"Inaccettabile che Ferro non lasci parlare Bazziga con il Dolomiti", Demagri: "Un silenzio che non tutela la trasparenza ma la elude. Una fiducia ormai annullata"
La consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, sulla mancata autorizzazione all'intervista di Bazziga a il Dolomiti: "Questo atteggiamento, che porta la firma del direttore generale Ferro, è inaccettabile. E' la conferma definitiva che la fiducia nei suoi confronti già profondamente compromessa oggi può dirsi annullata. Un bravo manager risponde alle domande, non le evita. Un bravo manager non aspetta nemmeno che gli vengano poste: anticipa, chiarisce, assume responsabilità"

TRENTO. "E' un silenzio selettivo, che non tutela la trasparenza ma la elude". A intervenire è Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia. "Quella di questi giorni non è affatto un'eccezione: l'Asuit da tempo si appella a un regolamento interno utilizzato in modo estensivo e discutibile e così evita di far rilasciare interviste e di spiegare ai trentini che cosa accada realmente".
Negli ultimi giorni si è assistito al tilt ripetuto del sistema informatico dell'azienda. In un primo momento ci sono stati problemi ai punti prelievi (Qui l'articolo). Poi alle radiologie e ancora i rallentamenti ai sistemi dei pronto soccorsi (Qui l'articolo). Il tutto con conseguenze sui cittadini, in parte limitate grazie alla professionalità del personale sanitario ormai esasperato. Per due giorni il Dolomiti ha cercato di parlare con Alessandro Bazziga, direttore del Dipartimento Tecnologie e Trasformazione Digitale dell'Azienda sanitaria per avere risposte e comunicare ai cittadini cosa accade e quanto Asuit sia impegnata nel risolvere i problemi e ridurre al minimo i disagi perché quando le cose vanno storte è proprio il momento più importante di comunicare e tenere un filo con la comunità. Non è andata così perché il direttore generale Antonio Ferro non l'ha autorizzata (Qui articolo).
"Una decisione che non tutela la trasparenza ma la elude", aggiunge Demagri. "Perché mentre l’Azienda tace verso l’esterno, è invece molto solerte nel cercare di individuare chi, tra i propri dipendenti, ha il coraggio di denunciare ciò che non funziona e di raccontare la verità. Un paradosso che dice molto più di qualsiasi comunicato ufficiale. Ricordiamo in questo senso l'intervista della a professionista rilasciata alle telecamere".
Una serie di problemi che hanno portato a numerose reazioni delle opposizioni ma anche dei sindacati. Le parti sociali hanno chiesto che qualcuno dei vertici dell'Asuit si assume le responsabilità. Intanto il niet sull'intervista per le spiegazioni del caso.
"Questo atteggiamento, che porta la firma del direttore generale Ferro, è semplicemente inaccettabile. Non è solo una mancanza di comunicazione ma la conferma definitiva che la fiducia nei suoi confronti già profondamente compromessa oggi può dirsi annullata", prosegue Demagri. "Un bravo manager risponde alle domande, non le evita. Un bravo manager non aspetta nemmeno che gli vengano poste: anticipa, chiarisce, assume responsabilità. Un manager responsabile non ricorre a metafore improbabili per autocelebrarsi, né si nasconde dietro formule rituali che non spiegano nulla e non risolvono nulla".
L'operato di Ferro è stato difeso, anche durante la discussione dell'assestamento di bilancio, dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti (Qui articolo).
"E allora, per non ascoltare l’ennesima 'seconda solfa del benzinaio', meglio il silenzio. Ma quel silenzio, oggi, non è neutro: è un silenzio-assenso che conferma l’esistenza di problemi gravi dentro l’Azienda sanitaria e un’incapacità gestionale che non può più essere ignorata. Quando chi guida un sistema complesso sceglie di non parlare, non sta proteggendo l’istituzione: sta proteggendo se stesso", conclude Demagri.














