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Belluno
15 luglio | 20:57

Il Vajont non si tocca. Via libera alla centralina se porta risorse? Bond tuona: "Compromesso inammissibile, la memoria delle vittime non si tocca"

Non ammette spiragli la posizione di contrarietà espressa dall’assessore Dario Bond alla realizzazione di una centralina sul torrente Vajont. La replica è diretta in particolare al sindaco di Longarone Roberto Padrin, che valuta invece la possibilità di discuterne in caso di benefici per la comunità bellunese. "Sul Vajont non possono esserci posizioni intermedie perché non è una questione di convenienza economica, ma di valori, memoria e rispetto. Il Vajont rappresenta infatti una linea invalicabile"

LONGARONE. “Su questioni come questa non esistono vie di mezzo. Non si può pensare che eventuali compensazioni economiche possano modificare una posizione che riguarda un luogo simbolo come il Vajont".

 

È netta la presa di posizione dell’assessore regionale Dario Bond su un tema che sta dividendo il territorio: la realizzazione di una centralina idroelettrica sul torrente Vajont.

 

Il nodo della questione è morale: si tratta infatti soprattutto di una questione sociale, non economica, perché è ancora viva oggi, nella memoria collettiva, la sofferenza per quanto avvenuto.

 

La replica di Bond è rivolta principalmente al sindaco di Longarone Roberto Padrin (che è anche l'ex presidente della Provincia di Belluno), verso il quale ribadisce di nutrire grande stima ma non ne condivide le dichiarazioni. Da presidente uscente della Provincia, infatti, Padrin aveva assicurato ferma contrarietà al progetto, nonostante Belluno possa fare poco a livello tecnico (Qui l'articolo).

 

Spiragli però non erano mancati già allora: opposizione netta sì, ma solo se gli introiti restassero interamente in mano privata. L'eventuale presenza di benefici per la comunità, invece, potrebbe essere oggetto di valutazione.

 

"Sul Vajont non possono esserci posizioni intermedie - ribadisce ora Bond - perché non è una questione di convenienza economica, ma di valori, memoria e rispetto. Il Vajont rappresenta infatti una linea invalicabile: è un luogo che richiama la memoria delle vittime della tragedia del 1963 e per questo impone una scelta di principio. Non è una vicenda sulla quale si possa ragionare in termini di convenienza".

 

In ogni caso, Bond mette in dubbio anche l'utilità di eventuali benefici economici.

 

"Con tutta la stima che ho per il sindaco Padrin - conclude - e la sua capacità amministrativa, con un avanzo di amministrazione di 6 milioni di euro nelle casse del Comune mi chiedo quale possa essere l'interesse per risorse aggiuntive che, a fronte della posta in gioco, sarebbero comunque marginali. Di fronte a ciò che rappresenta il Vajont, un eventuale ritorno economico non può essere l'elemento".

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