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Trento
17 ottobre | 17:51

Gli insegnanti “bocciano” il consenso informato: “Ricaduta negativa su tutta la nostra comunità, la scuola che vogliamo non è questa”

In una lettera aperta, 84 docenti dell'Istituto Martino Martini di Mezzolombardo (l'elenco è in divenire) hanno detto “no” al provvedimento normativo: “I progetti di educazione sessuale e all'affettività – scrivono – proprio per il loro valore imprescindibile nella crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, non possono essere ostacolati da vincoli che rischiano di comprometterne la qualità e l'efficacia”

Foto archivio
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TRENTO. “La scuola che vogliamo non è questa”. È netta la presa di posizione che arriva da un numeroso gruppo di docenti dell'Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, in una lettera aperta sottoscritta da 84 insegnanti per dire “no” alle norme in materia di consenso informato preventivo. La questione sta da tempo facendo discutere all'interno del sistema dell'istruzione trentino, dove l'impianto normativo proposto dal ministro Valditara è stato recepito nonostante l'autonomia scolastica, portando a una modifica legata alla partecipazione degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado alle attività extra-curricolari o di ampliamento dell'offerta formativa riguardanti la sessualità.

 

In particolare, a partire dall'anno scolastico 2026/2027 le scuole dovranno innanzitutto aggiornare il Patto educativo di corresponsabilità, indicando le procedure attraverso le quali sarà acquisito il consenso. Prima che uno studente minorenne possa partecipare a una delle attività interessate dalla legge – quelle legate, dunque, all'educazione alla sessualità – sarà necessario il consenso scritto dei genitori. Per gli studenti maggiorenni sarà invece richiesto il consenso dello studente stesso. A loro volta le scuole dovranno mettere a disposizione, preventivamente o contestualmente, il materiale didattico che intendono utilizzare – indicando peraltro per iscritto finalità, obiettivi, contenuti, argomenti e modalità di svolgimento dell'attività.

 

Come anticipato, nelle scorse settimane si era già discusso ampiamente del tema, tra rischi di un maggior aggravio dal punto di vista burocratico per le scuole e tensioni emerse tra l'assessorato all'Istruzione e Asuit – che cura diversi dei progetti di educazione alla sessualità in Provincia.

 

In primis però i docenti e le docenti del Martino Martini guardano al merito della questione, specificando come il nuovo strumento porti alla formazione di “barriere anziché alleanze” tra scuola e famiglia, alimentando la diffidenza e “scaricando sulle famiglie il peso di scelte che incidono su tutta la comunità educante e non solo sui propri figli”. Nella lettera si riporta poi come a essere penalizzati sarebbero “le ragazze e i ragazzi più fragili”; i meccanismi del consenso e del silenzio/dissenso, dicono infatti gli insegnanti, rischiano “di escludere proprio chi avrebbe maggiore bisogno di occasioni formative e di confronto”.

 

Il tutto, continuano i docenti, compromettendo “la qualità degli interventi” e mortificando “la professionalità degli esperti e delle esperte” con cui i docenti e gli istituti collaborano ormai da anni – tra i quali, appunto, operatori e operatrici dei consultori.

 

“I progetti di educazione sessuale e all'affettività – si conclude la lettera aperta – proprio per il loro valore imprescindibile nella crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, non possono essere ostacolati da vincoli che rischiano di comprometterne la qualità e l'efficacia”.

 

Di seguito l'intervento integrale e le firme dei docenti e delle docenti dell'Istituto Martino Martini.

 

"Care famiglie, cari studenti e care studentesse,

 

il 29 settembre scorso, attraverso una circolare inviata dal Dipartimento che ne recepisce in toto il dispositivo, è entrata in vigore anche in Trentino la Legge 9 giugno 2026, n. 104, recante Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico.

Per le scuole secondarie di primo e secondo grado, la legge introduce specifiche procedure di informazione preventiva e acquisizione del consenso informato da parte dei genitori per tutte le attività extracurricolari e di ampliamento dell’offerta formativa su temi attinenti all’ambito della sessualità, con conseguenti adempimenti organizzativi e burocratici: documentazione da predisporre, materiali da rendere disponibili, gestione delle adesioni e delle non adesioni secondo il principio del silenzio/dissenso e, nei casi previsti, organizzazione di attività alternative.

Riteniamo che questo strumento presenti criticità tali da rendere difficile promuovere e realizzare con la necessaria serenità ed efficacia i progetti di educazione sessuo-affettiva e alla relazione di genere. In sintesi questi gli effetti prodotti dall’introduzione dell’obbligo del consenso informato:
- si creano barriere anziché alleanze. Il dialogo, l’informazione e la condivisione delle responsabilità educative tra scuola e famiglia fanno già parte della relazione educativa e del patto educativo di corresponsabilità. Ulteriori procedure finiscono per alimentare la diffidenza e indebolire la fiducia reciproca, scaricando sulle famiglie il peso di scelte che incidono su tutta la comunità educante e non solo sui propri figli. La legittima richiesta di maggiore trasparenza da parte delle famiglie, insomma, non può passare da questa strada;
- si penalizzano le ragazze e i ragazzi più fragili. Il meccanismo del consenso e del silenzio/dissenso rischia di escludere proprio chi avrebbe maggiore bisogno di occasioni formative e di confronto. Se la partecipazione dipende da procedure che possono non essere comprese, seguite o adempiute da tutte le famiglie, il rischio è che le disuguaglianze educative aumentino. Una simile conseguenza contrasta con il mandato costituzionale della scuola: garantire a tutte e a tutti il diritto all’istruzione e pari opportunità di crescita.
- si compromette la qualità degli interventi. L’educazione sessuo-affettiva e alla relazione di genere affronta temi fondamentali per la crescita, il rispetto reciproco e la prevenzione del bullismo e della violenza. Per essere efficace, richiede continuità, competenza e un clima di fiducia e collaborazione, condizioni che procedure complesse e un contesto di diffidenza rischiano di compromettere;
- si mortifica la professionalità degli esperti e delle esperte. La condivisione preventiva dei materiali, se separata dal contesto e dalle modalità con cui vengono utilizzati, non restituisce necessariamente il significato pedagogico degli interventi e rischia di sminuire il lavoro dei professionisti e delle professioniste con cui collaboriamo da anni, tra cui gli operatori e le operatrici dei consultori;
- si aumenta il carico burocratico. La predisposizione della documentazione, la condivisione preventiva dei materiali, la gestione delle adesioni e delle non adesioni e, nei casi previsti, l’organizzazione di attività alternative sottraggono tempo ed energie al lavoro educativo e didattico, risolvendosi in un appesantimento burocratico per famiglie, docenti e personale amministrativo.

Per tutti questi motivi, e in solidarietà ai consultori e a tutti i professionisti e tutte le professioniste che collaborano da anni con le scuole, esprimiamo il nostro fermo dissenso a questo provvedimento normativo. L’obbligo del consenso informato ha una ricaduta negativa su tutta la nostra comunità scolastica, estromettendo di fatto gli studenti e i docenti da quel dialogo educativo che ha bisogno di fiducia e libertà per essere praticato. I progetti di educazione sessuale e all’affettività, proprio per il loro valore imprescindibile nella crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, non possono essere ostacolati da vincoli che rischiano di comprometterne la qualità e l’efficacia.

La scuola che vogliamo non è questa.

 

In fede,

i docenti e le docenti dell’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo".

(in ordine alfabetico, elenco in divenire)

 

Paolo Aldighieri

Agnese Astuti
Stefano Bacchi
Monica Bagozzi
Luca Barbieri
Romina Basei
Alberto Bevilacqua
Marzia Bonadiman
Caterina Bonapace
Demelza Brendolise
Maurizio Brugnara
Alessia Brunetti
Maria Cristina Calabrese
Enrico Capraro
Tania Caroli
Elisabetta Cattivelli
Rosaria Claudione
Jessica Cologna
Petra Comai
Veronica Cont
Maria Krott
Monica Dal Corso
Francesca Dalbosco
Veronica Dalla Torre
Stefania Dalpiaz
Stefano De Carlo
Sergio Deflorian
Maria Antonietta Del Dot
Annalisa Dematté
Camila Demattè
Angela Donini
Massimo Eccher
Fabiano Erlicher
Elena Fiale
Raffaele Foffa
Catherine Fogli
Maria Giovanna Franch
Annamaria Francipane
Antonella Franzoi
Luca Gaddo
Roberto Gentile
Paola Giampiccolo
Mafalda Giorgianni
Laura Guerra
Matteo Ianes
Jacopo Laurino
Paulo Lima
Gloria Luchi
Chiara Maruzzo
Mirko Melchiorri
Riccarda Michelotti
Gloria Moresco
Valentina Moser
Angelica Mottes
Michela Nanut
Andrea Nardelli
Patrizia Nardin
Damiana Onorino
Michela Pagliacci
Elena Pagliaro
Federico Palmulli
Margherita Paoli
Eleonora Pennucci
Alhena Piazzi
Lorenzo Postai
Carissa Prosperi
Giada Rambaldi
Katiuscia Ranalli
Sonia Rizzolli
Nadia Rossi
Angela Sartori
Giovanna Simonini
Valeria Spolaore
Maurizio Tancredi
Gianluca Tanel
Claudio Tenaglia
Costanza Tenaglia
Marina Termine
Elena Tomasi
Alessia Tonoli
Roberto Tranquillini
Elisa Viola
Susan Wyndham
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