Cani in montagna, un'estate drammatica: "Colpi di calore, infortuni, punture di insetto, troppe volte i padroni sono impreparati ed espongono gli animali a grandi pericoli"
Giuseppe Cerza, coordinatore nazionale Opes Cinofilia da valanga: "Prevenzione, preparazione e consapevolezza per evitare rischi in quota insieme ai propri amici a quattro zampe"

TRENTO. Preparazione, consapevolezza, un minimo di materiale di emergenza nello zaino per affrontare gli imprevisti.
Portare i propri cani in montagna regala sempre emozioni, ma per farlo non si può (anzi non si deve) sfuggire alle regole di buonsenso e sicurezza che dovrebbero (il condizionale purtroppo è d'obbligo) guidare le scelte degli escursionisti di ogni livello.
In questa caldissima estate 2026 però purtroppo sulle Dolomiti e più in generale ad alta quota ci si scontra con grande frequenza con incidenti e situazioni di potenziale pericolo in cui protagonisti e vittime sono proprio i cani. Colpi di calore, punture di insetti, morsi di vipera, infortuni di ogni genere che a volte devono mettere in azione i volontari del soccorso alpino e nei casi più gravi anche l'elicottero di soccorso.
"Spesso alla base di queste situazioni spiacevoli - spiega a il Dolomiti Giuseppe Cerza, coordinatore nazionale Opes Cinofilia da valanga - ci sono proprio le valutazioni errate, o a volte inesistenti, dei padroni, che approcciano escursioni e gite in montagna con troppa superficialità. È un discorso di consapevolezza dei propri limiti: qualcuno pensa che il cane sia protetto dal proprio istinto o abbia energie infinite. E invece non è così".
Cerza mette da anni al servizio delle unità cinofile da soccorso valanghe Opes le proprie competenze sul tema, ma l'associazione ha ritenuto fondamentale rilanciare con forza durante questi mesi un chiaro messaggio a tutti i possessori di cani che si avventurano in montagna.
"Abbiamo ritenuto opportuno fare sentire la nostra voce e quella di tanti esperti alla luce della lunga lista di episodi drammatici a cui abbiamo assistito, già ad inizio estate - riprende Cerza -, per cercare di dare una linea generale di comportamenti da tenere. A fare la differenza, come spesso accade, è la capacità di fare prevenzione: poi certo, la montagna sappiamo non essere mai un contesto 'a rischio zero'. In ogni caso certi consigli valgono sempre, a prescindere dalle situazioni momentanee".
"Partiamo dalle basi. Chi prende un cane deve educare il cane, ma in un certo senso deve educare anche sé stesso ad averlo: avere il cane sotto controllo fa la differenza, a maggior ragione in contesti complicati. Però per quanta confidenza e preparazione si possa avere non ha senso, anzi espone a grandi pericoli, portare il proprio cane in ferrata o sul ghiacciaio. I nostri amici a quattro zampe ci seguirebbero ovunque ma occorre buonsenso e maturità: non dobbiamo costringere il nostro cane a correre rischi troppo alti".
La preparazione in effetti è un primo tema fondamentale: "Il cane è un 'atleta' solo se lo aiutiamo a diventarlo, passo dopo passo, rispettando la sua età, le sue caratteristiche e i suoi limiti. Dobbiamo fare in modo che si abitui a contesti montani in modo da poterci stare in sicurezza e in serenità, fermo restando il rispetto anche per le altre persone, l'uso del guinzaglio e la consapevolezza che c'è chi dai cani è molto spaventato".
Quindi il passo successivo è una corretta programmazione: "Non improvvisate: verificate le previsioni del meteo, la difficoltà delle escursioni - prosegue Cerza -. Spesso si sottovaluta l'importanza di questi gesti banali ma cruciali: con il grande caldo di questa estate ad esempio si deve evitare di camminare o compiere grossi sforzi nelle ore più calde del giorno, anche in quota. Non sono rari purtroppo anche per i cani i colpi di calore: in quel caso è importante inumidire le parti sotto l'addome e del collo, senza buttare il cane nelle acque di torrenti o laghetti che peggiorerebbero semplicemente la situazione".
Il primo soccorso al cane è questione di preparazione ma anche di materiale a disposizione: "Oltre al caldo e agli infortuni alle zampe, sono sempre tante le segnalazioni di incidenti legati alle punture da insetto e dai morsi di vipera. Due situazioni che vanno affrontate il più velocemente possibile: ecco perché è importante avere del cortisone in modo da poter evitare soffocamenti se una vespa punge il cane in bocca o sul collo, e può fare la differenza anche avere dei sacchi di emergenza che permettono di agganciare il cane e tenerlo quasi come fosse uno zaino. Si parla di animali magari di 25 o 30 chili di peso, a volte anche di più, e in caso di morso di vipera bisogna evitare che cammino perché lo sforzo accelererebbe il battito cardiaco con effetti deleteri. Poter trasportare a valle il proprio cane in sicurezza senza doverlo tenere in braccio, con tutte le difficoltà del caso, può anche salvare una vita".














