Consenso a scuola, Gerosa in difficoltà e allora arriva il Ministro Valditara, che parla a il Dolomiti: "Polemiche strumentali. Difendiamo la serenità dei nostri bimbi"
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha deciso intervenire per rispondere alle contestazioni arrivate da più parti e per difendere l'impianto della normativa: "Francamente la legge è molto chiara, così come la circolare ministeriale. Rispetto al passato abbiamo certamente un cambiamento importante. Non possono essere insegnate teorie relative al gender"

TRENTO. Non c'è pace per la scuola trentina. E la polemica s'infiamma ulteriormente.
La consigliera provinciale di Casa Autonomia Paola Demagri ha chiesto al presidente Fugatti di togliere le deleghe all'assessora Francesca Gerosa (Qui articolo), che ha affidato la propria risposta ad un post sui propri canali ufficiali (Qui articolo), addossando di fatto tutte le colpe ad "una persona" che opera all'interno di Asuit.
E, intanto, la titolare dell'assessorato provinciale all'istruzione, sempre più in difficoltà, ha chiesto allora aiuto al ministro Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha deciso di intervenire sulle pagine de il Dolomiti per respingere le contestazioni e difendere l’impianto della normativa.
Al centro del confronto, il recepimento delle nuove disposizioni da parte della Provincia e la circolare inviata dal Dipartimento istruzione. Dal mondo della scuola, dai sindacati, dai consultori e dall'ordine delle Ostetriche sono arrivate diverse criticità e preoccupazioni sull'applicazione della normativa. "Sottrarre ai ragazzi e alle ragazze percorsi strutturati di educazione all’affettività, alle relazioni sane, alla sessualità, significa privarli del diritto costituzionale alla prevenzione", è stato spiegato. Dubbi sono stati sollevati sulle procedure e sulle attività educative che riguardano la sessualità e le tematiche di genere tanto da portare alcune scuole a sospendere i progetti in essere anche con l'Azienda sanitaria in attesa di chiarimenti.
"Queste polemiche le trovo ampiamente strumentali e ho letto anche di iniziative irresponsabili", ha spiegato il ministro Valditara. "Francamente la legge è molto chiara, così come la circolare ministeriale. Immagino - continua - che anche quella firmata da Gerosa ne rispecchi i contenuti: la normativa, del resto, è precisa nei suoi principi e nelle sue disposizioni".
Nessuna problematica, precisa il Ministero, per tutto quello che è scritto nei programmi scolastici, nelle indicazioni ministeriali e nelle linee guida dell'educazione civica. La distinzione è tra i contenuti previsti dai programmi scolastici, che possono essere affrontati senza richiedere il consenso informato delle famiglie, e le attività che esulano da quei programmi, per le quali il consenso diventa necessario. L'educazione sessuale in senso biologico è obbligatoria per tutti.
"Rispetto al passato – chiarisce il Ministro dell’Istruzione e del Merito – abbiamo certamente un cambiamento importante. Per esempio, non possono essere insegnate teorie relative alla identità di genere senza il consenso dei genitori e in ogni caso non alle primarie. Difendiamo la libertà educativa delle famiglie, la trasparenza nella informazione ai genitori e la serenità dei nostri bimbi. Non riteniamo opportuno che a bimbi di 6 anni si insegni che potrebbero sentirsi né maschi né femmine o tutte e due le cose insieme".
Valditara risponde anche a chi ha sollevato problematiche legate all'organizzazione. "Non c'è nulla da organizzare", spiega il ministro. "C'è solamente che se si affrontano certe tematiche che fuoriescono dai programmi scolastici – spiega - serve chiedere il consenso ai genitori. E se i genitori non sono d'accordo non manderanno i loro figli a frequentare quella attività".
Un punto fondamentale nella nuova normativa riguarda la verifica dell'autorevolezza e le competenze degli esperti che interverranno nelle scuole, oltre ad esplicitare anche il programma che verrà trattato in maniera dettagliata.
"Certamente bisogna verificare la qualità dei formatori, questo sì. Noi non vogliamo – continua Valditara – che ci siano personaggi improvvisati che magari con i soldi dei contribuenti pretendano di indottrinare i giovani. La scuola deve, sotto la propria responsabilità, verificare la professionalità scientifica dei formatori. Chi ha acquisito nel tempo professionalità serie non ha dunque nulla da temere".
Il Ministro respinge infine anche le criticità sollevate da alcuni sulla predisposizione delle ore alternative e la necessità di risorse. "La scuola – conclude - deve mettere a disposizione attività alternative come già avviene in altre situazioni. Non c'è alcun problema di risorse".


















