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Belluno
05 maggio | 10:34

"La montagna non è una palestra all'aperto", in un anno quasi 500 interventi del soccorso alpino per persone illese ma in difficoltà: "Servono più rispetto e consapevolezza"

Presentati alcuni dati sull'attività del soccorso alpino del Veneto nel 2025: ancora in crescita gli interventi di soccorso che arrivano a quota 1.199, in più dei 40% dei casi per recuperare persone illese ma in difficoltà

di Redazione

BELLUNO. Aumentano i soccorsi in montagna e cresce la preoccupazione per la superficialità e la scarsa preparazione di chi si porta in quota tra turisti, escursionisti e frequentatori delle terre alte

 

Questo quanto emerge dal resoconto delle attività del soccorso alpino del Veneto nel 2025: "L'attività operativa svolta nel corso del 2025 dagli organici del Cnsas Veneto in stretta sinergia operativa con le Centrali operative del Suem 118 della Regione del Veneto (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) - si legge - ha superato nuovamente la soglia fatidica dei 1.000 interventi, infatti 1.354 sono le persone soccorse nel corso di 1.199 interventi, che confermano il trend in crescita degli ultimi anni. Gli interventi fatti sono prevalentemente di natura sanitaria (1.337), ma in 17 casi il Sasv è stato chiamato ad intervenire in supporto alla Protezione Civile Regionale e Nazionale".

 

Come per i 4 anni precedenti, il numero delle persone soccorse supera le 1.200 unità, confermando un trend in aumento verso la frequentazione massiva delle terre alte: "Purtroppo - scrive il soccorso alpino - questa frequentazione poco formata e informata di persone, che affrontano la montagna senza preparazione fisica, né tantomeno tecnica e/o con attrezzatura non adeguata, ha contribuito all'aumento degli incidenti ma anche, alle richieste di aiuto per situazioni di pericolo venutesi a creare".

 

L'identikit della persona soccorsa nel 2025 sulle montagne venete? Uomo (lo è nel 67% dei casi), italiano (74%), tra i 20 e i 30 anni (18%), impegnato in attività di escursionismo (52%) dove incorre in un incidente legato a cadute, inciampi o scivolate (22%). 

 

Oltre agli interventi di soccorso su infortunati, nel 2025 si sono registrati 71 eventi di ricerca con 79 persone soccorse, ovvero quegli interventi che riguardano persone la cui scomparsa viene denunciata dai familiari tipicamente verso sera quando la persona risulta non rientrata a casa.

 

"L'elicottero - riprende il comunicato - è ormai parte integrante e fondamentale del moderno soccorso alpino; la percentuale di intervento del mezzo aereo ormai si è attestata attorno al 40/45% circa e varia sia dall’orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, in base alle condizioni atmosferiche del momento. La formazione poi, rappresenta la parte più qualificante della nostra attività poiché è l’aspetto determinante per la sicurezza dei soccorritori stessi e delle persone soccorse, sulla quale si gioca la nostra credibilità rispetto alle istituzioni che andiamo a surrogare negli interventi sanitari e non, in ambiente ostile e impervio ed anche antropizzato. I dati sono anche nel 2025 estremamente significativi, sono stati eseguiti complessivamente 1.614 eventi formativi, con una presenza di complessivi 15.811 volontari ed una presenza media di 9,8 volontari per evento eseguito". 

 

Nel dettaglio si riportano alcuni dati significativi e caratterizzanti la nostra attività: il 41.37% circa degli interventi riguarda persone illese, mentre un ulteriore 45,22% riguarda i codici sanitari meno gravi (1 e 2) percentuali che indicano, soprattutto per la prima, la percezione della presenza del Soccorso alpino sul territorio quale struttura attivabile anche per evitare di mettersi in situazioni di peggior pericolo, inoltre vi sono i casi più gravi, identificati con codice rosso (3) che si attestano al 2,7%.

 

"I dati dell’attività 2025 confermano anche nel nostro territorio delle Dolomiti Bellunesi, un trend ormai consolidato - spiega Michele Titton, Delegato Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi -: cresce il numero delle persone che frequentano la montagna, cresce il numero degli interventi, ma cresce soprattutto la necessità di una maggiore consapevolezza e responsabilità da parte degli utenti. La montagna non è una palestra all’aperto né un ambiente privo di rischi. Troppo spesso ci troviamo a intervenire per situazioni che potevano essere evitate con una preparazione adeguata, una corretta pianificazione dell’escursione e l’utilizzo di attrezzatura idonea. Una parte significativa dei soccorsi riguarda persone illese ma in difficoltà, a dimostrazione di scelte sbagliate o sottovalutazione dell’ambiente. Di fronte a questi numeri, voglio sottolineare l’impegno straordinario dei volontari del Soccorso Alpino: uomini e donne altamente formati che, gratuitamente, mettono competenze, tempo e passione al servizio della collettività. Solo nel 2025 sono state dedicate migliaia di ore agli interventi e alla formazione, per garantire un soccorso sempre più efficace e sicuro. Il nostro obiettivo non è solo intervenire, ma soprattutto prevenire. Per questo riteniamo fondamentale investire sempre di più nella cultura della sicurezza in montagna, nell’informazione degli escursionisti e nella collaborazione con istituzioni, scuole e operatori turistici. La montagna va vissuta e rispettata: conoscere i propri limiti, informarsi sulle condizioni meteo e dei percorsi, assicurarsi adeguatamente e adottare comportamenti responsabili significa tutelare la propria vita e rispettare il lavoro di chi, in caso di emergenza, è pronto a intervenire". 

 

Occorre sottolineare come il 96% delle persone soccorse non sia iscritto al Cai e/o non disponga di una propria assicurazione, a sottolineare che, nonostante gli oneri addebitati dalle varie regioni, sia molto diffusa da questa parte del versante alpino questo atteggiamento superficiale di non tutela e come occorra intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull’argomento, a tale proposito ne è un esempio il lieve aumento degli utenti che erano provvisti di assicurazione alternative tipo Dolomiti Emergency, che si attestano attorno al 0.5 % circa, dato in calo rispetto il 2024, come anche gli assicurati con il Cai, che si attestato al 3.5%, dato in linea rispetto al 2024.

 

"Rispetto alle attività coinvolte l'escursionismo si conferma come l’attività più coinvolta nei soccorsi con un 52.1%, ovviamente il dato è influenzato dal fatto che l'escursionismo è anche l'attività più diffusa ma dove si annidano anche i comportamenti più a rischio; infatti buona parte degli interventi è richiesto per motivi dovuti all'incapacità, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento; che testimonia, che la prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna, rappresentano una importantissima e fondamentale opportunità per far diminuire considerevolmente la propensione anche inconsapevole ad esporsi a dei rischi a volte fatali".

 

"Particolare evidenza merita l’impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica alla struttura; nel 2025 le varie attività del Soccorso hanno impiegato 115.093 ore/uomo, delle quali circa il 25% destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 75% oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra, mettendo così in luce un particolare di estrema importanza per l’efficacia e il successo dei nostri interventi ovvero che, per ogni “momento” dedicato al singolo intervento, ne vengono impegnati altri tre in termini di addestramento, preparazione/formazione". 

 

"La prevenzione quindi - conclude la nota - assume un rilievo fondamentale e in questo senso il Sasv nel 2025 si è speso per allargare una cultura della montagna promuovendo svariati eventi tra dimostrazioni ed eventi fieristici come pure lezioni e dimostrazioni nelle scuole, emettendo ben 567 comunicati stampa (con un archivio disponibile degli ultimi 20 anni) e aggiornando costantemente il sito internet istituzionale, inoltre si sono implementate le pagine Facebook relative al 'Soccorso Alpino e Speleologico Veneto' e 'Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi' per un totale di oltre 95.000 utenti che costantemente interagiscono con i nostri post (183 nel 2025), relativi ad attività operativa, informazioni sulla frequentazione della montagna in sicurezza, avvisi meteo e nivologici".

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