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Trento
11 ottobre | 09:56

Affettività e sessualità, stop ai progetti nelle scuole? Le ostetriche contro la Pat: "Così si lascia una generazione senza strumenti per proteggere la propria salute"

L'Ordine delle Ostetriche, con la presidente Serena Migno, parla di una “scelta dannosa in termini di salute pubblica” anche per lo screditamento delle competenze professionali ostetriche

Affettività e sessualità, stop ai progetti nelle scuole?

TRENTO. “Sottrarre ai ragazzi e alle ragazze percorsi strutturati di educazione all’affettività, alle relazioni sane, alla sessualità, significa privarli del diritto costituzionale alla prevenzione (infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate, genitorialità consapevole, accesso agli screening e vaccinazioni) alla promozione della salute e intesa come benessere globale.  Sospendere questi progetti disperde il vantaggio strategico della prevenzione primaria, lasciando gli adolescenti soli e privi di punti di riferimento scientificamente autorevoli in una fase cruciale della loro crescita, esponendoli al rischio di disinformazione”. L'Ordine della Professione Ostetrica e Ostetrico esprime profonda preoccupazione e fermo dissenso in merito alla recente sospensione dei progetti di educazione all’affettività e alla sessualità, già da anni presenti nelle scuole medie e superiori, a seguito delle disposizioni attuative della legge 104 “Valditara” emanate dalla Pat.

 

Nonostante le rassicurazioni dell’assessora Gerosa, nelle scuole resta alta la preoccupazione. Sono infatti diverse le criticità sollevate dopo la circolare del Dipartimento Istruzione della Pat, che continuano ad alimentare dubbi e timori tra il personale scolastico.

 

L'Ordine delle Ostetriche, con la presidente Serena Migno, parla di una “scelta dannosa in termini di salute pubblica” anche per lo screditamento delle competenze professionali ostetriche. 

 

“Questa decisione – viene spiegato - mette inaccettabilmente in dubbio competenze intrinseche al profilo professionale dell’Ostetrica/o riconosciuta come professionista sanitaria dedicata alla tutela della salute riproduttiva, sessuale e relazionale della persona e della collettività. Riteniamo pertanto lesivo della professione la valutazione dei curricula delle ostetriche da parte del Consiglio dei Docenti come indicato dalle disposizioni attuative”. 

 

C'è poi una svalutazione dei servizi socio sanitari. “L’ostetrica – continua l'Oridine - è professionista capace  di lavorare in efficace sinergia nell’equipe con altre figure professionali quali assistenti sociali e psicologhe/i, coinvolte negli interventi educativi in materia di relazioni sane, affettività e sessualità. Censurare l'intervento di professionisti abilitati e formati significa svalutare il ruolo dei servizi socio-sanitari e dei consultori che hanno come mandato l’affiancare la persona, la coppia, la famiglia, i gruppi e la scuola nell'educazione alla salute e al benessere globale”.

 

L'Ordine della Professione Ostetrica rivolge un forte appello alla Provincia Autonoma di Trento affinché “venga riaperto un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte rispettoso dei ruoli affinché si possa tempestivamente rimettere al centro il benessere delle nuove generazioni, garantendo loro il diritto a una crescita consapevole, ad una tutela della loro salute e della collettività” conclude la presidente Serena Migno.

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