Stop a gite scolastiche? Gli artigiani: "Complicazione in più". Le Agenzie viaggi: "Abbiamo associati specializzati nel settore scuole. Situazione che monitoriamo"
La sospensione delle gite scolastiche e delle attività extra a causa della protesta dei docenti nelle scuole non hanno solo ripercussioni sui poli museali. Alla finestra anche altri settori che lavorano con questi segmenti di mercato

TRENTO. Guerre, inflazione, costo della vita più alto e caro carburante. Ora, per alcuni settori economici, si aggiunge anche la protesta dei docenti con il progressivo stop a gite e attività extra. Una sospensione che tocca anche le agenzie viaggio e le aziende di noleggio pullman del Trentino.
Le ripercussioni più immediate riguardano musei e teatri tra disdette e riduzione delle prenotazioni nella cornice dell'offerta didattica. I poli museali non nascondono una certa preoccupazione, un'incertezza allargata alla filiera (Qui articolo). Ma nel lungo periodo gli impatti della protesta potrebbero arrivare a toccare altri settori.
"La situazione viene attentamente monitorata" dice Sandra Paoli, vicepresidente Confcommercio Trentino e presidente Fiavet Trentino Alto Adige, figura di spicco nel comparto e direttrice tecnica di Sport NatureTravel di Isera. "E' ancora prematuro avere un quadro degli impatti perché solitamente le gite e le uscite vengono organizzate soprattutto nella seconda parte dell'anno scolastico ma è chiaro che ci si muove per valutare le eventuali ripercussioni e le possibili contromisure per gestire le criticità di questo segmento".
Ancora non suonano campanelli d'allarme, tuttavia la questione è già sul tavolo. Difficile pianificare o programmare un netto cambio di orientamento in corso d'opera, se i docenti si esprimono adesso sulla sospensione di gite e attività extra. Questo è un periodo strategico per strutturare l'anno.
"La speranza è che tutto possa rientrare nel minor tempo possibile", aggiunge Paoli. "Intanto verifichiamo le varie situazioni perché ogni agenzia lavora con modelli di business, target e dinamiche differenti. Il nostro settore non è uniforme: alcuni associati sono specializzati nell'offerta per le scuole, mentre per altri è invece più marginale ma è sicuramente un segmento che rappresenta un giro comunque per tutti".
Il turismo scolastico ha un certo peso. In Italia rappresenta un settore economico dal valore complessivo di 1,4 miliardi di euro all'anno, secondo i dati dell'Osservatorio Aidit di Confindustria. La stima è che questo comparto riesca a movimentare circa 4,5 milioni di studenti, un dato che si traduce in oltre 9 milioni di presenze turistiche all'anno. Un segmento che contribuisce a "destagionalizzare", così come a sostenere circa 8.000 addetti diretti e più di 40.000 lavoratori nell'indotto.
A osservare l'evolvere degli eventi anche gli artigiani. In questo contesto a rischio ci sono i servizi affidati ai noleggiatori dei pullman e dei bus.
"Sicuramente non è un periodo semplice in generale - spiega Andrea De Zordo, presidente dell'Associazione Artigiani e presidente della Camera di commercio di Trento- in particolare per il caro carburante che incide parecchio sull'operatività delle nostre aziende. Si tratta di una criticità in più che incide sull'organizzazione quotidiana e nella pianificazione dell'anno".
Anche in questo caso si auspica che la questione possa trovare una soluzione a breve.
"E' una fase complessa e la potenziale riduzione delle prenotazioni del servizio è una difficoltà che si aggiunge a un contesto di multi-crisi. C'è un equilibrio delicato e le complicazioni, sopratutto burocratiche, comportano un costante aumento dei costi diretti e indiretti: non ci si può permettere di perdere anche un segmento di lavoro", conclude De Zordo.













