Scuola, stop a gite e attività? Gli studenti si schierano con gli insegnanti e contro Gerosa: "Appoggiamo le loro ragioni". Nei musei piovono cancellazioni e il Mart trema
Tirati in ballo dall'assessora Francesca Gerosa ("I 'boicottaggi' che ricadono sugli studenti non sono in alcun modo affini alla strada che intendo intraprendere") gli studenti si schierano con i docenti, l'associazione Aula: "Non ci sentiamo ricattati oppure in ostaggio. Comprendiamo le ragioni degli insegnanti". Cancellate già molte attività didattiche e il Mart non nasconde "preoccupazione. Intendiamo raccordarci con gli altri poli museali"

TRENTO. "Non ci sentiamo ricattati oppure in ostaggio". A dirlo Lia Sartori, rappresentante legale di Aula, associazione studentesca del Trentino. "Comprendiamo le ragioni dei docenti: le scelte degli insegnanti sono legittime e condividiamo le loro rivendicazioni". A muoversi gli studenti dei licei scientifico Da Vinci e d'arte Vittoria ma non si escludono ulteriori manifestazioni a sostegno degli insegnanti. Intanto si registrano le cancellazioni delle attività didattiche nei poli museali, come per esempio al Mart, che riferisce di disdette, esprime una certa preoccupazione e segue attentamente l'evoluzione della situazione.
La componente studentesca tende quindi a schierarsi con i professori. La protesta dei docenti con l'ipotesi di stop a gite e uscite didattiche prende sempre più concretezza ma sembra trovare anche l'appoggio delle ragazze e dei ragazzi che siedono dietro i banchi e che vivono la quotidianità nelle aule e nei corridoi degli istituti. C'è una certa fibrillazione nel mondo scolastico. Dalla circolare sul consenso informato (Qui articolo) al disegno di legge in standby sulle carenze formative (Qui articolo), sono diversi i fronti caldi.
Un tema molto sentito è quello della sospensione delle gite e delle attività extra (Qui articolo). Una discussione che si collega al rinnovo del contratto ma che più in generale riguarda la valorizzazione della professione, sempre più svilita da incombenze e mansioni burocratiche che rendono marginale la didattica. Un carico di lavoro che va oltre le 18 o le 24 ore e che si deve districare tra circolari, documentazione e burocrazia che tolgono autonomia e centralità educativa dei docenti.
I sindacati percorrono la via negoziale, portano avanti le trattative e le istanze ai tavoli istituzionali mentre i docenti costituiscono gruppi spontanei di confronto per far emergere il malcontento e il disagio sempre più forte che si respira negli istituti trentini.
L'assessora ha cercato di spostare l'attenzione sugli studenti e sulle ripercussioni della luce rossa a gite e uscite extra didattiche. "Solo nelle sedi opportune, che non sono le pagine dei giornali, ci potrà essere un confronto serio, e intraprendere questa strada necessita di serenità, pur nella schiettezza del confronto che diventa ricchezza reciproca", il commento di Francesca Gerosa. "Invece 'boicottaggi' che ricadono sugli studenti non sono in alcun modo affini alla strada che intendo intraprendere, e l’auspicio è che i toni si plachino, nel comune interesse che tutti abbiamo: la scuola".
Ma studentesse e studenti sembrano aver scelto: i docenti. "E' stata una strumentalizzazione ma la nostra posizione è chiara: supportiamo gli insegnanti che si battono per il riconoscimento professionale", aggiunge Sartori. "Ci dispiace che molti compagni possano essere privati delle gite e delle uscite perché rappresentano un momento di valore formativo e didattico ma anche di socializzazione. Tuttavia siamo consapevoli della situazione: comprendiamo e condividiamo le ragioni dei docenti".
Gli studenti del Da Vinci e del Vittoria hanno già annunciato una manifestazione per sostenere gli insegnanti che hanno "stipendi troppo bassi rispetto al costo della vita e non vengono retribuiti in modo dignitoso per le ore extra e l'enorme responsabilità che assumono durante i viaggi. I docenti non hanno colpa del blocco: lottano per un diritto fondamentale. La realtà è che i professori usano le gite come mezzo per protestare e per farsi ascoltare dalla Provincia. A causa di questo meccanismo siamo proprio noi studenti a essere le prime vittime, privati di esperienze uniche che non torneranno mai più. Dobbiamo stare dalla loro parte e protestare insieme per il bene comune, proprio per sbloccare questa situazione. I professori si muovono già nelle assemblee ma da soli non bastano: serve il nostro appoggio. Dobbiamo fare rumore adesso".
La protesta potrebbe allargarsi nei prossimi giorni. "Vediamo con favore le prese di posizione di Da Vinci e Vittoria, siamo in contatto con i licei Prati, Scholl e Rosmini", aggiunge la legale rappresentante dell'associazione Aula. "Auspichiamo che ci possa essere ampia unitarietà in queste rivendicazioni. Un segnale che venga recepito dalle istituzioni: quest'anno c'è una rinuncia delle gite nella speranza che in futuro possano riprendere queste attività con più diritti e tutele per i docenti".
Queste sono un po' le settimane delle decisioni. "E' un momento cruciale perché è la fase di progettazione e approvazione, organizzazione e pianificazione dell'anno scolastico", commenta Maura Zini, presidente dell'associazione dei presidi del Trentino. "La presenza e la collaborazione dei docenti per le gite e le uscite è naturalmente fondamentale".
Si prospetta un po' un puzzle perché ogni Collegio docenti può valutare e propendere per la propria scelta. "I dirigenti prendono atto di quanto deciso dai docenti sulle eventuali limitazioni dei viaggi d'istruzione e delle attività. La situazione è complessa e molto dipende dalle risposte dell'amministrazione provinciale sul maggior riconoscimento e sulla valorizzazione professionale", conclude Zini.
Una questione che tocca i musei, le attività con le scuole e la didattica sono una componente importante nel corso dell'anno. Il Mart a il Dolomiti non nasconde "preoccupazione per le cancellazioni che sono già arrivate negli ultimi giorni. L'intenzione è quella di raccordarci con gli altri poli museali del Trentino".


















