"Cartiere in crisi, in Trentino si rischiano contraccolpi pesanti: non è solo un problema di competitività, ma una questione sociale. Incomprensibile il silenzio della Provincia"
Il segretario generale aggiunto Claudio Zucchellini e il coordinatore dei dipartimenti Alan Tancredi (UilFpc): "La crisi del settore cartario è un'emergenza industriale e occupazionale. Servono risposte immediate dalla Giunta provinciale e dall'assessore competente"

RIVA DEL GARDA. "La forte presa di posizione congiunta di Assocarta e delle organizzazioni sindacali nazionali sulla crisi del settore cartario rappresenta un segnale d'allarme che non può e non deve essere sottovalutato, soprattutto in un territorio come quello trentino, dove l'industria della carta costituisce una realtà produttiva e occupazionale strategica. Riteniamo incomprensibile il silenzio della Provincia".
Il grido d'allarme dell'industria cartaria italiana viene rilanciato anche dal Trentino: sono Claudio Zucchellini e Alan Tancredi (Uil Fpc Trentino) ad alzare la voce per mettere in evidenza le difficoltà del comparto legate in particolare al forte aumento dei costi energetici ma anche alla concorrenza delle importazioni, in particolare dall'Asia, cresciute di oltre il 30% del primo semestre 2026.
"I dati nazionali parlano chiaro: il forte aumento del costo del gas, la crescente concorrenza delle produzioni extraeuropee e gli oneri legati al sistema europeo delle emissioni Ets stanno mettendo seriamente in discussione la competitività delle cartiere italiane. Il rischio concreto è quello di un progressivo ridimensionamento della produzione, con conseguenze pesanti sull'occupazione. A livello nazionale si stimano per il 2026 fino a 7 milioni di ore di cassa integrazione. Una situazione che nell'Alto Garda assume contorni particolarmente preoccupanti".
Nel territorio operano cinque importanti realtà produttive del settore cartario: Cartiere del Garda, Fedrigoni Arco, Fedrigoni Varone, Arconvert e Papier Garda, Sappi Condino che occupano complessivamente circa 1.200 lavoratrici e lavoratori, ai quali si aggiunge un indotto significativo, fatto di imprese, servizi e attività economiche strettamente legate alla filiera cartaria. Nelle ultime settimane l'apertura di procedure di cassa integrazione in alcune realtà produttive secondo la Uil Fpc rappresenta un primo, concreto segnale di difficoltà che per i sindacati non può essere ignorato.
"Non siamo di fronte soltanto a un problema di competitività delle imprese, ma a una questione sociale che riguarda direttamente centinaia di famiglie del nostro territorio", hanno aggiunto Tancredi e Zucchellini. "Il ricorso alla cassa integrazione significa incertezza sul futuro occupazionale, ma anche una riduzione delle retribuzioni per lavoratrici e lavoratori che stanno già affrontando una pesante erosione del potere d'acquisto. Il costo dell'energia, dei carburanti e del carrello della spesa continua a gravare sui bilanci familiari. Aggiungere a questa situazione una contrazione del reddito da lavoro significa aggravare ulteriormente condizioni economiche già difficili".
"È proprio di fronte a questo scenario che riteniamo incomprensibile il silenzio della Provincia autonoma di Trento. Ci chiediamo dove sia la politica industriale provinciale e quale attenzione l'assessore competente intenda riservare a un comparto così importante per l'economia trentina. Nonostante le ripetute sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, non registriamo una presa di posizione pubblica né un'iniziativa concreta all'altezza delle difficoltà che il settore sta attraversando".
"La Provincia autonoma di Trento - si legge - dispone di competenze e strumenti che devono essere utilizzati per accompagnare e sostenere il sistema produttivo e tutelare l'occupazione. L'autonomia non può rappresentare soltanto un elemento istituzionale da rivendicare, ma deve tradursi in una capacità concreta di intervento, soprattutto nei momenti di difficoltà industriale. Non possiamo attendere che le difficoltà produttive si trasformino in crisi occupazionali strutturali. Occorre agire adesso, aprendo un confronto tra Provincia, imprese e organizzazioni sindacali, per valutare la situazione dei singoli stabilimenti, le prospettive industriali, gli investimenti e gli strumenti necessari a salvaguardare produzione, occupazione e redditi".
La Uil Fpc del Trentino condivide e sostiene le richieste avanzate a livello nazionale da Assocarta e dalle organizzazioni sindacali al governo e alle istituzioni europee per ridurre i costi energetici, garantire condizioni di concorrenza eque e accompagnare la transizione ambientale senza sacrificare la capacità produttiva e il lavoro. Ma accanto alle responsabilità nazionali ed europee esiste anche una precisa responsabilità della politica provinciale, che non può limitarsi a osservare quanto sta accadendo.
"Chiediamo alla Giunta provinciale e all'assessore competente di uscire dal silenzio e di convocare con urgenza un tavolo di confronto sul futuro del settore cartario trentino. Difendere le cartiere dell'Alto Garda significa difendere 1.200 posti di lavoro diretti, un indotto fondamentale per il territorio e un patrimonio industriale che non possiamo permetterci di perdere. La crisi è già arrivata nei nostri stabilimenti. La politica provinciale non può accorgersene soltanto quando sarà troppo tardi".













