"Cani portati su passeggiate impegnative, stremati o esposti a situazioni di pericolo in montagna: chi paga i soccorsi?", Guglielmi: "Sanzioni ai padroni per evitare nuovi casi"
Interrogazione del consigliere provinciale ladino Luca Guglielmi: "La giunta dovrebbe approfondire il tema. Se non esistono sanzioni specifiche, forse andrebbero introdotte per scongiurare il diffondersi di certi episodi"

TRENTO. Ha fatto il giro del web la notizia dell'intervento di ieri, martedì 1 settembre, dei vigili del fuoco volontari di Canazei sul sentiero del Viel del Pan per recuperare e trasportare a valle in barella un grosso cane stremato che non era più in grado di proseguire con le proprie forze (qui l'articolo).
Proprio in questi giorni L'Altramontagna ha dedicato un approfondimento sul tema dei cani in montagna (qui l'articolo), e non è raro imbattersi in animali a quattro zampe in difficoltà su vari tipi di percorsi in quota.
Sul tema si è espresso anche il consigliere provinciale e regionale ladino Luca Guglielmi che ha depositato un'interrogazione per fare chiarezza sulle modalità con cui, ad oggi, è disciplinato il recupero, da parte dei mezzi e del personale di soccorso, degli animali che gli escursionisti portano con sé durante passeggiate impegnative o in luoghi particolarmente impervi.
"Il cane soccorso dai pompieri di Canazei - scrive il consigliere Guglielmi partendo dal caso specifico - risulterebbe essere un bulldog inglese, razza nota per il respiro affannoso. Un quadrupede quindi non propriamente indicato per le passeggiate impegnative. Quanto accaduto, da una parte dimostra ancora una volta il profondo spirito di servizio dei nostri volontari, dall'altra mette in luce una nuova fattispecie: la richiesta di intervento per un animale".
"Se da anni- prosegue - ci si interroga sull'appropriatezza di multe per escursionisti poco preparati che richiedono l'intervento d'emergenza per stanchezza o per impossibilità fisica non traumatica nel completare l'escursione; questo fatto non dovrebbe dividere l'opinione pubblica tra favorevoli e contrari. Qualche settimana fa Opes Cinofilia evidenziava come: 'Se il cane non ci chiede di fare questa attività, perché portarlo in contesti così proibitivi se non per vezzo personale? Come esseri umani dotati di libero arbitrio, decidiamo se accettare o meno rischi oggettivi e soggettivi e ci assumiamo la responsabilità delle nostre scelte. Il cane questo libero arbitrio non ce l'ha'".
Da qui la richiesta alla giunta di sapere se "esistano sanzioni per interventi di recupero animali come quello descritto" e "se non ritenga di approfondire il tema per scongiurare il diffondersi di questa pratica".














