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Trento
23 luglio | 13:20

Liste d'attesa, il Trentino ultimo per prime visite. Demagri: "Per l'Asuit ogni giorno brutte figure. Da mesi Tonina ci rassicura che la situazione migliorerà ma è un disastro"

La consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, commenta i dati diffusi da Agenas: "L'assessore Tonina dimostri discontinuità nei fatti e non solo a parole e accolga queste soluzioni tecniche e metta al centro del sistema il fattore 'tempo' come diritto universale del cittadino. Se la sanità pubblica cessa di essere tempestiva, cessa di essere pubblica, trasformandosi in un servizio d'élite per chi può permettersi di pagare il privato. La politica trentina ha il dovere di invertire questa rotta subito, prima che il danno diventi irreversibile"

TRENTO. "La direzione dell'azienda sanitaria di Trento inanella ogni giorno brutte figure, ma è impossibile scindere la parte tecnica da quella politica: l'una è complementare all'altra". Così Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia. Il tema è quello dei dati sulle liste d'attesa, una nota dolentissima della sanità trentina. "Se la politica dà l'indirizzo, l'azienda applica persone e processi per raggiungere gli obiettivi. A parole, quindi, l'assessore Mario Tonina ci rassicura da mesi che migliorerà la situazione. Non è chiaro se si tratti di una sua percezione personale o di semplici dichiarazioni di facciata; sta di fatto che l'azienda dopo i recenti crash informatici e i caos legati alle prenotazioni, causati dalla sostituzione del sistema giudicato da chi lo usa meno agile, più complicato e decisamente meno performante si scontra con una realtà trasparente: il Trentino è all'ultimo posto in termini di liste d'attesa e prenotazioni".

 

I dati del monitoraggio nazionale del primo semestre, diffusi da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), fotografano "una realtà inequivocabile: la gestione delle liste d'attesa in Trentino è un vero e proprio disastro", spiega la consigliera provinciale di Casa Autonomia. "Questo sistema di comparazione e confronto oggettivo è fondamentale, se non altro per sgomberare una volta per tutte il campo dalla propaganda di chi continua a sostenere, contro ogni evidenza, che la situazione sia migliore rispetto all'anno scorso. Ci auguriamo che l’assessore Tonina prenda atto di questi numeri e che in Aula non si debbano più ascoltare gli interventi difensivi di qualche Consigliere di maggioranza, che tenta di giustificare ogni inefficienza scaricando la colpa sul periodo Covid, come se le altre Regioni italiane non fossero state duramente colpite dalla medesima pandemia".

 

L'assessore Mario Tonina ha spiegato che il Trentino paga "i problemi informatici" degli scorsi mesi (Qui articolo). "Situazione disastrosainutile arrampicarsi sugli specchi. Così è difficile difendere l'Autonomia", il commento del Partito Democratico con Paolo Zanella e Francesca Parolari (Qui articolo) mentre i sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono le dimissioni del dg Antonio Ferro oppure che la Provincia intervenga con decisione per cambiare i vertici: "L'Asuit è incapace di costruire soluzioni concrete" (Qui articolo).

 

Il report di Agenas accende nuovamente i riflettori sulla situazione complessa che attraversa la sanità trentina.

 

"I dati ufficiali, purtroppo, confermano la percezione quotidiana del cittadino: quella di una sanità regredita nella sua capacità di dare risposte tempestive", prosegue Demagri. "Per la persona comune, il metro di giudizio dell'efficacia e dell'efficienza del servizio non è l'esito finale dell'intervento, della visita o di un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale. Il cittadino misura la qualità della sanità pubblica su un dato concreto e immediato: il tempo di attesa per una prestazione. Questa percezione non si può modificare senza azioni concrete per ridurre drasticamente i tempi. E dobbiamo farlo per ragioni precise e inderogabili: garantire diagnosi precoci per intercettare le patologie in tempo, gestire la cronicità, i monitoraggi, tutelare la salute psicologica dei pazienti messi in ansia dall'attesa, e frenare la fuga verso il privato".

 

Il privato "deve essere un supporto complementare, ma oggi purtroppo colma un enorme vuoto strutturale: diventa l'unico risolutore di problemi in capo alla sanità pubblica. Il declino della sanità trentina non è legato alle capacità cliniche e professionali dei nostri sanitari, che restano eccellenti, ma a un collasso organizzativo. E' evidente che sia necessario lavorare sull’appropriatezza prescrittiva, ma bisogna farlo comprendendo la realtà: i medici di medicina generale si trovano spesso 'accerchiati' dall'ansia di pazienti che hanno la necessità assoluta di risposte rapide per poter procedere con le terapie".

 

L'Asuit "non può prendere in giro gli utenti rassicurandoli sul rispetto dei tempi previsti dalle classi di priorità (3, 15, 30 giorni) quando i posti reali non ci sono", evidenzia Demagri. "Attualmente, quando l'operatore del Cup non trova posto, l'impegnativa viene scaricata in un 'contenitore/box di transito'. La palla passa così ai referenti del Cup aziendali, che si trovano in mano montagne di richieste bloccate. Al cittadino viene detto 'verrà chiamato entro i giorni indicati', ma di fatto la sua richiesta finisce in un mare magnum da cui non si sa se e quando emergerà. Questo meccanismo di galleggiamento va abolito: servono agende aperte e trasparenti, non scatole nere dove nascondere i ritardi. E' auspicabile rivedere l'accordo contrattuale con i medici sumaisti. Non può funzionare che le disponibilità delle giornate di visita vengano comunicate di mese in mese, rendendo impossibile qualsiasi seria programmazione".

 

La richiesta di Casa Autonomia è di un netto cambio di passo del sistema pubblico e di una modifica dell'assetto. "Chiediamo alla politica un impegno contrattuale nuovo che comprenda le disponibilità delle agende che dovranno essere garantite con una programmazione di almeno 6 mesi", continua Demagri. "Solo così il Cup può pianificare e offrire risposte certe e stabili nel tempo. Il fallimento della politica in tema di salute è oggi certificato dai dati nazionali di Agenas e l'attuale Giunta non può più nascondersi dietro la comoda scusa dell'eredità della pandemia. La difesa d'ufficio del passato non serve a ridurre le liste d'attesa, serve solo a prolungare il calvario dei trentini. Se poi si vuole estirpare il problema alla radice, è necessario sollevare dagli incarichi chi ha dimostrato di non saperli portare avanti".

 

L'assessore Tonina "dimostri discontinuità nei fatti e non solo a parole e accolga queste soluzioni tecniche e metta al centro del sistema il fattore 'tempo' come diritto universale del cittadino. Se la sanità pubblica cessa di essere tempestiva, cessa di essere pubblica, trasformandosi in un servizio d'élite per chi può permettersi di pagare il privato. La politica trentina ha il dovere di invertire questa rotta subito, prima che il danno diventi irreversibile", conclude Demagri.

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