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Trento
01 luglio | 13:00

“Chiudere le finestre alle 7.30, fare il giro letti, controllare i termostati”, la checklist dell’Azienda sanitaria diventa un caso e fa infuriare il personale. Demagri: "Offensiva"

Non ci sarebbe nulla di male se non fosse che questa lista di istruzioni contro il caldo arriva a indicare l’ora in cui aprire le finestre fino a quando abbassare le tapparelle. Stiamo parlando di interventi talmente basilari che sono nella normalità quotidiana senza necessità di arrivare ad una lista da distribuire ai coordinatori infermieristici, affinché venga diffusa nei reparti. Una situazione che, nella forma, arriva ad essere quasi svilente. "Sono ben altri i problemi che ha l'Azienda sanitaria" spiegano alcuni professionisti

TRENTO. “Questa è una mortificazione delle competenze professionali”. Non vengono usati mezzi termini e il messaggio è chiaro. Si è creato un nuovo caso all'interno dell'Asuit per la scelta dell'azienda nei giorni scorsi di predisporre una 'checklist' da distribuire ai coordinatori infermieristici, affinché venga diffusa nei reparti come fosse un protocollo di emergenza. 

 

Non si sarebbe nulla di male se non fosse che questa lista di istruzioni arriva a indicare l’ora in cui aprire le finestre, l’ora in cui abbassare le schermature solari, cosa fare durante il giro letti, come idratare i pazienti, come gestire il microclima. Una sorta di manuale elementare che, più che sostenere i professionisti, sembra ridurre la loro competenza a un’esecuzione meccanica di ordini che fra l'altro sono elementari. Per molti è stato percepito come una mancanza di fiducia o addirittura un provvedimento “inutile” visto che sono procedure basilari a fronte di tanti altri grossi problemi che l'azienda sta avendo. 

 

“Veniamo trattati come quasi bambini da guidare passo dopo passo” è stato spiegato dal personale sanitario che è venuto a conoscenza della lista. A commentare quello che è successo è Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia ma anche per anni coordinatrice infermieristica. “C’è un momento, nella gestione pubblica, in cui si capisce che qualcosa si è incrinato. Non quando arrivano le emergenze, non quando il territorio chiede risposte, non quando i cittadini cercano protezione. Il segnale vero – spiega a il Dolomiti - arriva quando un’istituzione smette di fidarsi delle proprie persone. È quello che sta accadendo oggi nella sanità trentina, dove, di fronte all’ondata di caldo che attraversa il Paese, la direzione ha pensato bene di inviare ai reparti una checklist degna di un manuale per principianti: aprire le finestre a una certa ora, abbassare le schermature solari a un’altra, ricordarsi di idratare i pazienti, prestare attenzione al giro letti. Una lista di istruzioni elementari che non tutela nessuno, ma racconta molto di come l’Azienda sanitaria considera i propri professionisti”. 

 

Nella lista queste le indicazioni: alle ore 7.30 chiusura infissi, verificare che tutte le finestre del reparto siano chiuse prima che le temperature esterne inizino a salire. Si passa poi alle 8 con le schermature est/sud dove si chiede di abbassare le tapparelle e veneziane nella stanze esposte a est e sud per bloccare l'irraggiamento. Alle 10 è il momento della verifica dei termostati con un controllo a campione dei comandi locali e l'impostazione tra i 24 e i 26 gradi. Si passa poi nel pomeriggio, alle 14, ad abbassare tapparelle e veneziane esposte a ovest per il piccolo del calore pomeridiano per passare successivamente a verificare che l'aria condizionata non sai diretta sui pazienti a letto. C'è poi la sensibilizzazione all'assunzione di liquidi e infine alle 22 il ricambio dall'aria con l'apertura controllata delle finestre per il raffrescamento.   

Nessuno mette in discussione il valore delle indicazioni contenute nella checklist. Stiamo parlando di misure certamente corrette e condivisibili nel merito. Ma sono talmente basilari che dovrebbero essere nella normalità quotidiana senza necessità di arrivare ad una lista da distribuire ai coordinatori infermieristici, affinché venga diffusa nei reparti. Una situazione che, nella forma, arriva ad essere quasi svilente. 

 

“Questa lista viene diffusa nei reparti – spiega Demagri - come fosse un protocollo di emergenza. Se chi governa l’Azienda sanitaria ritiene necessario spiegare a un infermiere o a un coordinatore quando aprire una finestra o come gestire la temperatura di un reparto, significa che non ha alcuna stima del proprio personale. Significa che non ne riconosce il valore, la professionalità, l’esperienza. Significa che considera i propri operatori non come professionisti, ma come manovalanza esecutrice di procedure”. 
Una checklist del genere che molti ritengono addirittura “ non è solo inutile ma offensiva”.

 

Da Viale De Gasperi pensano di poter governare la complessità con un elenco di azioni elementari?” si chiede la consigliera provinciale Paola Demagri. “La direzione del Servizio ospedaliero avrebbe potuto e dovuto limitarsi a un richiamo generale alla prudenza, alla gestione del microclima, all’attenzione ai pazienti più fragili. Avrebbe potuto e dovuto fidarsi dei propri professionisti. Invece ha scelto la strada più semplice e più rivelatrice: quella del controllo burocratico, della micro gestione, della checklist. Una scelta che dice molto di più sulla direzione che sul caldo. Perché una checklist può anche servire a ricordare di abbassare una tenda. Ma non basterà mai a colmare il vuoto di una direzione che ha smesso di stimare il proprio personale” conclude.  

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