Decreto autovelox, l'associazione presenta denuncia-esposto contro Salvini e Mit: "Devono essere accertate le prove di omologazione"
Per Altvelox alcune parti del nuovo "Decreto autovelox" sarebbero illegittime: in particolare si contesta la validità delle omologazioni dei dispositivi

TRENTO. Non si vede la luce in fondo al tunnel sul fronte dell'intricata vicenda autovelox: l'atteso decreto ministeriale firmato Matteo Salvini che prometteva di portare chiarezza è stato infatti accolto dall'associazione Altvelox con una denuncia-esposto contro il ministro e altri tre dirigenti del Mit.
"La denuncia - spiega una nota dell'associazione - non attribuisce responsabilità già accertate, ma sottopone all’Autorità giudiziaria atti, riscontri, omissioni documentali e contraddizioni che richiedono una verifica sulla formazione, sull’istruttoria e sugli effetti del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 8 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 luglio 2026".
L’iniziativa riguarda, in particolare, l’articolo 6 e l’Allegato B, mediante i quali "una serie di dispositivi precedentemente muniti di soli decreti di approvazione viene considerata omologata per tutti i fini previsti dal decreto". Tutto ruota attorno a un quesito: esistono le prove tecniche che quei misuratori della velocità siano omologati? Da questo "dubbio", la denuncia-querela.
Oggetto del contendere, come spesso accaduto negli ultimi anni, è la differenza tra 'approvazione' e 'omologazione' dei rilevatori: "Altvelox - si legge - chiede alla Procura di accertare se gli approfondimenti tecnici dichiarati negli atti ministeriali siano stati realmente eseguiti e se la conformità richiamata dall’art. 6 trovi riscontro in una effettiva istruttoria. L’esposto sottopone inoltre all’Autorità giudiziaria i possibili profili di falsità ideologica, le condotte connesse alla gestione degli accessi documentali, gli eventuali effetti patrimoniali derivanti dall’applicazione del decreto e ogni ulteriore qualificazione che dovesse emergere dalle indagini".
"Viene segnalato - prosegue la nota - anche un possibile sviamento del potere amministrativo. Il decreto, formalmente diretto a disciplinare le future procedure di omologazione, potrebbe avere prodotto una conversione generalizzata delle precedenti approvazioni in omologazioni, consentendo la prosecuzione dell’utilizzo di apparecchi che, sino all’entrata in vigore del provvedimento, risultavano privi dell’omologazione richiesta dall’art. 142, comma 6, del Codice della strada".
"Non chiediamo conclusioni anticipate né processi mediatici", ha concluso il Presidente di Altvelox, Gianantonio Sottile Cervini. "Chiediamo di conoscere gli atti, le prove e i responsabili delle valutazioni tecniche. Se i test esistono, devono essere acquisiti e verificati. Se non esistono, occorre accertare come sia stato possibile dichiarare omologati dispositivi precedentemente soltanto approvati".













