"Un mostro di oltre due metri, pesava mezzo quintale", siluro record catturato sul Garda. L'Apneista: "Preso in una zona in cui era poco presente, segnale preoccupante"
Nel corso della battuta sono stati catturati dieci siluri, tra cui un esemplare di oltre due metri di lunghezza. L'apneista Bertoloni: "Erano in branco e in caccia a soli cinque metri di profondità in un area dove la loro presenza era rara e le catture sporadiche"

ROVOLTELLA DEL GARDA. Dieci siluri pescati nel giro di poche ore, il più grande dei quali di oltre due metri e del peso di mezzo quintale e per di più pescato in una zona del lago di Garda non abitualmente frequentata dalla specie invasiva.
Questo il risultato di una battuta organizzata lo scorso fine settimana da alcuni amici tra cui il pescatore apneista Daniele Bertoloni, da sempre impegnato nella "lotta" al siluro (QUI ARTICOLO) e in diverse campagne di contenimento del grande predatore alloctono.
"In realtà non si trattava di una battuta di contenimento ufficiale - racconta Bertoloni - ma solamente un'uscita tra sei amici con tre gommoni: visto il danno che arreca questa specie all'ecosistema, ci concentriamo però esclusivamente sul siluro contro il quale siamo in prima linea, avendo la fortuna di avere i mezzi e l'esperienza per dare una mano concreta".
E alla fine ad essere catturati sono stati 10 siluri, tra cui quello che viene definito "un mostro" di circa 2 metri di lunghezza per 50 chili di peso, preso dall'apneista Roberto Cappalunga.
"La cosa davvero importante da raccontare - prosegue Bertoloni - è la mappa delle catture: due esemplari li abbiamo presi nel solito 'triangolo' tra Punta Grò e Sirmione, dove purtroppo la presenza della specie è ormai una certezza. Gli altri otto, compreso quello grande, li abbiamo trovati invece al largo di Rivoltella, sulla scarpata che guarda verso il Vò e questa è la vera notizia".
Questo perché, spiega l'apneista, la presenza del siluro in quell'area è sempre stata rara e le catture sporadiche. "Lo scorso sabato i siluri erano in branco e in caccia a soli cinque metri di profondità. È un segnale - conclude Bertoloni - chiarissimo e preoccupante: significa che ormai questi predatori hanno colonizzato anche la sponda bresciana del basso lago".












