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Trento
29 agosto | 06:00

Sanità trentina in tilt, gli operatori: "Scendiamo in piazza, continue difficoltà". Tonina: "Ho dato la mia disponibilità a partecipare. Pronto ad incontrarli”

L'assessore Mario Tonina già nei giorni scorsi aveva dato la propria disponibilità a partecipare alla manifestazione dell'1 settembre. Spiega a il Dolomiti di essere pronto in quella occasione ad incontrare i promotori della mobilitazione unitaria per la sanità trentina "per un confronto e per trovare la soluzione migliore ai problemi che ci sono". Dai sindacati, intanto, aumenta la pressione perché si arrivi ad un cambio di governance dell'Asuit

Sanità trentina in tilt, gli operatori: "Scendiamo in piazza, continue difficoltà"

TRENTO. “Così non possiamo andare avanti. Siamo ormai al limite della sopportazione. E con noi anche i tanti cittadini che si trovano con continui disservizi”. Le parole sono quelle che ci arrivano da un sanitario che ha chiesto di rimanere anonimo. Uno dei tanti che martedì prossimo 1 settembre prenderà parte alla mobilitazione unitaria della sanità Trentina

 

I problemi sono tanti e mercoledì 27 agosto, appena 48 ore fa, si è verificato un ulteriore blocco al sistema informatico. “Per curare le persone – ci spiega ancora il sanitario – abbiamo bisogno di dati in tempo reale, di conoscere la situazione immediatamente. Questo come può avvenire se un giorno si o l'altro anche ci sono problemi?”

 

Dai medici agli infermieri la misura ormai è colma. E' bene ricordare che il Regolamento Ue 2017/745  considera come dispositivi medici anche i software (inclusi quelli dei sistemi informatici ospedalieri) destinati a gestire, elaborare o monitorare informazioni per scopi diagnostici o terapeutici. L'integrità, l'esattezza e la tempestività dei dati sanitari sono quindi requisiti non negoziabili per diagnosi corrette.

 

Ed è proprio per questo che martedì prossimo, primo settembre, a Trento ci sarà la mobilitazione unitaria della sanità trentina promossa da Anaao Assomed, Fp Cgil, Cimo Fesmed, Cisl Fp, Fenalt, Nursing Up, Uil fp. Saranno presenti anche la consulta per la salute e altre associazioni di malati. 

 

Una manifestazione alla quale anche l'assessore alla Salute Mario Tonina ha dato disponibilità di partecipare. “Ho dato la mia disponibilità a partecipare perché comprendo le problematiche. Sono pronto a ricevere i rappresentanti di chi parteciperà a questo evento nell'ottica di un confronto e di risolvere assieme i problemi che ci sono nel migliore dei modi senza risolvere problemi”.  Dopo quanto è successo, spiega ancora l'assessore "i disguidi e le difficoltà legate al sistema informatico hanno creato non pochi problemi, sia al personale sia ai pazienti. È stata una situazione molto pesante. Proprio per questo, considerando che non c’è mai stata una mobilitazione così forte, credo sia necessario rispettare e comprenderne le ragioni. Allo stesso tempo, è importante riconoscere anche le criticità che io già conosco direttamente e sulle quali sono intervenuto con fermezza. Le comprendo e ne riconosco la gravità".

 

Dal canto loro i sindacati e le associazioni sono sul piede di guerra. La richiesta è quella di un cambio della governance dell'azienda sanitaria

 

“Da mesi i continui tilt informatici rallentano i percorsi di cura, aggravano il carico di lavoro degli operatori e mettono in difficoltà gli utenti. Non è un episodio isolato: i blocchi ripetuti del sistema Sio nei Pronto Soccorso di tutta la provincia si trascinano ormai da mesi, con ricadute dirette su tempi di attesa e sicurezza delle cure, mentre Cup, prelievi, radiologia e centro oncologico continuano a subire rallentamenti che raccontano la fragilità di un'infrastruttura digitale mai davvero messa in sicurezza” è stato spiegato in una nota condivisa dai promotori della mobilitazione. 
 
Il 27 agosto sono stati registrati ulteriori problemi informatici, l'ennesima conferma che il problema è strutturale e non più rinviabile. Secondo le informazioni che siamo riusciti ad avere si è trattato di un rallentamento del vecchio sistema operativo ospedaliero di circa 30 minuti con alcuni utenti che non riuscivano a collegarsi a causa di alcune problematiche legate a sistemi esterni. Tutta la sanità trentina ne subisce le ricadute, dai reparti alle famiglie che ogni giorno si affidano al servizio pubblico. 

 

Ma non solo. “A tutto questo – viene spiegato dai promotori - si aggiunge un problema che non può più essere derubricato a fatto di cronaca: le aggressioni al personale sanitario sono in aumento, e l'Azienda non ha ancora dato risposte strutturali. Servono protocolli di prevenzione reali, presidi di sicurezza adeguati e un sostegno concreto a chi le subisce, non solo dichiarazioni di solidarietà dopo ogni episodio”.

 

Dito puntato, poi, anche sull'assenza di una “regia politica chiara su Asuit”. “Non si capisce a quale mandato politico risponda l'Azienda, e la Provincia interviene quasi sempre dopo che le polemiche sono già esplose. C'è una carenza cronica di organico che nessun piano di assunzioni ha ancora affrontato in modo credibile. Ci sono contratti firmati che restano più teorici che reali, e un age management che in un comparto dove l'età media cresce ogni anno semplicemente non esiste”.

 

La richiesta è quella di una governance chiara, un piano organico strutturale, investimenti veri sulle persone prima che sulla tecnologia, e protocolli concreti contro le aggressioni al personale. “La salute dei cittadini e la dignità di chi lavora non possono aspettare. La sanità è un diritto, non può restare ostaggio dei disservizi” concludono le associazioni.

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