"Una via per Clara Marchetto", e si riaccende lo scontro. Onda: "Simbolo di antifascismo e Autonomia". FdI: "Figura controversa, la storia non è mai stata chiarita fino in fondo"
La proposta di Onda di intitolare una via a Clara Marchetto è approdata in Commissione urbanistica del Comune di Trento e ha trovato la condivisione di maggioranza e opposizione, con l’eccezione di Marco Sembenotti (FdI). Bortolotti (Onda): "Un riconoscimento che delinea un campo di valori nel quale chi vive in Trentino può riconoscersi". Sembenotti: "Penso che la storia non sia mai stata chiarita bene, se non con finalità politiche"

TRENTO. Dopo le polemiche dei mesi scorsi in Consiglio Regionale si torna a discutere di Clara Marchetto, questa volta in Commissione consiliare per l’urbanistica e i lavori pubblici del Comune di Trento.
Il motivo? Ancora una volta le letture sulla figura dell’autonomista trentina: da una parte Onda, che ha proposto di intitolarle una via perché Marchetto racchiude “tre valori particolarmente rappresentativi per il nostro territorio: il ruolo delle donne nelle istituzioni, l’antifascismo e l’Autonomia”, con l'idea che ha incontrato la condivisione di maggioranza e opposizione. Dall'altra il consigliere Marco Sembenotti di Fratelli d’Italia che sul tema ha frenato: “Parliamo di una figura sicuramente divisiva ma anche controversa” e che chiede “un approfondimento storico, e non solo politico, puntuale e che indaghi ogni aspetto della vicenda”.
Un copione, almeno politicamente, che ricorda quanto accaduto nei mesi scorsi in Consiglio regionale sia in occasione della riabilitazione di Marchetto (QUI ARTICOLO) che dell'intitolazione della sala di rappresentanza della Regione (QUI ARTICOLO). Nel primo caso Francesca Gerosa (FdI) aveva richiamato gli aspetti controversi della vicenda, chiedendo prudenza rispetto a una riabilitazione della figura di Marchetto: la mozione era stata poi votata e approvata per punti separati, con Fratelli d’Italia contrario ad alcuni passaggi.
La vicenda aveva portato poi ad una mozione di sfiducia nei confronti di Gerosa da parte dei consiglieri provinciali di minoranza che aveva indotto, in sede di votazione, ad una spaccatura della maggioranza: Lega e Patt, infatti, avevano deciso di astenersi e non opporsi alla mozione, “salvando” Gerosa ma prendendone le distanze (QUI ARTICOLO).
E come detto, qualche mese dopo il nome di Marchetto arriva dunque a Palazzo Thun, con la proposta di Onda prevedeva inizialmente di sostituire l’attuale denominazione di via del Lavoro e della Scienza, alle Albere e che, dopo il confronto in Commissione, ha visto l’ipotesi virare sull’area della rotonda all’incrocio tra via Roberto da Sanseverino e Corso delle Arti e della Scienza.
Ma prima di entrare nell'alveo del dibattito, e della diversità do vedute tra Fratelli d'Italia e gli altri membri della commissione, è utile ripercorrere la vicenda storica di Clara Marchetto. Nata a Pieve Tesino nel 1911, dopo aver lavorato come maestra si trasferì a Genova con il marito Giusto Gubitta. Nel 1940 venne condannata all'ergastolo per spionaggio dal tribunale speciale fascista, venendo liberata dagli Alleati nel 1944. Rientrata in Trentino fu attivista dell'Asar, organizzazione antesignana del Patt, e fu eletta in consiglio regionale nel 1948, ma non poté assumere il mandato perché la condanna risultava ancora valida. Nel febbraio del 1949 viene nuovamente condotta in carcere, poiché nel '44 era stata rimessa in libertà non legalmente dagli Alleati. Dopo anni tra Austria, Tunisia e Francia - dove lavorò come traduttrice e insegnante - solo nel 1972 ottenne il condono della pena e morì dieci anni dopo in Francia.
Tornando alla proposta di intitolazione della via a Clara Marchetto, a spiegarne le motivazioni è la stessa consigliera Giulia Bortolotti che a il Dolomiti dichiara: “Ci è sembrato interessante, anche alla luce della precedente discussione in Consiglio regionale, proporre l’intitolazione di una via a Clara Marchetto, una figura che racchiude tre valori particolarmente rappresentativi per il nostro territorio: quello di una donna eletta in Consiglio regionale che non poté assumere il mandato a causa della condanna del tribunale fascista, quello dell’antifascismo e quello dell’Autonomia”
La sua figura, sottolinea Bortolotti, è stata riabilitata ed è stata inoltre oggetto di studi da parte del Museo Storico Trentino. E nel testo della proposta viene poi specificato come il riconoscimento istituzionale della figura di Clara Marchetto non si esaurisca nell'atto di riabilitazione, ma si inserisca in un percorso più ampio promosso dal Consiglio Regionale. Tra le iniziative già avviate si annoverano: l’intitolazione a suo nome della Sala di Rappresentanza della Regione, l’installazione di una targa commemorativa nella sede consiliare di Trento e la promozione e la pubblicazione di uno studio scientifico e biografico dedicato alla sua opera.
“La proposta – specifica – è quindi quella di inserirla tra le possibili figure a cui intitolare una via, che abbiamo anche individuato: quella della rotonda all’incrocio tra via Roberto da Sanseverino e Corso delle Arti e della Scienza. Va osservato anche che le intitolazioni di vie a donne sono ancora molto poche rispetto a quelle dedicate agli uomini e oltre a questo sarebbe anche un modo per ribadire i diritti costituzionali e i valori dell’Autonomia, che in questo momento storico vanno riaffermati e soprattutto compresi dalla comunità trentina, che forse se li sta lasciando un po’ sfuggire di mano, senza comprendere fino in fondo le ragioni storiche che hanno portato all’accordo De Gasperi-Gruber. Sarà anche un atto simbolico, ma delinea sicuramente un campo di valori nel quale chi vive in Trentino può riconoscersi”.
E se l'intitolazione è stata condivisa dai membri di maggioranza e opposizione, a levare una voce contraria è stato come detto Marco Sembenotti di Fratelli d'Italia che ha messo il punto interrogativo sulla vicenda, specificando come prima di dare il nome di Marchetto ad una strada cittadina servirebbe un ulteriore passaggio sul terreno storico.
"A mio avviso parliamo di una figura sicuramente divisiva ma anche controversa – spiega a il Dolomiti – dal momento che esistono versioni secondo cui è stata una vittima e un personaggio maltrattato dal regime fascista, ma esistono anche spiegazioni e testimonianze che vanno in senso opposto e che affermano che abbia effettivamente tradito la patria, riprendendo la condanna per aver trafugato informazioni relative alla corazzata Littorio, mettendo a repentaglio la vita di molti militari”.
A questo punto gli chiediamo, anche alla luce della recente riabilitazione di Clara Marchetto, di approfondire la sua posizione.
“Penso che la storia non sia mai stata chiarita bene se non con finalità politiche: non me la sento quindi – chiosa – di andare in una direzione o nell'altra, ma auspico invece approfondimenti ulteriori per comprendere questi punti controversi, anche se è normale che a distanza di tanti anni non sia facile. Insomma, prima di lanciarsi in atti che hanno solo un sapore politico, in una direzione o nell'altra, sarebbe utile proseguire un approfondimento storico puntuale che indaghi ogni aspetto della vicenda. Solo per questo motivo nella discussione non mi sono sentito di prendere posizione positivamente sulla proposta di assegnazione del nome della via".


















