Scuola, scontro politico in Trentino sul consenso informato. Demagri attacca Gerosa: "L'unica azione politica seria è toglierle le deleghe"
La consigliera provinciale di Casa Autonomia esprime "profondo sdegno" per l’operato dell'assessorato e per "queste scelte retrograde". L'appello: "È il momento di far sentire la propria voce, di scendere in piazza e di difendere il diritto ad un'educazione libera, scientifica e rispettosa della dignità di ogni persona”

TRENTO. "Le ultime decisioni e direttive dell’assessora Gerosa rappresentano l’ennesima ingerenza e un vero e proprio diktat calato dall’alto, frutto di un’impostazione centralista e ideologica che non appartiene alla storia e alla cultura d’autonomia della Provincia Autonoma di Trento". La consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, interviene sulle polemiche di questi giorni scoppiate nelle scuole con l'applicazione anche in Trentino della legge Valditara sul consenso informato e sull'educazione alla sessualità e all'affettività.
"Intervengo – spiega la consigliera - con profonda preoccupazione, ma soprattutto nel rispetto di un’etica professionale, culturale e civile che da sempre guida la mia azione politica e il mio impegno per questa comunità. Il recente e ingiustificato blocco dei progetti di educazione affettiva e sessuale nelle scuole trentine, unito all’applicazione pedissequa e acritica delle direttive ministeriali, segna il superamento di un limite non più tollerabile. Sulla scuola e sulla tutela della salute delle giovani generazioni stiamo rasentando l’intollerabile".
La consigliera autonomista punta il dito sulla Provincia che ha deciso di "importare e imporre logiche nazionaliste ed estremiste. Assistiamo – continua - a un continuo inasprimento e alla circoscrizione della libertà di pensiero e d’insegnamento, con interventi limitativi che mortificano la professionalità e le competenze che tanti operatori, sanitari e docenti, hanno costruito in anni di studio e di attività sul campo. È un’attitudine oscurantista che assomiglia sempre più alle uscite e alle posizioni dell’onorevole Vannacci, del tutto distanti dall'equilibrio e dallo spirito di servizio di cui il Trentino ha bisogno".
Demagri esprime "profondo sdegno" per l’operato dell'assessorato e per “queste scelte retrograde". "Non sorprende – spiega - che persino tra gli iscritti di quel partito ci sia chi inizia a sfilarsi: oltre alle questioni interne di metodo, che non mi riguardano, credo sono forse queste prese di posizione estremiste a creare sgomento. Ciò che mi capacita ancor meno è il silenzio complice e l'impassibilità delle liste civiche e delle forze territoriali di centrodestra in Consiglio provinciale: non basta ‘gufare’ nei corridoi o bisbigliare il proprio malcontento nei banchi dell'aula, servono atti di responsabilità e prese di posizione chiare per fermare questa deriva”.
Difronte all'allarme lanciato nelle scorse ore anche dall'Ordine delle Ostetriche (QUI L'ARTICOLO), all'agitazione delle rappresentanze del personale sanitario, dei consultori e degli ordini professionali, conclude Demagri "diciamo chiaramente che l’unica azione politica seria da compiere per tutelare la scuola e i nostri giovani è una sola: togliere le deleghe all’assessora Gerosa. L'appello finale va ai giovani, alle ragazze e ai ragazzi, alle famiglie e a tutti i cittadini: la libertà di scegliere e di crescere in modo consapevole passa attraverso la libertà del sapere e dell'informazione. È il momento di far sentire la propria voce, di scendere in piazza e di difendere il diritto ad un'educazione libera, scientifica e rispettosa della dignità di ogni persona".














