Stop a gite e attività, preoccupazione per le disdette e le prenotazioni che stentano dai musei ai teatri: "C'è anche una questione occupazionale indiretta"
Dal Mart alla Fondazione Museo Civico di Rovereto, dal Muse al Castello del Buonconsiglio fino a Centro servizi culturali Santa Chiara, il Coordinamento teatrale trentino e il teatro S. Marco: prime avvisaglie e ripercussioni dettate dalla protesta dei docenti

TRENTO. Disdette nei poli museali e della cultura. Dal Mart al Centro servizi culturali Santa Chiara, si propaga l'effetto della protesta dei docenti. Niente gite e niente attività extra? Soffrono l'indotto e la filiera collegata all'offerta didattica.
Tutti i principali enti del Trentino hanno ormai strutturato svariate proposte e percorsi laboratoriali pensate e riservate alle scolaresche ma quest'anno, complici le tensioni sindacali e scolastiche, le prenotazioni stentano e arrivano disdette.
Il Mart non nasconde "preoccupazione per le cancellazioni che sono già arrivate negli ultimi giorni. L'intenzione è quella di raccordarci con gli altri poli museali del Trentino".
La protesta trentina si allarga e prende forza di giorno in giorno con i vari collegi docenti che si orientano progressivamente verso la sospensione di quanto esula dall’attività prettamente svolta nella scuola, quindi attività extra curricolari (esempio pianificare e partecipare a gite e uscite formative extra scolastiche) spesso riconosciute con incentivi irrisori ma che implicano un'assunzione di responsabilità e il rischio di trovarsi in situazioni altamente problematiche. Il contratto prevede la “disponibilità” verso queste attività non l’obbligatorietà e quindi i docenti intendono esercitare il diritto contrattuale di non dare la propria disponibilità.
"Monitoriamo con attenzione la situazione, manteniamo un dialogo costante con le docenti e i docenti, le scuole e con l’Assessorato", comunica il Muse. "A oggi le cancellazioni di visite e attività educative sono contenute, mentre l’andamento delle prenotazioni per il prosieguo dell’anno scolastico è in netto calo rispetto alla media. Il pubblico trentino rappresenta circa il 25% degli oltre 100.000 studenti e studentesse che ogni anno partecipano alle attività educative della rete del Museo delle scienze. Si tratta quindi di una componente fondamentale della nostra comunità, che diviene numericamente prevalente nelle sedi collocate nelle valli, dove la frequentazione è principalmente trentina. E' questa, al momento, la maggiore fonte di preoccupazione, che si tradurrà in un minor impatto del valore culturale del museo sul territorio".
Un ottobre caldo per il mondo scolastico con vari fronti aperti. La maggior parte degli studenti sembra inoltre schierarsi con gli insegnanti mentre ci sono le prime avvisaglie della protesta dei docenti (Qui articolo), ripercussioni che sono piuttosto trasversali e colpiscono principalmente Trento e Rovereto.
"Nell'ultimo mese abbiamo registrato un -10%, un calo abbastanza lieve in questo momento - spiega il Castello del Buonconsiglio - ma è chiaro che monitoriamo l'evoluzione della situazione e ci confrontiamo con le altre realtà e l'assessorato".
In questa fase "ci sono sicuramente meno prenotazioni rispetto alla media storica degli anni scorsi", commentano i vertici della Fondazione Museo Civico di Rovereto. "Inoltre alcune scuole, anche quelle abbonate, hanno disdetto la partecipazione a laboratori già prenotati in anticipo. Questa situazione ci preoccupa perché tocca diversi aspetti che non riguardano esclusivamente gli ingressi e i biglietti ma anche quelli legati alla promozione della cultura verso le giovani generazioni".
In difficoltà non ci sono solo i musei ma anche gli enti che offrono e allestiscono spettacoli per le scuole come il Centro servizi culturali Santa Chiara, il Coordinamento teatrale trentino e il teatro S. Marco.
"Ci sono state alcune cancellazioni e ci sono segnali di un rallentamento sulle prenotazioni: le richieste stentano a mettersi in moto rispetto al passato. Questo scenario emerge anche per il Coordinamento teatrale trentino e il teatro S. Marco che dispongono di un'altrettanta valida proposta", spiega Massimo Ongaro, direttore del Centro servizi culturali Santa Chiara. "L'offerta alle scuole costruita intorno a spettacoli, danza e teatro è un aspetto fondamentale del servizio che proponiamo ai giovani. E' un'esperienza che aggiunge elementi di conoscenza, analisi e approfondimento per la crescita e lo sviluppo delle persone".
Se il sipario non si alza, non resta chiuso solo il teatro. "Si parla anche del lavoro delle compagnie teatrali e dei tecnici. C'è una questione occupazionale, anche indiretta. Non entriamo nel merito della protesta ma l'auspicio è che si possa trovare rapidamente una soluzione per non generare ulteriori criticità", conclude Ongaro.













