"L'Ue è l'Hiroshima d'Europa". Anderlan contro tutti all'Europarlamento, dai vaccini all'immigrazione: "Manette e lavoro in cava per i responsabili della politica sul Covid"
Le parole di Jürgen Wirth Anderlan: “Per me l'Ue di oggi è l'Hiroshima d'Europa, il mattatoio dei popoli e delle culture, un colosso burocratico sull'orlo del collasso, popolato da burattini obbedienti incaricati di attuare il piano per distruggere la classe media. È una setta di negazionisti della biologia ed è stata il terreno fertile per il più grande crimine della storia recente della nostra patria”

BOLZANO. "Un mattatoio per i popoli d'Europa, un colosso burocratico gestito da burattini obbedienti e l'Hiroshima d'Europa". Sono parole forti quelle che ha usato il consigliere provinciale altoatesino Jürgen Wirth Anderlan, intervenuto a Strasburgo all'Europarlamento insieme a Gerald Hauser (FPÖ) e Marc Jongen (AfD), nei confronti dell'Unione Europea, criticata aspramente nel suo discorso.
Nel suo intervento di mercoledì scorso, 8 luglio, Anderlan ha esordito parlando delle politiche adottate in relazione al coronavirus, che ha descritto come il "punto di partenza per l'espansione di uno stato di sorveglianza capillare".
Con l'Unione Europea che, a detta di Anderlan, "si sta trasformando sempre più in un apparato di potere centralizzato che, con il pretesto della tutela del clima, del controllo della pandemia e della lotta alla disinformazione, sta invadendo progressivamente le libertà civili dei cittadini". Ad essere citato come esempio è stato poi il "recente sistema di monitoraggio delle chat".
“Per me l'Ue di oggi è l'Hiroshima d'Europa – ha dichiarato Wirth Anderlan – ed è il mattatoio dei popoli e delle culture europee, un colosso burocratico sull'orlo del collasso, popolato da burattini obbedienti incaricati di attuare il piano per distruggere la classe media. È una setta di negazionisti della biologia ed è stata il terreno fertile per il più grande crimine della storia recente della nostra patria”.
Un altro punto toccato dall'ex comandante degli Shutzen è stato il riesame delle misure anti Covid, con Anderlan che ha accusato i responsabili politici di "essersi ostinati a mantenere restrizioni di vasta portata nonostante le prime indicazioni sulla limitata efficacia dei vaccini e le debolezze della strategia di test".
Avvalendosi di una cronologia delle misure anti-covid, Anderlan ha poi esposto le sue critiche, evidenziando quelle che a suo avviso sono state le "gravi conseguenze sociali ed economiche" dei lockdown, delle sospensioni dei lavoratori non vaccinati e delle restrizioni ai diritti fondamentali.
"Mi chiedo davvero: che cosa ci faccio qui? È tutto sul tavolo: i protocolli del Rki, l'Ema, l'Oms e molto altro. Ormai dovrebbero soltanto scattare le manette, arrivare i furgoni della polizia e le cave di pietra d'Europa sarebbero liete di accogliere nuova manodopera specializzata.".
In riferimento alla commissione d’inchiesta sul Covid attualmente al lavoro in Consiglio provinciale dell’Alto Adige, Wirth Anderlan ha poi ribadito la sua richiesta di un’analisi approfondita dei fatti: "Le scuse non bastano. I sospesi devono essere riabilitati, le multe relative al Covid devono essere rimborsate e le vittime dei danni da vaccino devono essere risarcite".
Wirth Anderlan ha poi usato parole dure anche in materia di politica migratoria, parlando di una "sostituzione etnica" dell'Europa e ha dichiarato: "Si tratta di una sostituzione della popolazione su larga scala sotto il pretesto del diritto d'asilo. Poiché le persone che stanno dietro a tutto questo sono esse stesse prive di cultura e di identità, ritengono che tutte le culture e tutte le identità debbano scomparire".
In conclusione, Wirth Anderlan ha sottolineato che la "libertà di opinione, l'autodeterminazione e la conservazione della struttura etnica dell'Europa rappresentano le basi per il futuro del continente".
Ha inoltre ribadito la propria richiesta di perseguire penalmente i responsabili della politica adottata durante la pandemia: "Per i responsabili di questi crimini devono scattare le manette e devono finire a spaccare pietre nelle cave".












