 (Qui articolo e dati).  Gli obiettivi fissati "non saranno raggiunti" aveva spiegato a il Dolomiti l'assessore Tonina e la sanità pubblica si trova sempre più in difficoltà nel reggere la pressione, stretta tra la carenza di personale e una domanda di cure in costante crescita.

 

E che la sanità trentina sia in affanno sulle liste trova conferma nei dati di Agenas sul primo quadrimestre. "C’era un tempo in cui il Trentino era sempre in cima alle graduatorie in tutti i parametri riguardanti la sanità", spiegano Zanella e Parolari. "Ecco che con la guida politica dell’assessore Tonina e del presidente Fugatti è stato raggiunto questo record del dato peggiore in Italia per il rispetto dei tempi delle prime visite".

 

Insomma, "si conferma un quadro addirittura peggiore di quello che denunciamo dal dicembre scorso e che abbiamo stigmatizzato nuovamente solo pochi giorni fa a valle della pubblicazione dei dati di marzo e aprile", aggiungono Zanella e Parolari. "Qui la situazione è drammatica: la Provincia di Trento non è più in grado di fare meglio di quanto fanno le Regioni ordinarie. Ma l’Autonomia non serviva a fare meglio con meno? Qui siamo arrivati a fare peggio con di più. Se si continua così si mette a rischio la nostra specialità". 

 

Il Partito Democratico elenca una serie di problemi che attanaglia la gestione delle liste d'attesa. "Il Cup che non funziona ancora, incapacità di fare aprire la agende con le persone che sono costrette a telefonare più e più volte, il 'contenitore' che esplode, eccesso di prime visite in libera professione, carenza di professionisti che vengono fatti fuggire nel privato. Se non si cambia andazzo e se non si studia almeno l’esempio altoatesino che migliora a differenza nostra, il Trentino avrà un sistema sempre più privato e sempre più persone rinunceranno a curarsi".

 

Nel mirino la Provincia e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari. L’assessore autonomista Tonina cosa pensa di fare? Continuerà a raccontarci democristianamente, nel senso più deteriore dell'accezione, che si assume lui la responsabilità? E come?", chiedono Zanella e Parolari. "Qualche azione significativa pensa di metterla in campo, almeno verso Asuit, oppure continuano le chiacchierare a vuotoE il dg di Asuit pensa di risolvere questi gravi ostacoli all’accesso alle cure e correggere l'attuale mala gestio dell’Azienda lavorandoci seriamente o pensa che basti sfilare in bicicletta al Giro d’Italia per risolvere tutti i problemi? I trentini meritano di meglio".

 

Numeri, per certi versi, aspettati dalla Provincia. "Non sono sorpreso dai dati di Agenas che analizzano questi primi quattro mesi. A febbraio avevo concordato con Asuit un impegno di arrivare a fine maggio alla quota di 10 mila persone ma la situazione invece di migliorare è peggiorata: siamo saliti a 24.500 circa", commenta Tonina. "Certo che dispiace ma si è trascinato in particolare il problema del blocco informatico".

 

L'assessore evidenzia che prima del problema i numeri erano in miglioramento. "Nel 2024 si toccava il numero di 28 mila e progressivamente siamo scesi a 11 mila. Ora a fine aprile abbiamo aggiornato il Nomenclatore sanitario che è diventato operativo nei prezzi dal 15 maggio. Adesso siamo in recupero e la via dell'impegno del pubblico e del privato accreditato è corretta. Serve, però, un po' di tempo, qualche mese".

 

Il discorso poi è più ampio. "Non possiamo rincorrere la domanda e non si possono azzerare le liste d'attesa. Le Case di comunità possono stimolare ulteriormente un miglioramento ma si deve lavorare anche sull'appropriatezza della richiesta e sulla prevenzione", conclude Tonina.

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