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Trento
05 ottobre | 19:57

Ddl carenze formative, botta e risposta nel centrodestra. Forza Italia contraria con Cia, FdI replica: “Prima le norme, poi gli attacchi agli alleati di maggioranza”

La discussione è nata intorno al Ddl 75 – il disegno di legge sulle carenze formative – promosso dall'assessora all'Istruzione Francesca Gerosa. In una conferenza stampa oggi Claudio Cia (Forza Italia) ha ribadito la sua contrarietà ed è ben presto arrivata la risposta di Maurizio Freschi, responsabile del dipartimento istruzione del partito di Giorgia Meloni

Ddl carenze formative, botta e risposta nel centrodestra
di Redazione

TRENTO. Botta e riposta interno al centrodestra sul ddl carenze formative tra Fratelli d'Italia e Forza Italia.

 

Mentre si avvicina infatti il ritorno in aula del disegno di legge 75 – promosso dall'assessora provinciale all'Istruzione Francesca Gerosa – il consigliere di FI Claudio Cia (entrato tra le fila degli azzurri dopo la sua esperienza proprio in FdI) ribadisce la sua contrarietà al documento, e dal partito di Giorgia Meloni il responsabile del dipartimento istruzione, Maurizio Freschi, replica alle critiche: “Su una materia complessa come la scuola, il confronto meriterebbe maggior approfondimento e maggior rigore normativo”.

 

Il disegno di legge sul recupero delle carenze formative per il secondo ciclo d'istruzione tornerà domani – dopo una nuova fase d'ascolto della dirigenza scolastica aperta negli scorsi mesi da Gerosa – nell'aula del Consiglio provinciale, dove la norma è al centro di un duro scontro caratterizzato dal forte ostruzionismo delle minoranze.

 

Contrario però, come detto, è anche l'unico esponente di Forza Italia in Consiglio provinciale, che ha organizzato oggi (5 ottobre) una conferenza stampa proprio per presentare una serie di criticità – riunite in nove punti – individuate nella riforma. Tra queste il recupero delle carenze, che secondo l'esponente di FI diverrebbe in pratica solo biennale, oltre ai nodi legati alla valutazione delle capacità relazionali e alla modalità di personalizzazione del percorso di recupero.

 

Punti ai quali Freschi, poche ore dopo, ha risposto in una nota: “Le dichiarazioni odierne di esponenti di Forza Italia sul Ddl 75 – ha scritto – nel corso di una conferenza stampa organizzata solo poche ore prima del previsto confronto di maggioranza, lasciano emergere più di una perplessità sulla ricostruzione normativa posta alla base delle contestazioni. Quando si interviene su un tema delicato come la valutazione degli studenti, sarebbe opportuno partire almeno da ciò che le norme effettivamente prevedono”.

 

Per l'esponente di FdI infatti “parlare di recupero delle carenze 'solo biennale' restituisce un'immagine distorta del disegno di legge. Il Ddl organizza il percorso in due cicli biennali, ma prevede espressamente un recupero progressivo, valutazioni annuali, piani individuali, attività personalizzate o individualizzate e un monitoraggio continuo dello studente”.

 

Rispetto a un sistema delle carenze, continua Freschi, già oggi disciplinato dalla normativa provinciale: “Il Ddl interviene per modificarne organizzazione, tempi e modalità, non per inventare un istituto che oggi non esiste”.

 

“Altrettanto approssimativa – precisa poi il responsabile istruzione di FdI – appare l'affermazione secondo cui la capacità relazionale diventerebbe 'ancora pià importante delle materie curricolari'. Il testo del Ddl afferma invece che essa concorre al giudizio finale 'al pari delle discipline curricolari'. Per l'accesso all'esame di maturità, inoltre, la Provincia non sta attribuendo arbitrariamente una posizione privilegiata alla capacità relazionale: sta armonizzando la propria disciplina con la normativa nazionale sul comportamento, che prevede la non ammissione con una valutazione inferiore a sei”.

 

Sempre da un esponente Forza Italia, continua Freschi, recentemente sarebbero arrivate dichiarazioni per ribadire come la Provincia “avrebbe autonomia primaria in materia di istruzione”. “Purtroppo per lui – continua – lo Statuto speciale dice altro: per l'istruzione elementare e secondaria la competenza provinciale è secondaria o concorrente. Sono invece altre le materie di competenza primaria, tra queste la scuola dell'infanzia e la formazione professionale. Si può naturalmente avere opinioni contrarie al Ddl 75 e proporre soluzioni diverse, ma una posizione politica diventa credibile quando si confronta con ciò che il testo realmente dispone e con il quadro normativo vigente”.

 

In definitiva, chiude l'esponete di FdI: “Su una materia complessa come la scuola, il confronto meriterebbe maggiore approfondimento e, soprattutto, maggiore rigore normativo. Forse la fretta di ricavarsi uno spazio di visibilità o di attaccare l’assessore e Fratelli d’Italia non ha giovato alla precisione delle osservazioni mosse. Su una riforma che riguarda direttamente il percorso scolastico degli studenti ci si dovrebbe aspettare qualcosa di più di una conferenza stampa convocata sull’approssimazione: prima le norme, poi gli attacchi agli alleati di maggioranza”.

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