Tragici recuperi, escursionisti attaccati dai cani da guardiania e chiamate per salvare chi è impreparato: Ferragosto "di fuoco" per il Soccorso Alpino con oltre 250 interventi
Il "record" appartiene al Trentino, dove le chiamate d'emergenza in 48 ore sono state complessivamente 32, venti delle quali il giorno di Ferragosto e 12 domenica, una in più rispetto al Piemonte, la più grande regione d'Italia per estensione, mentre in Veneto sono stati 25 gli "allarmi". Ventitré (23) sono state le operazioni che hanno visto protagonisti i tecnici del Cnsas sul territorio lombardo, 19 quelle svolte in Alto Adige e 18 quelle andate in scena nel territorio del Friuli Venezia Giulia

TRENTO. Oltre 250 interventi in due giorni, quelli di Ferragosto e di domenica 16 agosto, sparsi lungo tutta la Penisola.
E' stato un fine settimana estremamente impegnativo per i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Italiano, chiamati ad operare negli ambiti più disparati per aiutare alpinisti, escursionisti, forristi e ciclisti in difficoltà, causa incidenti, malori o difficoltà varie (in diversi casi anche per scarsa conoscenza del territorio, abbigliamento non adeguato e pianificazione errata dell'escursione) in ambienti montani e impervi.
Il "record" appartiene al Trentino, dove le chiamate d'emergenza in 48 ore sono state complessivamente 32, venti delle quali il giorno di Ferragosto e 12 domenica, una in più rispetto al Piemonte, la più grande regione d'Italia per estensione (e quella che solitamente, nei report di fine anno, fa segnare il maggior numero d'interventi effettuati), mentre in Veneto sono stati 25 gli "allarmi".
Ventitré (23) sono state le operazioni che hanno visto protagonisti i tecnici del Cnsas sul territorio lombardo, 19 quelle svolte in Alto Adige e 18 quelle andate in scena nel territorio del Friuli Venezia Giulia.
Tra gli interventi più complessi vi è certamente quello effettuato in Alto Adige, sul Pix Starlex, sopra l'abitato di Tubre, in Val Monastero, dove il 42enne Gustav Wiesler ha perso la vita durante la discesa dalla vetta dopo essere stato colpito da un fulmine (Qui articolo).
In Veneto i soccorritori hanno prima cercato a lungo e poi recuperato il corpo senza vita dell'escursionista Luigi De Silvestro: il 79enne era disperso dalla giornata di sabato ed è stato ritrovato domenica. Fatale, per lui, una caduta di diverse decine di metri (Qui articolo).
Un altro intervento rilevante è stato quello compiuto sabato, in Val di Zoldo, dai tecnici bellunesi, accorsi per salvare alcuni escursionisti che erano stati attaccati da alcuni cani da guardiania (Qui articolo): due di loro sono stati feriti alle mani e alle gambe e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.
In Trentino, invece, una donna di 39 anni è stata salvata dopo essere rimasta appesa nel vuoto in Val di Fassa (Qui articolo), mentre un complicatissimo e lunghissimo intervento è stato necessario per trarre in salvo un forrista infortunato in Valsugana, con i tecnici che hanno lavorato sino all'1.30 per recuperare l'uomo rimasto bloccato per ore e l'amico che si trovava con lui (Qui articolo).
Tante le operazioni effettuate anche in Friuli Venezia Giulia, dove l'operazione più significativa è il salvataggio di due escursioniste bolognesi, sorprese prima dalla pioggia e poi da un forte temporale con fulmini a quota 1.900 metri: una era scivolata procurandosi un trauma cranico, l'altra versava in evidente stato d'ipotermia (Qui articolo).


















