Più di 500 posti vacanti nelle scuole trentine e avanzano gli effetti dell'inverno demografico, la Cisl: "Bene l'impegno sui concorsi ma serve confronto sugli organici"
La scuola trentina oggi si trova davanti a una criticità rilevante: sono 530 i posti vacanti, distribuiti tra scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, ma avanza l’inverno demografico. La segretaria generale della Cisl Scuola, Monica Bolognani: "Riconosciamo il grande impegno dell’Amministrazione provinciale sul tema dei concorsi sul sostegno e sulla primaria ma si prosegua lungo questo percorso. Urgente un ragionamento sugli organici per i prossimi anni"

TRENTO. Ci sono 530 posti vacanti tra scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. E avanzano anche gli effetti dell'inverno demografico. Per questo è urgente ragionare sugli organici. A riferirlo la Cisl. Il sindacato riconosce gli sforzi dell'amministrazione provinciale sui concorsi sul sostegno e sulla primaria (Qui articolo) ma chiede un confronto approfondito per dare risposte più strutturali a un settore che boccheggia e che affronta diverse sfide.
Nel dettaglio, i posti vacanti sono 215 nella scuola primaria, 76 nella secondaria di primo grado e 239 nella secondaria di secondo grado.
"Alle convocazioni in programma dal 13 al 17 luglio vengono tuttavia resi disponibili 330 posti: 215 per la primaria, 46 per la secondaria di primo grado e 69 per la secondaria di secondo grado, che in parte resteranno vacanti per carenza di docenti in alcune graduatorie", le parole di Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola. "Riconosciamo il grande impegno dell’Amministrazione provinciale nel bandire concorsi sul sostegno, a fronte della mancanza cronica di docenti specializzati nelle scuole. Questa carenza in molti casi ha inciso direttamente sulla continuità e sull'efficacia dell’inclusione scolastica degli studenti e delle studentesse con bisogni educativi speciali, fermo restando il valore del supporto degli assistenti educatori".
Nel corso dell’anno scolastico sono stati banditi due tipi di concorso, ordinario e straordinario. "L'obiettivo è di coprire il maggior numero possibile di posti vacanti", aggiunge Bolognani. "Auspichiamo che tale obiettivo possa essere raggiunto, almeno in larga parte, soprattutto negli Istituti comprensivi, dove le scoperture sul sostegno sono particolarmente significative. Riguardo alle procedure concorsuali di questo grado scolastico sono presenti docenti inseriti in più graduatorie: questo aumenta per loro le possibilità di ottenere un incarico, ma comporta anche uno scorrimento più rapido delle graduatorie".
Gran parte delle graduatorie concorsuali, infatti, si esaurisce con questa tornata di assunzioni. "Per questo chiediamo alla Provincia di proseguire con decisione nell’impegno di bandire nuovi concorsi, come previsto nell’Assestamento di Bilancio in discussione nei prossimi giorni in Consiglio provinciale, chiediamo attenzione particolare per le classi di concorso della scuola secondaria di primo e secondo grado che attendono da tempo una procedura dedicata. Tra le procedure attese rientrano anche quelle per i docenti di religione, per i quali l’ultimo concorso risale al 2018".
Non solo assunzioni. Preoccupa anche l’impatto della denatalità sull’intero sistema scolastico, una dinamica che incide a livello nazionale, così come in Trentino.
"Gli effetti sono già evidenti nella scuola dell’infanzia, dove si assume di meno per evitare possibili esuberi nell’anno successivo", evidenzia la Cisl. "Questo può determinare spostamenti di personale verso altre sedi, talvolta distanti dalla propria residenza e dai familiari di cui ci si prende cura. Nella scuola trentina per l’anno scolastico 2026/2027 sono stati registrati 32 docenti perdenti posto: 9 nella primaria, 17 nella secondaria di primo grado e 6 nella secondaria di secondo grado, ai quali è stata assegnata una nuova titolarità, se non rientrati in sede per via di qualche pensionamento o trasferimento".
Un dato che si aggiunge ai 34 docenti perdente posto dello scorso anno scolastico. "E nei prossimi anni la denatalità potrebbe produrre effetti sempre più ampi su tutti gli organici, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, coinvolgendo docenti, personale Ata, assistenti educatori, personale ausiliario e cuochi della scuola dell’infanzia".
Per questo il sindacato ritiene urgente urgente aprire un tavolo di confronto. "Prima politico e poi tecnico sui criteri con cui vengono determinati gli organici della scuola. Gli attuali parametri appaiono ormai inadeguati rispetto alle reali necessità degli studenti e delle studentesse, ai carichi di lavoro e alla crescente complessità del sistema scolastico. Serve un confronto concreto, capace di definire una via trentina che valorizzi la scuola e tutte le professionalità che operano quotidianamente", conclude Bolognani.












