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Trento
02 agosto | 06:00

Sanità nel caos digitale: sistemi in tilt, i cittadini pagano i disagi. L’Asuit sceglie il silenzio, Tonina: “Serve una soluzione”. Il personale: “Qui è sempre peggio”

Nei prossimi giorni l'assessore Mario Tonina si confronterà con il dg Antonio Ferro per capire quello che sta accadendo ai sistemi informatici dell'azienda sanitaria. Ad oggi continua a mancare una spiegazione chiara e complessiva dei disservizi. Al di là dei singoli comunicati relativi ai diversi servizi e delle scuse rivolte ai cittadini, da più parti è stata avanzata la richiesta che qualcuno si assuma la responsabilità di quanto avvenuto

Sanità nel caos digitale: sistemi in tilt, i cittadini pagano i disagi

TRENTO. Quello che sta avvenendo all'interno dell'Azienda sanitaria di Trento non può più essere circoscritto ad un problema solamente tecnico. E' una situazione che sta investendo evidentemente la gestione della sanità pubblica e il diritto dei cittadini ad avere risposte.

 

Negli ultimi tre giorni di questa settimana abbiamo avuto il sistema informatico dell'azienda che è andato ripetutamente in tilt. In un primo momento abbiamo avuto problemi ai punti prelievi (Qui l'articolo). Poi alle radiologie e ancora i rallentamenti ai sistemi dei pronto soccorsi (Qui l'articolo). Il tutto con conseguenze sui cittadini, in parte limitate grazie alla professionalità del personale sanitario ormai esasperato.

 

Eppure, mentre i disservizi si ripetono da mesi, dall'Azienda sanitaria continua a mancare una spiegazione chiara ai cittadini lasciando spazio solo ed unicamente allo scontro politico. Sulle cause dei continui malfunzionamenti e sui tempi necessari perché questi finiscano tutti sembrano sapere poco.

 

Per fare chiarezza e raccontare ai cittadini cosa stia realmente accadendo al sistema informatico dell'Azienda sanitaria, il Dolomiti ha chiesto di parlare con Alessandro Bazziga, direttore del Dipartimento Tecnologie e Trasformazione Digitale dell'Azienda sanitaria.

 

Un'intervista che non si farà perché il direttore generale Antonio Ferro non l'ha autorizzata. Una scelta, ancora una volta, che può sicuramente alimentare nuovi interrogativi. Per quale motivo non spiegare in modo chiaro quello che sta accadendo? Per quale motivo non parlare di quali sono le criticità che potranno ancora esserci nel processo di trasformazione digitale dell'Asuit?

 

“Io spero prima di tutto che ci si renda conto in Azienda che i disservizi possono succedere ma bisogna trovare una soluzione” ha spiegato a il Dolomiti l'assessore provinciale alla Salute, Mario Tonina, sottolineando anche l'importanza “di un'adeguata comunicazione per far comprendere ai cittadini quello che sta accadendo”.

 

Nei prossimi giorni ci sarà un incontro anche con il direttore generale dell'Asuit Antonio Ferro. “Sarà lui che dovrà raccogliere gli elementi, attraverso i suoi dirigenti che hanno le competenze in questi campi, per illustrare cosa è successo”.

Le conseguenze, intanto, sono state sotto gli occhi di tutti. Cittadini costretti a rinunciare ai prelievi e a tornare a casa, pronto soccorso chiamati a gestire ulteriori disagi, operatori sanitari lasciati a fronteggiare l'emergenza senza informazioni tempestive mentre cresce l'esasperazione del personale. Una situazione che sta andando avanti da mesi.

 

“Qui nessuno dice nulla. Ci troviamo da un momento all'altro con il sistema che non va. Come è possibile lavorare in una situazione del genere? Siamo pochi, la pressione del lavoro è tanta e ci viene complicata la vita con i disservizi informatici. Ormai ha poco senso anche parlarne perché nessuno ci ascolta” dice a il Dolomiti un sanitario.

 

A confermare il disagio dei dipendenti dell'Azienda sanitaria anche Cesare Hoffer di Nursing Up Trento. “Gli operatori già sono sotto pressione per il lavoro e si continuano a trovare davanti complicazioni derivanti da questi sistemi informatici. Quando sono stati adottati c'è stato uno scarso confronto con il personale. Si sarebbe potuta fare una qualche sperimentazione per capire come andava ed invece oggi ci troviamo in questa situazione che rischia di peggioare anche le liste di attesa”. E ancora: “Se questi sistemi non funzionano come dovrebbero per quale motivo si continuano ad usare? Non sarebbe meglio modificarli o cambiarli?”

 

Non è la prima volta che si verificano criticità informatiche che compromettono l’operatività dei punti prelievo, arrivando in alcuni casi fino alla sospensione del servizio. A queste problematiche si aggiungono già in passato blocchi gestionali riscontrati nei pronto soccorso, senza dimenticare le difficoltà registrate al cup nel dicembre scorso che avevano portato addirittura l'assessore Mario Tonina a pensare alle dimissioni dicendo "Mi assumo le mie responsabilità”.

 

Da Antonio Ferro, direttore generale e quindi responsabile delle varie strutture dell'Asuit, fino ad oggi non è mai arrivata una assunzione di responsabilità nonostante da più parti sia stata chiesta. Più volte, invece, si è vista la difesa nei suoi confronti del governatore Maurizio Fugatti.

 

Oggi quello che si chiede è di fare chiarezza e raccontare ai cittadini in modo trasparente cosa stia succedendo. Potrebbe essere un primo importante passo per l'Asuit, nata da 8 mesi e già fin troppo volte finita al centro della bufera, per recuperare fiducia e credibilità.

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