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FVG
09 luglio | 10:58

Calenda-Fedriga, prove d'intesa. Il presidente Fvg: "Mai con Vannacci", il leader d'Azione guarda agli Stati Uniti d'Europa: "Senza non si va da nessuna parte"

Presentato ieri a Trieste il libro di Carlo Calenda “Difendere la libertà. L'ora dell'Europa”, dove il leader di Azione ha dialogato con Fedriga. Sul programma di Azione una grossa parte è affidata alla visione su politica estera e per Calenda il progetto degli “Stati Uniti d'Europa” è l'unica base su cui costruire un'alleanza con chiunque

TRIESTE. “Tanto per cominciare Fedriga è una persona moderata, concreta e che stimo, anche se attualmente noi non facciamo parte della maggioranza. Pertanto il dialogo ci può essere come c'è già stato con esponenti di altre forze politiche in passato, perché anche in una situazione così fortemente polarizzata come quella attuale si riescono a trovare persone ragionevoli da una parte e dall'altra, poi che dal dialogo si arrivi a qualcosa di diverso è un'altra storia”. Inizia così la riflessione che Carlo Calenda ha condiviso a margine dell'incontro che l'ha visto confrontarsi con il governatore Massimiliano Fedriga nella serata di ieri 8 luglio a Trieste, nell'ambito della presentazione del suo ultimo libro “Difendere la libertà. L'ora dell'Europa”.

 

Calenda ha di fatto lasciato aperta la possibilità da parte sua per una futura collaborazione politica con l'attuale presidente della regione Friuli Venezia Giulia, in un avvicinamento (ancora ipotetico) con la frangia più moderata dell'attuale centro destra, che secondo il leader di Azione potrebbe concretizzarsi solo a fronte della volontà condivisa di creare quello che Calenda ha definito “un centro fortissimo”, in grado cioè di ritrovare il proprio peso in una scena politica sempre più radicalizzata.

 

“Negli ultimi trent'anni siamo partiti da Berlusconi e Prodi – ha spiegato Calenda -, e poi ci siamo estremizzati ogni anno di più. E questo continua a succedere anche ora che il mondo sta andando in pezzi, ecco perché ci dev'essere un polo centrale forte, che è quello che costruiremo noi. Dopodiché si dialogherà a partire dal programma che per me ha una sola voce che reputo indiscutibile: la formazione degli Stati Uniti d'Europa, senza questo non andiamo da nessuna parte”. Un aggancio con il quale Calenda ha introdotto la questione della geopolitica internazionale sulla quale gravano diversi conflitti, in primis quello in Ucraina, dove egli è in prima linea ormai da anni al sostegno della causa del paese aggredito.

 

In questo contesto, secondo Calenda, il progetto degli Stati Uniti d'Europa si muoverebbe nel solco già tracciato da De Gasperi settant'anni fa, quando l'allora presidente fu tra i primi a teorizzare la creazione di una Comunità europea per la difesa, un ideale che oggi per Azione rappresenta la conditio sine qua non su cui basare un'eventuale alleanza con altri esponenti politici, per salvaguardare il vecchio continente dalle attuali minacce.

 

“Noi abbiamo per la prima volta nella storia un interesse coincidente di Russia, Cina, ma anche degli Stati Uniti – ha affermato Calenda durante la presentazione -, affinché non esista più l'Unione Europea in quanto tale. Gli Usa di Trump infatti sono una cleptocrazia oligarchica che predica una società in cui le libertà individuali sono concesse tutte tranne una: determinare il proprio futuro in quanto nazione. Noi siamo al centro di questo meccanismo e di questo dobbiamo parlare, perché se questo viene meno, tutto il resto non conta nulla”. Tuttavia è proprio su questo punto che la visione di Calenda potrebbe collimare con quella notoriamente più atlantista di Fedriga, che gli Stati Uniti li conosce bene e li frequenta da molto tempo, vedasi la recente visita diplomatica e istituzionale del governatore negli States” di un paio di mesi fa.

 

Nel complesso però anche Fedriga ha manifestato una certa disponibilità nei confronti del leader di Azione, seppur tutta da “tarare” nel lungo periodo, ma partendo da un minimo comune denominatore che certamente unisce i due esponenti politici: “Mai con Vannacci! – risponde secco un sorridente Fedriga, che poi su Calenda prosegue -, Penso che l'amministrazione regionale abbia dimostrato di affrontare i problemi in modo concreto – ha dichiarato in risposta all'apertura mostrata dal leader di Azione -, e che anche quanto esprime l'onorevole Calenda vada in continuità con quanto abbiamo fatto a livello regionale. Ed ecco che se anche forze politiche esterne alla coalizione apprezzano il nostro operato in regione significa che abbiamo superato le divisioni per dare una risposta coerente ai cittadini”.

 

Sia chiaro, in questo contesto giova precisare che nulla è ancora deciso e le strategie dei vari leader sono in fase di pianificazione, ma certamente questo incontro Calenda-Fedriga è stato una prova d'intesa importante, con lo sguardo rivolto non solo alle elezioni politiche ma anche alla prossima corsa alle cariche di presidente della regione e sindaco di Trieste. Su quest'ultima in particolare ci sono concrete possibilità di una candidatura da parte di Fedriga stesso, come da lui recentemente lasciato trasparire, una prospettiva che, a suo dire, potrebbe essere appoggiata anche dallo stesso Calenda, sempre a patto che il candidato se ne stia ben alla larga dai vannacciani. “Questo per me è fuori discussione, io non avrò mai niente a che fare con chiunque si allei con Vannacci – ha sentenziato il leader di Azione -, per il resto noi possiamo appoggiare chiunque ma dipende dal programma e dalla qualità del candidato. Questo perché siamo un centro, e in quanto tale andiamo a cercare altri moderati da supportare o dai quali ricevere supporto”.

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