Crisi del trasporto, il caro carburante ora finirà in fattura: "Parte dell'aumento dovremo farlo pagare al cliente ma la coperta è corta. Si cerca di resistere"
A lanciare l'allarme sulla tenuta del settore Fai Conftrasporto. Il titolare di Frioli Trasporti: "Inseriamo parte dell'aumento del gasolio nella fattura: i nostri clienti capiscono questa necessità ma la coperta è corta perché i costi sono lievitati per tutti e ci troviamo nella stessa situazione". Il logistics manager di Fralog: "E' complesso e tutto è collegato, una catena che affronta tante difficoltà. Non ci si può permettere chilometraggio a vuoto"

TRENTO. "C'è poco da nascondere: il momento è complesso e non intravedo miglioramenti all'orizzonte". Queste le parole a il Dolomiti di Lorenzo Frioli, titolare dell'omonima azienda di trasporti. "C'è da tener veramente duro", aggiunge Alessio Fracchetti di Fralog a Rovereto. "La pianificazione svolge un ruolo ancora più importante: non ci si può permettere chilometraggio a vuoto". Testimonianze delle imprese che ogni giorno scendono sulle strade per assicurare e garantire gli approvvigionamenti delle varie catene e delle diverse filiere.
Il presidente di Fai Conftrasporto Trentino Alto Adige, Andrea Pellegrini, ha lanciato l'allarme: "Le nostre aziende lavorano in perdita e il rischio concreto è il blocco della logistica. Questa crisi colpisce con ferocia doppia il nostro territorio" (Qui articolo). Un settore spina dorsale dell'economia che è in grande difficoltà, le ripercussioni sono ancora maggiori in una regione chiave, un corridoio europeo che già si trovano a dover fare i conti con i disagi delle limitazioni austriache al Brennero.
L'associazione di categoria ha parlato di una "narrazione falsa e inaccettabile", cioè che l'aumento dei prezzi di prima necessità non è dovuto ai rincari richiesti dagli autotrasportatori ai committenti.
"Questo settore non presenta grandi margini", aggiunge Frioli alla guida dell'azienda con sede a Pietramurata con alle spalle 60 anni di storia. "Il costo del carburante incide molto sull'attività. Ormai siamo obbligati a ritoccare i listini prezzi per assorbire qualche costo".
Un modo per calmierare le perdite e non fermare la rete ma le formule attuali non coprono in maniera proporzionale i reali aumenti che sono stati subiti in questi mesi.
"Inseriamo parte dell'aumento nella fattura, un adeguamento del gasolio del 10% circa: i nostri clienti capiscono questa necessità ma la coperta è corta perché i costi sono lievitati per tutti e ci troviamo nella stessa situazione", prosegue Frioli. "E' il costo della vita che è salito e tutte le famiglie affrontano più o meno le stesse criticità".
Tra le richieste dell'associazione di categoria c'è l'inserimento di un tetto massimo e una maggiore trasparenza sull'extra-rete. "Sicuramente c'è una spirale speculativa - continua Frioli - perché le aziende non guadagnano in questo scenario, anzi subiscono la situazione".
C'è sempre una crisi da affrontare: prima l'emergenza Covid, poi il rialzi delle materie prime e dell'energia, ora le tensioni geopolitiche, il caro carburante e la logistica messa a dura prova.
"Non è una congiuntura negativa oppure un periodo difficile ma con prospettiva di un miglioramento nel breve", evidenzia Fracchetti. "Si tratta di un momento che si protrae da mesi e che incide sull'organizzazione: c'è sempre stata attenzione sulla pianificazione e sulla programmazione ma questi aspetti sono oggi ancora più strategici. Non ci si può più permettere dei viaggi o dei chilometraggi a vuoto e tutto va massimizzato".
Anche in questo caso qualcosa viene scaricato nella fatturazione per calmierare i costi. "Fortunatamente abbiamo clienti storici e c'è un confronto sulle difficoltà perché poi tutti devono redigere un bilancio", spiega il logistics manager di Fralog, realtà attiva in Trentino dagli Anni Sessanta e che nel tempo ha ampliato il raggio d'azione fino all'acquisizione e creazione di nuove società che operano nel settore logistico. "E anche le aziende che si affidano a noi hanno maggiori costi e quindi è complesso trovare un punto di equilibrio".
Diverse le misure che l'associazione di categoria attende dal governo. Un intervento ispettivo e regolatorio immediato per bloccare le speculazioni delle compagnie petrolifere e garantire che il prezzo industriale all'ingrosso torni a essere inferiore al prezzo alla pompa. La revisione della Fuel Surcharge e tutela dei noli: l'introduzione di un meccanismo di adeguamento obbligatorio, reale e proporzionale per tutti i contratti di trasporto, che agganci per legge le tariffe dei noli ai costi vivi del carburante. Sblocco immediato dei ristorni: l'erogazione senza più paletti burocratici dei crediti d'imposta e dei contributi promessi dall'esecutivo nazionale.
"E' complesso e tutto è collegato, una catena che affronta tante difficoltà. Si deve cercare di resistere e ottimizzare quanto più possibile i costi per non assottigliare ulteriormente i margini che sono già molto limitati", conclude Fracchetti.














