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| 15 luglio | 10:53

"In difficoltà in montagna? Non pensate ai costi di soccorso, chiamare il 112 è sempre la scelta corretta. Ma ogni escursione va preparata con consapevolezza e attenzione"

L'appello di Club Alpino Italiano e Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico: "Saper rinunciare o modificare il programma non è un fallimento, ma una scelta di consapevolezza: quando ci si trova in una situazione di difficoltà reale o potenzialmente pericolosa non bisogna esitare a chiamare il Numero Unico di Emergenza 112"

(foto Soccorso alpino Veneto)
(foto Soccorso alpino Veneto)
di Redazione

TRENTO. Un appello, l'ennesimo, alla prudenza, alla responsabilità, alla consapevolezza: il mondo della montagna sta facendo i conti anche quest'anno con un gran numero di incidenti, tragedie e interventi dei soccorritori ad alta quota e così a prendere la parola sono stati direttamente Cai e Soccorso Alpino nazionale. 

 

Ribadendo parole di buonsenso, ma che evidentemente non sono mai ripetute abbastanza: "Pianificare un itinerario - si legge - è molto di più della scelta di una meta. Significa valutare ogni aspetto dell’uscita in base alle condizioni ambientali, alle difficoltà del percorso, alla preparazione propria e del gruppo, prevedendo sempre un margine. Saper rinunciare o modificare il programma non è un fallimento, ma una scelta di consapevolezza. Cai e Soccorso Alpino ricordano, infatti, che quando ci si trova in una situazione di difficoltà reale o potenzialmente pericolosa non bisogna esitare a chiamare il Numero Unico di Emergenza 112". 

 

La richiesta di aiuto, viene evidenziato, deve essere tempestiva, chiara e dettagliata. "Una volta attivato il sistema di emergenza, è fondamentale restare reperibili, non spostarsi se non indicato dagli operatori, comunicare con precisione la propria posizione, segnalare eventuali ostacoli aerei per l’eliambulanza, rendersi visibili e seguire le istruzioni ricevute. I soccorritori sono in grado di valutare la situazione, orientare le persone in difficoltà e decidere la modalità di intervento più adeguata. Può inoltre essere molto utile utilizzare l'app GeoResQ, che consente di inviare una richiesta di soccorso geolocalizzata e di registrare la propria traccia durante l'escursione: una funzione che, in caso di ricerca di persone disperse, può agevolare significativamente il lavoro del Soccorso Alpino, riducendo i tempi di intervento".

 

Andare in montagna significa vivere un’esperienza di libertà, bellezza e responsabilità. Proprio per questo, ogni escursione, salita o attività in ambiente montano deve essere preparata con attenzione, tenendo conto non solo dell’itinerario scelto e delle proprie capacità, ma anche della possibilità che le condizioni cambino: il meteo può peggiorare, la stanchezza può aumentare, l’orientamento può diventare più complesso, un tratto semplice può trasformarsi in una situazione difficile.

 

"Frequentare la montagna significa assumersi una responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso l’ambiente", dichiara il Presidente Generale del Club Alpino Italiano, Antonio Montani. "Da oltre 160 anni il Club Alpino Italiano è impegnato nella realizzazione di progetti di educazione, formazione e accompagnamento alla frequentazione consapevole della montagna. La tessera Cai non è soltanto un segno di appartenenza: permette di accedere a un patrimonio diffuso di competenze, corsi, attività sezionali, informazione e cultura della prevenzione. La prevenzione non limita la libertà: la rende possibile”.

 

L’iscrizione al Cai comprende inoltre specifiche coperture assicurative secondo le condizioni previste dalle polizze in vigore, incluse coperture relative agli infortuni, alla responsabilità civile e alle spese inerenti il soccorso in ambiente impervio nei casi e nei limiti stabiliti. Per i soci e le socie Cai , la copertura “Soccorso alpino Soci” è compresa nella quota associativa annuale e rappresenta una tutela specifica in caso di interventi di ricerca, salvataggio e recupero in ambiente montano, ipogeo e in zone impervie. La polizza opera nei casi e nei limiti previsti dalle condizioni assicurative, a favore dei soci Cai feriti, dispersi o comunque in situazione di pericolo, e può prevedere il rimborso delle spese di soccorso eventualmente sostenute direttamente dal socio, anche in caso di interventi complessi. La copertura riguarda sia la frequentazione personale della montagna sia le attività istituzionali del Cai, sempre secondo quanto stabilito dalla polizza, e si attiva attraverso una procedura di denuncia e richiesta di rimborso alla Compagnia assicurativa. L’iscrizione al Cai non è quindi solo adesione a una comunità: è anche accesso a strumenti concreti di tutela, prevenzione, formazione e accompagnamento a una frequentazione più consapevole della montagna.

 

“Il tema dei costi degli interventi di soccorso richiede chiarezza - aggiunge Maurizio Dellantonio, Presidente nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico -. Il Soccorso Alpino e Speleologico non chiede pagamenti alle persone soccorse e non stabilisce eventuali addebiti. Il Cnsas opera all’interno del sistema pubblico di emergenza, in coordinamento con le centrali operative e con il Servizio Sanitario Nazionale. Eventuali forme di compartecipazione alla spesa, previste in alcuni territori e in casi specifici, sono disciplinate dalle normative regionali o provinciali e vengono valutate dalle Aziende Sanitarie competenti, non dal Soccorso Alpino e Speleologico. Questo aspetto non deve mai generare esitazione nella richiesta di aiuto. In presenza di pericolo, difficoltà non gestibile o possibile evoluzione verso una situazione di emergenza, chiamare i soccorsi è sempre la scelta corretta. Allo stesso tempo, la possibilità che un intervento venga valutato come non giustificato, o riconducibile a comportamenti imprudenti, richiama tutti a un principio di responsabilità: la montagna va frequentata con preparazione, rispetto dei propri limiti e attenzione verso chi è chiamato a intervenire”.

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